La Ferrari a Suzuka sta faticando, molto più di quanto previsto. E infatti, al termine delle qualifiche, davanti alle due SF-26 non ci sono solo le due Mercedes di Antonelli e Russell, ma anche la McLaren di Oscar Piastri. Per certi versi è una delusione, soprattutto visto quanto successo tra Melbourne e Shanghai: la Scuderia era dietro alle Frecce d’Argento, ma ampiamente davanti ai papaya, che in Giappone però hanno fatto uno step pur non portando aggiornamenti.
Fin qui, in pista la vettura ha faticato a trovare il giusto bilanciamento, coi piloti costretti a ricorrere agli extra. E se Leclerc ci ha messo una mezza pezza, finendo quarto con un giro che fino alla curva Spoon era monstre, Hamilton non è riuscito a fare lo stesso.
Sesto al termine del Q3, ma soprattutto staccato di poco meno di otto decimi da Antonelli. Arrivato nel paddock stavolta è deluso, tant’è che nel commentare quanto successo ci va giù pesante: “Non si può dare tutta la colpa solo al motore”, ha dichiarato a Sky Sport F1. Sicuramente l’erogazione della potenza determina una grande parte del tempo. Loro [Mercedes], però, sono molto veloci anche nel primo settore e questo significa che le nostre prestazioni sono al di sotto anche a livello di macchina, per cui dobbiamo recuperare un divario enorme per potercela giocare”. Parole dure, pur affermate con educazione.
Di un altro umore è invece Leclerc, che più che con la macchina se la prende con questa nuova F1. In pista Ferrari paga rispetto agli avversari, sì, ma oggi più che mai si è visto come in questa nuova era fare la differenza in qualifica - come spesso ha fatto Charles - è quasi impossibile: “Il giro non è stato perfetto, ma onestamente sono contentissimo. Però ho perso tanto tempo sul rettilineo rispetto ai miei tentativi precedenti, e quello è veramente frustrante. Anche se lo sai quando sali in macchina, quando poi succede… Dai pugni sul volante. Qui poi avevo anche un grande rettilineo, quindi avrei potuto fare anche abbastanza danni, mi sono trattenuto”, ha spiegato, sdrammatizzando, a Sky Sport F1.
Dopo le qualifiche, però il suo è un sorriso amaro: “In ogni caso è molto frustrante. Possiamo fare tante cose in macchina, però quando siamo al 100% con il pedale dell’acceleratore in rettilineo non possiamo più fare nulla. Quando vedi che il tempo lo perdi più in rettilineo che in curva allora è solo super frustrante”.
In Q3, all’inizio del suo ultimo tentativo, Charles stava volando, ma poi tutto è stato vanificato: “Non so cosa sia successo, purtroppo ho perso abbastanza tempo da curva-14 a curva-16. Però è così, a parte quello è stato un buon giro, ho avuto un momento abbastanza delicato in curva-8, però alla fine quel tratto è stato molto buono. C’ho provato, è andata abbastanza bene, però essere in quarta posizione è un risultato deludente”. “In gara? Penso che saremo in una situazione un po’ migliore almeno rispetto alla McLaren. Con le Mercedes invece penso che sarà difficile battagliare”
Per Ferrari è stata una giornata negativa, da qualsiasi punto di vista la si voglia analizzare. Eppure, a spiazzare tutti quanti ci ha pensato il team principal Frederic Vasseur: “Da Miami inizierà un altro campionato, dobbiamo continuare a pensare a noi stessi e a raccogliere il massimo dei punti”, spiega sempre a Sky. La stagione sarà molto lunga e il tasso di sviluppo altrettanto alto, quindi non dobbiamo spaventarci di fronte alla situazione attuale”.
Una riflessione inaspettata, per qualcuno il solito disco rotto fatto ripartire. È vero che in questo 2026 gli sviluppi saranno cruciali come non mai, ma il gap è ampio e a Miami, che seguirà Suzuka dopo un mese di stop vista la cancellazione dei GP di Jeddah e Bahrain, un po’ tutti quanti porteranno degli aggiornamenti, Mercedes e McLaren comprese. Per riaprire la partita, quindi, servirà qualcosa di davvero grosso.