image/svg+xml
  • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
    • San Carlo
  • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • Girls
    • Orologi
    • Turismo
    • Social
    • Food
  • Sport
    • MotoGp
    • Tennis
    • Formula 1
    • Calcio
  • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Attualità
    • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
    • San Carlo
  • Lifestyle
    • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • girls
    • Orologi
    • Turismo
    • social
    • Food
  • Sport
    • Sport
    • motogp
    • tennis
    • Formula 1
    • calcio
  • Culture
    • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Topic
Moto.it
Automoto.it
  • Chi siamo
  • Privacy

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159

  1. Home
  2. Sport

10 agosto 2026

“Ho vissuto dieci vite e lavoro all’undicesima”: Carlo Pernat sul “bello che deve venire”, il caldo record, Aprilia, Ducati e due parole scoperte (adesso che ha 78 anni)

  • di Emanuele Pieroni Emanuele Pieroni

10 agosto 2026

Tra il caldo torrido di Genova, il compleanno festeggiato in casa, la nostalgia del paddock, la confidenza su un periodaccio e quella sulla voglia di Motocross, il Sic che torna sempre e la trasformazione della MotoGP: ecco la nostra chiacchierata d’agosto con il manager più iconico del motorsport. Che ci ha fatto pure un attimo commuovere…
“Ho vissuto dieci vite e lavoro all’undicesima”: Carlo Pernat sul “bello che deve venire”, il caldo record, Aprilia, Ducati e due parole scoperte (adesso che ha 78 anni)

“Sai che ti dico? Ho avuto un cu*o della madonna: ho vissuto dieci vite e, in questa qui che è la decima, ho scoperto pure quanto ci si emoziona a essere chiamati “nonno” o “papà”. Adesso mi sto preparando per l’undicesima, perché ok tutto, ma ho una gran voglia di motocross”. Carissimi, chi pensava a un Carlo Pernat ormai settantottenne, fiaccato dall’enfisema con cui fa i conti ormai da qualche anno, e “arreso” alla pensione dovrà ricredersi: sta carico come un ragazzino e, in più, adesso dice pure cose che da uno come Carletto non ti saresti mai aspettato. Genova soffoca, Carlo Pernat non esce di casa da giorni e tira fuori pure un pensiero socio solidale: “mi chiedo come faccia tanta gente. Io, alla fine, ho l’aria condizionata, ma tanti mica possono permettersela”. Insomma, è sempre Carlo Pernat, ma adesso – ogni tanto – gli scappa qualche sbotto di altruismo che magari aveva pure prima, ma col cavolo che te lo faceva vedere. “E’ un macello – dice – guardati intorno: io non me lo ricordavo un caldo così a Genova. La gente ci lascia le penne per strada. Belin, cambiamo discorso: pensa a quelli che tornano da Silverstone, dove magari c'erano ventidue gradi e si stava da Dio; qualcuno scendendo dall’aero avrà pensato di essere all’Equatore. A proposito, ma che calendario del cavolo s’è inventato Ezpeleta? Io a Carmelo voglio un gran bene, ma questo calendario della MotoGP è folle: a giugno la Repubblica Ceca e poi a metà agosto ci piazzano le vacanze, con l’Austria quasi a ottobre quando prima ci andava una marea di persone perché la gente era in ferie. Anche adesso: tre settimane di stop, poi una gara spersa che non c'entra niente e altre tre settimane di pausa. Sembra veramente di vivere in un mondo a fumetti, dove c'est uno scritto diverso ogni giorno e tutto cambia in peggio”.

Carlo Pernat, Bastianini e Arbolino 2022

E’ come se Carletto cercasse il brutto, per digerire un “addio” che sapeva essere nell’aria, ma che è arrivato in un modo che non gli è piaciuto. “Mi accorgo che è già il secondo compleanno che non vado in giro per i circuiti – racconta - e quello che un po' mi fa girare i maroni, te lo confesso, è che ho dovuto decidere di smettere per un problema di salute. Avrei smesso lo stesso, ma così è stato per dovere. Però io sono un giovane di testa. Non me ne frega niente di quello che dice l'anagrafe, ho sempre voglia di fare qualcosa, faccio sempre mille cose. Per cui sai che c'è? Metto dietro le spalle il motore del tempo, non me ne importa niente, prendo quello che viene domani. È stato comunque un bel compleanno, passato a casa con l'aria condizionata, lmia figlia, mia nipote... Certo, l'essere nonno è completamente diverso. Mia nipote gioca a calcio, gioca nel Genoa e la seguo quando posso, ma parliamoci chiaro: io sono sempre stato Carlo Pernat, il nonno classico proprio non fa per me. Però con tutti i casini della mia vita ho ancora la mia prima moglie che mi dà una mano, mia figlia, mia nipote... Alla fine, dimmi cosa mi manca? I primi sei mesi senza paddock sono stati terribili, i più brutti della mia vita: abituato a girare il mondo, a combinare casini, a mettere a posto le cose, e poi ti ritrovi fermo a casa senza poter uscire. Meno male che sono forte di testa. Ma quel periodo brutto me lo sono messo alle spalle. Adesso me ne sbatto”.

