Kimi Raikkonen che parla di Kimi Antonelli non se lo aspettava nessuno. Eppure è successo, subito dopo il Gran Premio del Canada, che ha visto l’italiano infilare la quarta vittoria consecutiva su cinque gare. E la parte più sorprendente è sentire il finlandese, uno che le parole le pesa sempre, puntare quasi tutto su Antonelli in chiave mondiale, sicuro visto quanto fatto dal pilota Mercedes in questo inizio di 2026.
Raikkonen ha parlato al Quotidiano Sportivo in una lunga intervista, e uno dei temi è stato proprio l’attuale leader del Mondiale. Il gancio, inevitabilmente, è il nome: due Kimi in F1, a distanza di anni. Una coincidenza, niente di più, come ha spiegato la famiglia Antonelli nel tempo. Fu un amico di papà Marco a suggerire quel nome: suonava bene con Andrea e Antonelli, aveva un tocco internazionale. Una volta iniziate le gare, però, nei vari paddock è diventato solo Kimi, nome che condivide con l’ultimo campione del Mondo in casa Ferrari.
“Naturalmente seguo con grande simpatia le imprese di Antonelli. Mi diverte che porti il mio stesso nome, anche se credo di aver capito sia una banale coincidenza”, spiega il finlandese, oggi lontano dai riflettori ma spesso in pista per seguire da vicino il figlio Robin, attualmente in kart.
Poi arriva il giudizio tecnico, quello che conta più di tutto il resto, specie se a formularlo è uno come Iceman, a suo tempo ragazzino prodigio che stupì la F1 dopo un test al Mugello ad appena 20 anni: “Di sicuro è proprio bravo. Ovviamente in F1 non vinci quattro Gran Premi consecutivi se non possiedi un talento speciale. I numeri di Antonelli sono un’impresa. È fondamentale avere la macchina giusta, ma è sempre stato così in tutte le epoche. Può conquistare il titolo e lui ci crede, si vede da come affronta le gare, dallo spirito che ci mette. Antonelli non perderà la concentrazione, sta mostrando maturità”.
C’è però un avvertimento, che Raikkonen formula tirando in ballo un precedente recente, nonostante si dica sicuro della solidità di Kimi: “Dovrà evitare di imitare il Piastri del 2025, ad un certo punto l’australiano della McLaren sembrava avere il titolo in tasca ma non ha retto la pressione. Il ragazzo italiano non cadrà nella stessa trappola”.
La gestione della pressione, un aspetto che ha sorpreso e lasciato senza parole tutto il paddock. Kimi sta godendo di tutto ciò che in questi mesi gli è successo, affrontando ogni sfida nella maniera più propositiva possibile. Un aspetto che, in vista di una lotta mondiale, fa ben sperare.
Tolto Antonelli, però, c’è solo un pilota che continua a stupirlo, ovvero Max Verstappen: “Per me è il più forte”, racconta Iceman. “L’ho visto arrivare in F1 durante il mio secondo periodo in Ferrari. Max è un fenomeno. Vinse la sua prima gara in Spagna proprio davanti a me dieci anni fa. Lì mi sono reso conto che era nata una stella”.
Una gara passata a inseguirlo, senza però riuscirci. Era il 2016, al terzo anno dopo il ritorno a casa, a Maranello. Guidava una Ferrari in grande difficoltà, forse al pari di quella vista nel 2025. Anche per Raikkonen il 2026 è stato un passo in avanti e, misurato ma non pessimista, afferma: “Quando ho lasciato la squadra [nel 20218, ndr] ho augurato loro di trovare in fretta il mio successore nell’albo d’oro del campionato. Non è ancora accaduto, ma da lontano vedo segnali incoraggianti”.
La strada per vincere è ancora parecchio lunga, mentre proprio in questi giorni si stanno decidendo le sorti della futura F1 con Ferrari a recitare il ruolo di assoluta protagonista ai tavoli della FIA. Chissà se Raikkonen ci abbia visto giusto: l’Italia ci spera, per Kimi e per la Ferrari.