Sì, Charles Leclerc a Barcellona non ha corso con i dischi dei freni Brembo, ma questa è solo una parte della storia. Per capirla appieno serve tornare al GP del Canada, ancor prima dell’errore arrivato a Monaco, con la gara chiusa in barriera alla Anthony Noghes. Fin dal venerdì, il monegasco lamenta una carenza di feeling con i freni che, su una pista velocissima come Montreal, fa la differenza. Dall’altro lato del box, invece, Hamilton frenava e inseriva la SF-26 in curva come quasi mai aveva fatto fin qui in stagione.
E così per tutto il fine settimana: Charles faticava, Hamilton no. Poi arriva Monaco e il copione si ripete: prima dell’errore in gara, Leclerc era spesso finito lungo sia al venerdì che al sabato e, ironia della sorte, il weekend di casa si era aperto proprio con un bloccaggio dopo la discesa che porta al Mirabeau. Il feeling continua a mancare e il pilota parla di una soluzione già pronta, ma che insieme al team non ha voluto rischiare tra le stradine del Principato dove frenare conta quasi più di ogni altra cosa.
Quella soluzione, si scoprirà a posteriori, sono dei diversi dischi dei freni. Non prodotti da Brembo, che da più di cinquant’anni equipaggia la Scuderia - e non solo -, ma da Carbone Industrie, gli stessi che si è scoperto Hamilton stesse usando fin dal Giappone. Per l’inglese il passaggio è stato un ritorno alle origini, visto che sia in McLaren che in Mercedes li ha sempre utilizzati.
Ma attenzione. Non è che Brembo da un giorno all’altro si sia dimenticata come costruire un buon disco e quindi Hamilton abbia deciso di usarne uno migliore. Semplicemente, tutto si rifà al feeling, come quando noi persone normali indossiamo una scarpa: ce ne sono tante di altissima qualità, ma non tutte si adattano al 100% al nostro modo di camminare.
La stessa cosa è valsa per Sir Lewis, che quei dischi li ha utilizzati fin dal giorno zero. Dopo 18 stagioni passate a frenare sempre allo stesso modo, a inizio di 2026 è voluto tornare a una soluzione che sentiva più sua, nel pieno rispetto delle facoltà di ciascun team e senza fare un torto a nessuno.
Non ha né interrotto una partnership storica né fatto un qualcosa di mai successo nella storia della F1: capitava a Schumacher, che in alcuni GP dell’anno passava da un disco all’altro, così come più recentemente è successo a Max Verstappen, passato a Brembo da Carbone Industrie a inizio 2024 dopo aver già vinto - e tanto - utilizzando parte delle componenti del marchio francese.
La stessa identica cosa è stata fatta da Leclerc che, a partire dal GP di Barcellona, nel tentativo di ritrovare quel feeling che con questa generazione di vetture sembrava aver perso, ha deciso di seguire la strada adottata dal compagno di squadra. Anche in questo caso, quindi, nessuna rivoluzione: solo un semplice scelta tecnica, oltretutto riconosciuta da Brembo che, nel frattempo, continuerà a fornire pinze, pompe freno, frizioni frenanti e ammortizzatori alla Scuderia.
La collaborazione tra i due marchi non si è interrotta, come qualcuno ha scritto, anzi: continuerà ad andare avanti tanto in F1 quanto nel mondo Endurance, così come sulle vetture stradali.
Quanto a Leclerc, invece, ora sarà la pista a parlare, ma sia chiaro: non è che soltanto cambiando un disco si trova un secondo, o viceversa. È tutta questione di millesimi, come sempre accade in F1, oltre che di una fiducia che il monegasco nelle ultime gare sembra aver un po’ perso, in generale. Può succedere anche questo in un campionato di più di venti gare. E forse, tutta questa storia è solo stata un po’ gonfiata.