Ma l'avete vista l'ultima? Siamo abituati a vedere Sinner sul campo di tennis, il cappellino in testa, il volto che non tradisce emozioni. Proprio per questo la foto di Sinner ubriaco al matrimonio di Mondo Duplantis è più bella di quelle con titoli Slam, di quella con la coppa degli Internazionali o la Davis. Guardatelo, Jannik Sinner è umano, è uno di noi e va benissimo così. Precisiamolo, in questi casi non si sa mai, c'è sempre lo spauracchio della foto generata con l'AI, ma è così splendidamente imperfetta che non possiamo non crederci. Così umana che è impossibile non immedesimarcisi. La fotocamera smossa, lo sguardo allegro, la camminata barcollante che richiede doppio supporto. Sabato sera era a una festa e si è comportato come qualsiasi ventiquattrenne al matrimonio di un amico. Con tutto quello che questo comporta.
E la cosa straordinaria è che c'è gente stupita. Come se il ragazzo fosse un automa a cui è precluso divertirsi per sistema operativo. Un ragazzo programmato per colpire la pallina più forte possibile. L'ironia social è doverosa, come chi scherza dicendo che Jannik sopporti l'alcol ancora meno del caldo. Ma risparmiateci i bacchettoni che vogliono trasformare una cosa normalissima in una notizia sportiva da analizzare in studio con la moviola. Come se alzare il gomito al matrimonio dell'anno - quello tra il più grande saltatore con l'asta della storia e la sua Desiré, cerimonia da sogno in giugno – fosse un'imperdonabile crollo morale. Lasciate perdere.
Anzi, anche se non sembra, questa è una lezione. Ma come, uno sportivo che si ubriaca dovrebbe essere un esempio? No. Saper staccare, però, sì. Capire quando il momento permette di concedersi una serata in cui non si calcola niente, non si ottimizza, non si pensa al prossimo torneo né al ranking. Farlo, anche questo, con la testa. Quanti sportivi sono implosi sotto la pressione costante, hanno sbattuto contro la gabbia di una vita vissuta solo dentro il campo. La vera abilità è sapere quando posare la racchetta, e riprenderla al momento giusto.
Sinner nella sua carriera ha già vinto quasi tutto quello che poteva vincere. Ha vissuto dei mesi straordinari sulla terra rossa. Un periodo stressante, sempre con le antenne dritte e non senza qualche crollo fisico e mentale. Ha ventiquattro anni e una disciplina rara nei suoi coetanei. Se a giugno vuole andare al matrimonio del suo migliore amico e bere qualche flute di champagne in più ha tutto il diritto di farlo. Anzi, glielo dobbiamo. La foto è divertente. Jannik è divertente. Ed è esattamente quello di cui avevamo bisogno per ricordarci che dietro al campione impassibile c'è un ragazzo che ride, balla, festeggia i suoi amici e ogni tanto perde il conto dei calici. E sono le stesse critiche che, in misura ancora maggiore, ha subito Alcaraz. E adesso allora, una preghiera. Carlos, tu che sai come si fa, portacelo Jannik ad Ibiza. La sfida è aperta anche al tavolo, e per ora lo spagnolo su quel fronte è ancora il numero 1. Sinner ha tanto da imparare. Lasciateli vivere.