Il richiamo della pista, però, resta una tentazione troppo forte e un progettino in cantiere c’è: esserci a Misano. “Ho già prenotato l'albergo – dice – quello di sempre, quello della famiglia del Sic: in quel posto c’è ancora Marco Simoncelli. Mi ricordo ancora quando lo comprò suo padre Paolo nel 2010, ero giù da loro e Marco e Paolo mi portarono a vederlo mentre lo stavano mettendo a posto. L'ho visto nascere quell'albergo. Poi, cazzo, ho visto morire Marco. Quella roba non passa, quel ragazzo era una poesia coi ricci che faceva sciogliere anche me che di certo non sono uno da poesie”. La parentesi amarcord si chiude subito: niente tenerezze è un modo per autodifendersi. E poi il presente sarà sempre la migliore fuga da ogni cosa del passato che non si riesce a metabolizzare. “Oh, la MotoGP sta diventando terribilmente interessante – cambia discorso così - Mi sono fatto un'analisi mentale: pensa a quanti piloti vanno via dalla Ducati il prossimo anno: quel poco di sviluppo che resta per mettere a posto questa moto, che ancora non è a posto per vincere, per chi lo faranno? Solo per Marc Marquez! Ma se lo fanno solo per lui, poi la moto la guida solo lui. La Ducati adesso è appesa al filo di Marquez e basta. La casa tra la moto del '25 e quella del '26 ha avuto dei problemi di sviluppo, inutile che stiamo lì a raccontarci le balle: apriamo il libro e diciamo le cose come stanno! La Desmosedici GP24 era la moto migliore, la guidavano tutti fortissimo. Ma poi gli sviluppi sono diventati complessi. L'anno scorso Marquez ha vinto perché lui ci metteva quel venti o trenta percento in più di suo che azzerava i problemi, ma adesso la situazione è molto più difficile per tutti. L'Aprilia invece si è fatta avanti alla grande grazie al lavoro di Massimo Rivola, che ha portato un metodo di lavoro cinico e rigoroso che prima in azienda non avevano. Ora quel metodo comincia a dare i suoi frutti in quasi tutti i circuiti. E oggi l'Aprilia ha una coppia di piloti pazzesca per giocarsi il Mondiale, anche se la Ducati non va mai sottovalutata. Guarda cosa succede nelle Sprint e nelle gare: gli unici che se la giocano davvero adesso sono Bezzecchi e Martin”.

Carlo Pernat

Le gerarchie in classifica, per ora, sembrano premiare di più Jorge Martìn, eppure anche Pernat parla di più di Marco Bezzecchi. E viene da chiedergli perché nell'ambiente tutti vedano nel Bez l'uomo della svolta. “Martìn è un campione del mondo, ma Bezzecchi ha una forza di volontà incredibile, una testa che lo porta a fare persino più di quello che la moto gli permetterebbe. Doèpo Silverstone non sarà più neanche lo stesso ragazzo: è stata la gara chiave della sua carriera e della sua vita. Ha dato una svolta psicologica e fisica alla sua stagione. Questo periodo di stop gli servirà per mettere a posto le ultime cose e tornare ancora più carico. Dall'altra parte c'è Martin che è risalito piano piano, quasi senza far rumore, ed è lì a giocarsela. Ma ti rendi conto? Vedere nel campionato le gare e il titolo giocarseli praticamente solo due case italiane... Mamma mia ragazzi, chi ce l'avrebbe mai detto? Però mi fa pure un po’ di tristezza. Ormai c’è un campionato fatto da Aprilia, Ducati e Pedro Acosta e poi ce ne è un altro fatto da KTM, Honda e Yamaha”. Quartararo ha fatto la cappella più grossa della sua vita a restare in Yamaha: lo vedi sempre là dietro, rischia di giocarsi una carriera intera e sembra quasi che si sia dimenticato come si vince”.

