Charles Leclerc e la Ferrari hanno chiuso l’ultimo test pre-stagionale davanti a tutti. Miglior tempo, altra giornata passata a macinare chilometri senza problemi e una SF-26 che continua a stupire per solidità e consistenza. Il 2026 è iniziato bene e la Scuderia si avvia verso Melbourne in fiducia, ma quel riferimento non conta nulla, tanto più perché non si conoscono i carichi di benzina con cui è stato realizzato. È poco rappresentativo e, soprattutto, al termine dei sei giorni in Bahrain il quadro è ben diverso: Mercedes è saldamente davanti a tutti, poi uno a uno gli altri avversari a partire da Ferrari. In più, nell’ultimo giorno a Sakhir Leclerc è stato l’unico a cercare un time attack, spingendo la vettura oltre il limite mostrato sin qui. I riscontri arrivati sono stati ottimi, ma né i valori in campo né i distacchi veritieri sono rappresentati dalla classifica finale.
La vera notizia, invece, è l’aver completato nuovamente il programma di lavoro senza intoppi, oltre a un’altra partenza fulminea quando a fine sessione le vetture si sono schierate in griglia e hanno simulato tutta la procedura. Sono queste le uniche certezze per la Scuderia: da un lato una monoposto solida, dall’altra la superiorità in quel frangente di gara grazie a un turbo più piccolo che fa scattare la SF-26 in un attimo. Si era detto che il 2026 sarebbe stato l’anno della verità e fin qui tutto è andato per il verso giusto, peraltro mostrando anche alcune soluzioni aerodinamiche parecchio innovative e difficili da copiare nel breve termine.
Dopo Barcellona e Bahrain 1, è stato un altro test positivo. Ora, la domanda è una sola: sarà una Ferrari da Mondiale? Difficile rispondere, ma la strada intrapresa sembra opposta a quella con cui il vecchio ciclo tecnico era iniziato: nel 2022 la Scuderia iniziò da favorita, ma fu inghiottita dagli sviluppi della Red Bull, mentre stavolta la vettura è sì veloce, ma a primo impatto anche con tanto margine ancora da esplorare. Il 2026 sarà una stagione che comincerà in un modo, e forse finirà in un altro: di sicuro, però, là davanti ci sarà Mercedes, regina indiscussa di queste prime tre uscite.
Veloce, con margine e anche la sensazione che finora si sia nascosta parecchio, con l’obiettivo di svelare le proprie carte solo a Melbourne. Lato affidabilità non è stato il migliore degli inizi perché di problemi ce ne sono stati, ma nel box la preoccupazione sembra non esistere, anzi. Wolff e i piloti hanno sempre parlato di avversari in vantaggio, ma la pista ha dato risposte diverse.
Discorso diverso, invece, per McLaren e Red Bull: la MCL40 è veloce, ma soffre di usura gomma eccessiva e questo è stato il focus principale di ogni prova, tant’è che si sono fatte solo simulazioni da gara; la RB22 è in crescita, leggermente indietro rispetto ai diretti avversari ma, con un motore completamente nuovo, è già un miracolo ciò che si è visto in pista.
È una Formula 1 tanto diversa, oltre che piena di interrogativi. A tratti piace, a tratti decisamente meno, ma forse ha ragione Stefano Domenicali - almeno in parte - quando predica calma e dice di fare affidamento sulla genialità di ciascuna squadra. D’altronde, la velocità con cui nel circus si riescono a risolvere problemi è sempre più impressionante.
Se così non dovesse essere si interverrà a livello di regolamento e, a confermarlo, è proprio il CEO di Formula 1: “Come sempre, quando c’è qualcosa di nuovo ci si chiede che cosa stia succedendo. Bisogna restare calmi e avere un atteggiamento costruttivo, che è lo spirito dei piloti e dei team. Dobbiamo assicurarci che la FIA abbia gli input giusti nel caso in cui sia necessario migliorare gli elementi che sono al centro del dibattito nei debriefing degli ingegneri e dei piloti. Lo abbiamo visto nei giorni scorsi, l’evoluzione in pista è piuttosto significativa. Il dialogo è già proficuo. Le monoposto sono davvero belle, e il sound piacevole”, ha spiegato a margine dei test come riportato da Automoto.it.
“Avremo una riunione prima dell’inizio dell’anno per evitare reazioni eccessive. Il nostro percorso è appena iniziato. Se ci fosse qualcosa di utile da poter implementare subito, impiegheremmo lo stesso approccio aperto adottato dalla FIA e dai team nella condivisione dei dati”.
Tutto giustissimo, ma è innegabile che questa nuova era sul piano tecnico sia nata sbagliata, squilibrata. E adesso, a due settimane dall’inizio del campionato, si comincia a parlare di possibili correttivi, di una gestione dell’energia da rivedere per diminuire il lift and coast e favorire i sorpassi. Una soluzione si troverà di sicuro, ma sarebbe sbagliato sostenere che le preoccupazioni e le lamentele di team e piloti siano infondate.