Sepang è come un tavolo da poker a cui si sono seduti tutti i top team per la prima volta in stagione. Ferrari, Red Bull, McLaren e Mercedes, tutte in lizza per prendersi il GP che si corre in Malesia ma che fa capo al Bahrain. E l’unica certezza al termine del venerdì è che tutte hanno lavorato sul passo gara più che su quello da qualifica, considerata la grande incognita gomme in vista del GP di domenica.
L’asfalto è ruvido, le monoposto scivolano e il grip è bassissimo, al contrario dell’usura. Fanno tutti fatica ed è per questo che i tempi di fine giornata contano relativamente: in testa c’è la Ferrari di Charles Leclerc, seguita dalla Red Bull di Isack Hadjar e dalla McLaren di Lando Norris. Poi Max Verstappen, Lewis Hamilton, Oscar Piastri, George Russell e Kimi Antonelli, ottavo. Uno in fila all’altro, attaccati, nonostante programmi di lavoro piuttosto differenti tra loro.
Leclerc ed Hamilton hanno provato il time attack, Verstappen no e il suo miglior tempo l’ha fatto senza nemmeno montare la gomma rossa, mentre i due Mercedes hanno pagato imprecisioni o problemi in pista durante le relative simulazioni. Russell è finito lungo all’ultima curva, Antonelli è stato rallentato dall’Audi di Bortoleto mentre stava realizzando un giro che l’avrebbe portato in Top 3 senza troppe difficoltà. E infine McLaren che, dopo essersi nascosta come spesso fa nella prima sessione, si affaccia là davanti nella seconda.
Dalle simulazioni di gara, invece, emerge un quadro ancor più incerto e tirato: Ferrari, Red Bull e McLaren sono lì, nonostante un weekend tutto da costruire. Tra queste, a stupire maggiormente è stata la RB22 di Verstappen, sempre in pista con gomma gialla e già in forma al termine della prima sessione. Seguono le due MCL40, mentre la SF-26 è sembrata in forma ma su simulazioni leggermente più brevi dei rivali, quindi meno impattati dal punto di vista del degrado gomma.
Al contrario, nonostante una simulazione finale positiva con entrambi i piloti, Mercedes è un cantiere aperto e non poteva essere altrimenti visto che, a Sepang, da Brackley è arrivato un pacchetto di aggiornamenti importante, atteso per gran parte di questa stagione. Tre decimi di miglioramento sulla carta, o almeno così si vocifera nel paddock, ma un feeling con le vetture tutto da affinare.
La prima sessione è stata dedicata soprattutto alla raccolta dati, con Kimi al volante di una macchina piena di sensori e con il solo compito di effettuare comparative su comparative, mentre la seconda ha portato a riscontri maggiormente veritieri. Un qualcosa che, nello stop tra FP1 e FP2, aveva annunciato anche il vice team principal Bradley Lord a Sky Sport F1, intercettato subito dopo il rientro delle due vetture in garage: “Siamo indietro, ma stiamo lavorando e non c’è nessun allarme” il cuore del suo messaggio, validato da quanto visto un’ora dopo.
Mai come stavolta, quindi, tutto è aperto. E potrebbe esserlo ancor di più qualora dovesse arrivare la pioggia, sempre da considerare quando si corre in Malesia. In quel caso, il lavoro fatto - di per sé già complicato visto che si è partiti da un foglio bianco e da condizioni complicate, soprattutto legate all’asfalto - verrebbe addirittura azzerato. Il weekend, quindi, comincia con molte più incognite che certezze.