Il discorso si sposta, infine sulle prospettive per le prossime stagioni e sulle mosse di mercato che potrebbero ridisegnare la griglia di partenza. “Per il futuro vedo un'Aprilia prontissima e una Honda che sta lavorando sodo – taglia corto - L'ingaggio di Davide Brivio è stato un colpo fondamentale per loro: la gestione dei piloti che sa fare Brivio non la sa fare nessuno nel paddock, e i risultati si vedranno presto. La Honda non sarà più quella di adesso, tornerà competitiva e con Quartararo potrà giocarsela se il francese riuscirà a tirarsi su psicologicamente dopo tutto questo soffrire. La Yamaha invece la vedo ancora in coda, mentre sulla KTM c'è un grosso punto d'interrogativo. E ti dico una cosa: la Honda non ha ancora finito la sua campagna acquisti, credimi! Ci saranno ancora delle sorprese e dei colpi di scena da qui a poco”.

pernatList

More

La lezione di Silverstone è una domanda: che ci fai con le gomme quando hai cuore, muscoli, nervi e queste Aprilia?

di Emanuele Pieroni Emanuele Pieroni

MotoGP

La lezione di Silverstone è una domanda: che ci fai con le gomme quando hai cuore, muscoli, nervi e queste Aprilia?

Perdonate la provocazione: questa Aprilia che asfalta tutti a Silverstone è la “fortuna” di Ducati. E quelle lacrime del Bez…

di Emanuele Pieroni Emanuele Pieroni

MotoGP

Perdonate la provocazione: questa Aprilia che asfalta tutti a Silverstone è la “fortuna” di Ducati. E quelle lacrime del Bez…

Marco Bezzecchi è l’ultimo dei piloti vecchia scuola? Dopo Balaton, anche Silverstone: “Lo volevo troppo, non volevo mollare”

di Cosimo Curatola Cosimo Curatola

MotoGP

Marco Bezzecchi è l’ultimo dei piloti vecchia scuola? Dopo Balaton, anche Silverstone: “Lo volevo troppo, non volevo mollare”

Tag

  • MotoGP

Top Stories

  • Valentino Rossi l’ha fatto davvero: ecco l’omaggio a One Piece e Trafalgar Law, il personaggio che Eichiro Oda ha pensato ispirandosi al 46

    di Martina Signorini

    Valentino Rossi l’ha fatto davvero: ecco l’omaggio a One Piece e Trafalgar Law, il personaggio che Eichiro Oda ha pensato ispirandosi al 46
  • Caro Ranieri, sei un grande, ma smettila di raccontarci la favoletta dei ragazzini che non hanno visto la Nazionale vincere i Mondiali. Il vero problema è che oggi il sistema si regge sulla finanza

    di Gianni Miraglia

    Caro Ranieri, sei un grande, ma smettila di raccontarci la favoletta dei ragazzini che non hanno visto la Nazionale vincere i Mondiali. Il vero problema è che oggi il sistema si regge sulla finanza
  • La più bella storia di Franco Baresi è questa qui: venne a salutare mio padre a Chiesina Uzzanese dopo mesi a lottare per la vita

    di Andrea Spadoni

    La più bella storia di Franco Baresi è questa qui: venne a salutare mio padre a Chiesina Uzzanese dopo mesi a lottare per la vita
  • Perché siamo così forti nella scherma? Vi spieghiamo perché è il vero sport nazionale (e no, Jesi non è la “città di Mancini”): tra sante, duelli e gentiluomini giramondo

    di Michele Larosa

    Perché siamo così forti nella scherma? Vi spieghiamo perché è il vero sport nazionale (e no, Jesi non è la “città di Mancini”): tra sante, duelli e gentiluomini giramondo
  • Per capire davvero chi è stato Franco Baresi guardatevi l'intervista di Federico Buffa: Maradona, USA '94 e i segreti del capitano

    di Michele Larosa

    Per capire davvero chi è stato Franco Baresi guardatevi l'intervista di Federico Buffa: Maradona, USA '94 e i segreti del capitano
  • La Russia di Pirlo no, ma l’Arabia di Mancini sì? E vi siete dimenticati che il nuovo CT della Nazionale ha anche allenato una squadra di Putin?

    di Michele Larosa

    La Russia di Pirlo no, ma l’Arabia di Mancini sì? E vi siete dimenticati che il nuovo CT della Nazionale ha anche allenato una squadra di Putin?

di Emanuele Pieroni Emanuele Pieroni

Se sei arrivato fin qui
seguici su

  • Facebook
  • Twitter
  • Instagram
  • Newsletter
  • Instagram
  • Se hai critiche suggerimenti lamentele da fare scrivi al direttore moreno.pisto@mowmag.com

Next

Kimi Antonelli lascia senza parole Toto Wolff (ancora): “La sua crescita è la migliore che io abbia mai visto”

di Luca Vaccaro

Kimi Antonelli lascia senza parole Toto Wolff (ancora): “La sua crescita è la migliore che io abbia mai visto”
Next Next

Kimi Antonelli lascia senza parole Toto Wolff (ancora): “La...

  • Attualità
  • Lifestyle
  • Formula 1
  • MotoGP
  • Sport
  • Culture
  • Tech
  • Fashion

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159 - Reg. Trib. di Milano n.89 in data 20/04/2021

  • Chi siamo
  • Privacy