Il GP di Gran Bretagna ci ha consegnato una prima fila esclusivamente Aprilia in qualifica, un podio interamente Aprilia nella Sprint del sabato (il primo della storia per Noale) e un monopolio anche la domenica, così come la classifica che vede primo Jorge Martín, secondo Marco Bezzecchi (a -31) e terzo Ai Ogura a -37. Che Aprilia fosse favorita a Silverstone non lo scopriamo certo oggi: pista velocissima, diversi cambi di direzione, poche ripartenze e uno storico che parla meglio di tutto il resto. A spiegarlo tecnicamente poi ci hanno pensato i colleghi di TNT Sports.
Nonostante questo, per la seconda volta quest’anno si è parlato moltissimo di crisi Ducati. È così? Dipende dai punti di vista. Risposta breve: no, Ducati non è in crisi, è Marc Marquez che a Silverstone è andato ben peggio di quanto fosse lecito aspettarsi. Il 9 volte campione del mondo è stato veloce venerdì come sabato in qualifica, poi ha soltanto sofferto chiudendo con un 9° posto nella Sprint e una 7° piazza il sabato.
Le moto però vanno misurate sul secondo pilota perché c’è sempre il rischio che il primo sia un fuoriclasse, o se non altro molto fortunato in quell’occasione specifica. Così guardiamo alla gara di Alex Marquez, che ha tagliato il traguardo in quarta piazza dopo un errore a metà gara che gli ha impedito di giocarsi quel podio che, altrimenti, sarebbe stato ampiamente alla sua portata. Alex è andato forte per tutto il weekend, sbagliando solo (come tutti i piloti Ducati, del resto) la scelta della gomma il sabato. Così, in un circuito ostico per la Desmosedici, almeno una moto sarebbe finita nei primi tre.
Marc Marquez da parte sua si è presentato scuro in volto alle interviste dopo la gara, al punto che i colleghi spagnoli ci hanno riferito di come - per la prima volta quest’anno - non avesse granché voglia di parlare: “Il setting era buono, la gomma era giusta, la moto andava bene. Sono stato io a non avere avuto il feeling per fare il massimo questa domenica”, ha dichiarato a Sky.
C’è da aspettarsi che ad Aragon torni quello di sempre e che gli altri Ducatisti, in un tracciato con ripartenze da prima marcia, facciano meno fatica. Quindi no, Ducati non è in crisi, anche se rispetto all’Aprilia dipende molto più dal suo uomo di punta, che si conferma uno dei piccoli svantaggi dell’avere come riferimento un pilota dallo stile di guida diverso da tutti gli altri. Anche togliendo il fenomeno però c’è poco da recriminare: la gara di Alex, ben più simile a Di Giannantonio e Bagnaia nell’approccio alla moto, parla chiaro.
La differenza più grossa tra Aprilia e Ducati forse è proprio questa: a Noale riescono a sfruttare le situazioni vantaggiose con tutti e quattro i piloti, in Ducati spesso è solo uno a riuscirci. Il che va comunque più che bene per vincere il titolo.