George Russell si è preso il venerdì di Montreal, eppure a rubargli la scena ci ha pensato ancora una volta Kimi Antonelli. Secondo sotto alla bandiera scacchi, a soli 68 millesimi dal compagno di squadra su una pista che ha sempre visto l’inglese volare. Manca la pole position, ma continua a mettergli pressione. E ormai, come ha sottolineato Carlo Vanzini nel post-qualifica, non dovrebbe più sorprendere vederlo costantemente nelle prime posizioni. Anzi, la vera notizia è che nella Sprint Race non sarà lui a partire dalla pole, ma George.
Nelle prime qualifiche del fine settimana l’inglese, nonostante un inizio complicato in FP1, finito a muro a metà sessione, ha sempre dettato il passo. Kimi, però, pian piano gli si è avvicinato e la sensazione è quella di un pilota che ancora una volta ha tutto sotto controllo. A testimoniarlo è anche il debrief fatto a caldo con Mara Sangiorgio una volta sceso dalla W17, lucidissimo: “Ho fatto un errore nel primo settore. Diciamo che ho deciso di andare per il primo giro con le soft, ma la gomma non era pronta perché era fredda. E dopo, nel secondo giro, non ho sfruttato bene il grip nel primo settore. Sono comunque secondo e non lontano, anzi, sono lì vicino. Considerando il giro che ho fatto, sono contento. Pensavo peggio”.
A far paura è la partenza, forse l’unico punto debole di questa Mercedes. In Canada, però, sono arrivati degli aggiornamenti che dovrebbero migliorare la situazione: “Sicuramente in prova libera le partenze sono state migliori, quindi bisogna capitalizzare domani in gara. Però credo che sì, le modifiche siano state positive”.
In generale, in Canada si è vista una W17 ancor migliore di quella che aveva vinto a Miami. Tutto merito di un pacchetto che l’ha vista fare un ulteriore passo in avanti, nonostante ci sia ancora del margine da estrarre visto il poco tempo a disposizione dato dal format Sprint: “C’è ancora un po’ da capire perché è cambiato un po’ il bilanciamento. Però, devo dire che sta funzionando bene. Vediamo domani, è un altro giorno e non vedo l’ora di ritornare in pista domani”.
Pronto a lottare, esattamente come ha fatto in questo inizio di stagione. È un Kimi che di pressione per ora ne sente zero, che continua a gestire tutto al meglio e che, anche nelle giornate in cui davanti a lui in classifica c’è Russell, il suo rivale numero uno, ne esce bene. Esattamente ciò che serve per continuare a credere in un obiettivo che cinque gare fa rappresentava solo un sogno lontano.
Nonostante tutto, però, c’è chi nel box non sorride. È Toto Wolff, che sul finale delle qualifiche spiazza tutti ai microfoni di Sky: “Oggi non mi è piaciuta la nostra velocità, è tutto nuovo, mi aspettavo 1-2 decimi meglio. Vediamo domani”. A sentirlo ci si aspetterebbe una qualifica tirata, e invece al termine della SQ3 il primo degli altri, Lando Norris, paga 3 decimi. Per il team principal, però, conta poco: “Siamo primi ma non con molto margine. Però, possiamo essere contenti: oggi avevamo il pacchetto più veloce, ma dobbiamo continuare a spingere anche domani”.
Gli è bastato meno di un minuto per impartire una lezione di management in diretta televisiva. Perché essere primi non basta: serve dominare, cosa che nella prima giornata in Canada - quantomeno nell’ultimo tentativo delle qualifiche - non è stata fatta. McLaren è alle spalle, così come la Ferrari, entrambe una piccola minaccia. Per Toto non va bene: una masterclass che servirebbe ad altri dirigenti che, invece, esaltano i giri veloci.