Kimi Antonelli e la Mercedes in Austria dettano legge. Primo in FP1, primo in FP2, davanti a George Russell anche nelle simulazioni di passo gara. È il miglior inizio che potesse mai immaginare, cruciale dopo il passo falso arrivato a Barcellona dettato dal guasto alla batteria della sua W17. In confidenza sin dai primi giri, come un martello.
Durante tutto il venerdì non ha sbagliato niente, forte di una monoposto che al Red Bull Ring sembra tornata ad essere la favorita in vista di qualifiche e gara. Gli altri inseguono, da più o meno vicino: al termine della giornata dietro l’italiano ci sono le due McLaren di Oscar Piastri e Lando Norris, poi la Red Bull di Max Verstappen che, invece, qualche lampo l’aveva fatto vedere nella prima sessione.
Più staccate le Ferrari di Hamilton e Leclerc. Sir Lewis paga sei decimi da Antonelli, Leclerc - che ha saltato il primo turno in pista per lasciare il sedile al junior Dino Beganovic - addirittura otto per una SF-26 che pare la brutta copia di quella vista a Barcellona: lenta sul dritto, un aspetto che ci si poteva aspettare, ma anche in curva, che invece in Spagna aveva rappresentato il punto di forza assoluto attorno cui si era costruito il resto della performance.
Il ritardo è grosso, specie su una pista velocissima come Spielberg, tanto ampio da domandarsi se, tra una difficoltà e l’altra, la Scuderia non si sia anche un po’ nascosta. Anche perché, la stessa sensazione, nel paddock circolava anche al Montmelò, dove poi il fine settimana si è concluso nel migliore dei modi.
In Austria la storia è diversa e a raccontarlo è il team principal Frederic Vasseur che, però, esordisce ai microfoni di F1TV con una battuta: “Stiamo copiando Barcellona! Eheheh!”. Smorza i toni come spesso è solito fare, sia quando le cose vanno bene che quando vanno male, poi spiega: “È stato un venerdì difficile. Abbiamo faticato un po’ con le condizioni, che erano un po’ estreme tra altitudine e temperatura. So che per tutti è così, ma non ci siamo adattati molto bene. Abbiamo la notte per correggere e per essere pronti per domani. Vogliamo fare il meglio, come sempre. Vedremo il risultato domenica sera, ma finora siamo lontani dal nostro potenziale. Questo significa che dobbiamo lavorare su di noi e concentrarci per cercare di mettere tutto insieme”.
Una Ferrari lontana, ma c’è tempo per lavorare e migliorare, come più volte successo in questo 2026. A confermarlo, poi, sono anche i due piloti, colpiti dal distacco ma non per questo meno fiduciosi in vista del sabato e della domenica: “Direi che è stato un inizio di weekend impegnativo ma solido”, ha raccontato Hamilton a fine giornata.
“Le alte temperature che hanno reso un tracciato già di per sé esigente, ancora più difficile. La macchina ha dato sensazioni positive fin da subito, ma questa pista è molto severa e anche un piccolo difetto nel bilanciamento che può costare parecchio tempo sul giro. Abbiamo sicuramente del lavoro da fare per trovare il giusto assetto e riuscire a sbloccare ancora un po’ di prestazione. Dobbiamo restare concentrati, capire dove stiamo perdendo e vedere cosa possiamo fare”.
Il caldo torrido ha messo in difficoltà un po’ tutti quanti, non solo la Ferrari. Soltanto che, almeno finora, la SF-26 ha faticato più di quanto ci si aspettasse e lo si è visto fin da subito, con i piloti sempre a limite. Un aspetto sottolineato anche da Leclerc una volta tornato nel paddock: “Siamo più indietro di quanto ci aspettassimo, sapevamo che avremmo faticato sui rettilinei, ma per ora non siamo andati bene neanche in curva dove di solito siamo competitivi. Sulla velocità di punta non possiamo farci niente, sulle curve dobbiamo lavorare per tornare domani nelle posizioni che ci competono”.
Quindi, tutto è ancora aperto con l’impressione di una classifica, Mercedes a parte, più corta di quanto ci si potesse aspettare. McLaren col caldo ha fatto un salto in avanti, mentre Red Bull sembra beneficiare dei nuovi aggiornamenti. E poi c’è l’incognita gomme, centrale viste le temperature altissime, che finora ha visto Ferrari eccellere. Qualche difficoltà c’è stata, ma il distacco potrebbe non essere così ampio.