La sosta forzata per i conflitti in Medio Oriente ha dato a tutti i piloti di F1 un mese di respiro. Kimi Antonelli ne ha approfittato per staccare la spina, ma fino a un certo punto. Perché rinunciare completamente ai motori, per lui, sembra proprio non essere un’opzione.
Due settimane fa era a Imola per la 6 Ore del WEC, prima prova del Mondiale Endurance. Chiamato come starter d’eccezione per dare il via alla gara nel circuito che sente più suo di qualsiasi altro: l’Autodromo Enzo e Dino Ferrari è casa, nel senso più letterale del termine. È lì che il padre Marco ha costruito la scuderia di famiglia, a pochi chilometri di distanza da dove Kimi è cresciuto e ha passato una vita intera.
Sempre in quelle stesse settimane, Antonelli aveva già trovato il modo di tenersi in forma senza rinunciare alla pista, con una giornata a Misano al volante della Mercedes GT3 del team di famiglia. Nessun obbligo, nessuna telecamera. Solo un ragazzo di diciannove anni che nel primo weekend libero sceglie di mettersi un casco in testa e girare.
Qualche giorno prima, invece, era spettatore di un sabato al Ranch di Valentino Rossi, con tanto di foto di gruppo con l’intera Academy in versione allargata visto che c’erano anche Nicolò Bulega, i fratelli Fuligni e Mattia Pasini. Gli stessi con cui, quando ce n’è l’occasione, scende in pista in kart a battagliare curva dopo curva.
Il weekend scorso, poi, è tornato a Imola per il primo round del Campionato Italiano GT e, ancora una volta, non è passato soltanto a salutare. Kimi è rimasto a lungo nei box e sulla griglia di partenza, osservatore speciale per il team di papà Marco, a seguire il lavoro da vicino e dare una mano e qualche consiglio ai piloti impegnati con le “sue” Mercedes. Nel mezzo, l’affetto del pubblico imolese che lo ha sommerso con la stessa intensità di sempre. Lui si è concesso ai tifosi con la disponibilità che lo contraddistingue, prima di salutare e guardare già avanti.
Perché Miami, prossimo round mondiale di F1, è domenica. Sarà un primo vero banco di prova per capire se il vantaggio costruito nelle prime tre gare da Mercedes regge all’impatto con gli aggiornamenti che Ferrari e McLaren porteranno in pista. Antonelli arriva da leader, con due vittorie nelle ultime due gare e la sensazione di un pilota che stia crescendo più in fretta di quanto chiunque si aspettasse, Mercedes compresa.
È stato un mese di pausa, sì, ma usato a modo suo. Il Ranch, Misano, Imola e ora Miami: la spina l’ha staccata, ma i motori non li ha mai spenti davvero.