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20 febbraio 2026

Il miglior tempo di Leclerc e Ferrari in Bahrain? Ha gasato, ma non significa niente. E sulla nuova Formula 1 ha ragione (in parte) Stefano Domenicali

  • di Luca Vaccaro Luca Vaccaro

20 febbraio 2026

Charles Leclerc ha piazzato la sua Ferrari davanti a tutti al termine degli ultimi tre giorni di test in Bahrain, staccando di ben nove decimi Lando Norris. Il tempo realizzato è un buon segnale, ma nell’ottica dei valori in campo non conta niente perché Mercedes rimane la strafavorita, quantomeno all’inizio del mondiale. Fuori dalla pista, invece, Domenicali ha risposto allo scetticismo intorno alla nuova Formula 1: ha ragione quando sostiene che i problemi saranno risolti, ma è indubbio come queste macchine siano nate sbagliate

Foto di copertina: Scuderia Ferrari

Il miglior tempo di Leclerc e Ferrari in Bahrain? Ha gasato, ma non significa niente. E sulla nuova Formula 1 ha ragione (in parte) Stefano Domenicali

Charles Leclerc e la Ferrari hanno chiuso l’ultimo test pre-stagionale davanti a tutti. Miglior tempo, altra giornata passata a macinare chilometri senza problemi e una SF-26 che continua a stupire per solidità e consistenza. Il 2026 è iniziato bene e la Scuderia si avvia verso Melbourne in fiducia, ma quel riferimento non conta nulla, tanto più perché non si conoscono i carichi di benzina con cui è stato realizzato. È poco rappresentativo e, soprattutto, al termine dei sei giorni in Bahrain il quadro è ben diverso: Mercedes è saldamente davanti a tutti, poi uno a uno gli altri avversari a partire da Ferrari. In più, nell’ultimo giorno a Sakhir Leclerc è stato l’unico a cercare un time attack, spingendo la vettura oltre il limite mostrato sin qui. I riscontri arrivati sono stati ottimi, ma né i valori in campo né i distacchi veritieri sono rappresentati dalla classifica finale. 

Ferrari Charles Leclerc Bahrain
La Ferrari di Charles Leclerc in Bahrain, 2026 Scuderia Ferrari

La vera notizia, invece, è l’aver completato nuovamente il programma di lavoro senza intoppi, oltre a un’altra partenza fulminea quando a fine sessione le vetture si sono schierate in griglia e hanno simulato tutta la procedura. Sono queste le uniche certezze per la Scuderia: da un lato una monoposto solida, dall’altra la superiorità in quel frangente di gara grazie a un turbo più piccolo che fa scattare la SF-26 in un attimo. Si era detto che il 2026 sarebbe stato l’anno della verità e fin qui tutto è andato per il verso giusto, peraltro mostrando anche alcune soluzioni aerodinamiche parecchio innovative e difficili da copiare nel breve termine.

Dopo Barcellona e Bahrain 1, è stato un altro test positivo. Ora, la domanda è una sola: sarà una Ferrari da Mondiale? Difficile rispondere, ma la strada intrapresa sembra opposta a quella con cui il vecchio ciclo tecnico era iniziato: nel 2022 la Scuderia iniziò da favorita, ma fu inghiottita dagli sviluppi della Red Bull, mentre stavolta la vettura è sì veloce, ma a primo impatto anche con tanto margine ancora da esplorare. Il 2026 sarà una stagione che comincerà in un modo, e forse finirà in un altro: di sicuro, però, là davanti ci sarà Mercedes, regina indiscussa di queste prime tre uscite. 

Mercedes George Russell Bahrain.
George Russell in Bahrain, 2026? Mercedes AMG

Veloce, con margine e anche la sensazione che finora si sia nascosta parecchio, con l’obiettivo di svelare le proprie carte solo a Melbourne. Lato affidabilità non è stato il migliore degli inizi perché di problemi ce ne sono stati, ma nel box la preoccupazione sembra non esistere, anzi. Wolff e i piloti hanno sempre parlato di avversari in vantaggio, ma la pista ha dato risposte diverse. 

Discorso diverso, invece, per McLaren e Red Bull: la MCL40 è veloce, ma soffre di usura gomma eccessiva e questo è stato il focus principale di ogni prova, tant’è che si sono fatte solo simulazioni da gara; la RB22 è in crescita, leggermente indietro rispetto ai diretti avversari ma, con un motore completamente nuovo, è già un miracolo ciò che si è visto in pista. 

È una Formula 1 tanto diversa, oltre che piena di interrogativi. A tratti piace, a tratti decisamente meno, ma forse ha ragione Stefano Domenicali - almeno in parte - quando predica calma e dice di fare affidamento sulla genialità di ciascuna squadra. D’altronde, la velocità con cui nel circus si riescono a risolvere problemi è sempre più impressionante.

Max Verstappen Bahrain test F1
Max Verstappen in Bahrain, 2026. Red Bull

Se così non dovesse essere si interverrà a livello di regolamento e, a confermarlo, è proprio il CEO di Formula 1: “Come sempre, quando c’è qualcosa di nuovo ci si chiede che cosa stia succedendo. Bisogna restare calmi e avere un atteggiamento costruttivo, che è lo spirito dei piloti e dei team. Dobbiamo assicurarci che la FIA abbia gli input giusti nel caso in cui sia necessario migliorare gli elementi che sono al centro del dibattito nei debriefing degli ingegneri e dei piloti. Lo abbiamo visto nei giorni scorsi, l’evoluzione in pista è piuttosto significativa. Il dialogo è già proficuo. Le monoposto sono davvero belle, e il sound piacevole”, ha spiegato a margine dei test come riportato da Automoto.it. 

“Avremo una riunione prima dell’inizio dell’anno per evitare reazioni eccessive. Il nostro percorso è appena iniziato. Se ci fosse qualcosa di utile da poter implementare subito, impiegheremmo lo stesso approccio aperto adottato dalla FIA e dai team nella condivisione dei dati”. 

Tutto giustissimo, ma è innegabile che questa nuova era sul piano tecnico sia nata sbagliata, squilibrata. E adesso, a due settimane dall’inizio del campionato, si comincia a parlare di possibili correttivi, di una gestione dell’energia da rivedere per diminuire il lift and coast e favorire i sorpassi. Una soluzione si troverà di sicuro, ma sarebbe sbagliato sostenere che le preoccupazioni e le lamentele di team e piloti siano infondate.

 

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Foto di copertina:

Scuderia Ferrari

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