Facciamo chiarezza. Nel giovedì di Barcellona, Fernando Alonso non ha parlato di ritiro a fine 2026, semmai di valutazioni in corso. Una notizia? No, anche perché lo spagnolo soprattutto nel corso di questa stagione lo ha ribadito un sacco di volte, con l’età che continua ad avanzare nonostante la motivazione sia sempre la stessa.
A rendere tutto più complicato ci ha pensato l’Aston Martin, grande delusione di questo avvio di 2026: ce la si aspettava davanti complice l’arrivo di Adrian Newey, ma così non è stato e Alonso si è trovato a lottare per l’ennesima volta al fondo della griglia. Proprio lui che, per una carriera intera, non ha mai smesso di rimarcare il desiderio di guidare una vettura del mago, una di quelle che per anni ha dovuto affrontare in pista e che, in più occasioni, gli ha negato il terzo mondiale. È successo nel 2010, poi nel 2012, ed ora che Newey ce l’ha in squadra è la sua la vettura disastrosa.
Nonostante ciò, la motivazione non cambia: “Capisco perfettamente come funziona questo sport”, ha raccontato l’asturiano in conferenza stampa. “Quando ho la stessa macchina di qualsiasi altro pilota al mondo, non mi sono mai sentito non competitivo, in F1 o fuori. Ho guidato molte auto diverse e mi sono sentito allo stesso modo per tutta la vita. Lo stesso vale anche adesso”.
Un attimo dopo, quando dalla platea gli chiedono come sarà correre in casa, ecco le frasi della discordia: “Sarà un weekend speciale. Probabilmente la mia ultima gara a Barcellona in F1. Quindi sì, voglio dire grazie a tutti. Cercherò di godermi il weekend. Non sarò competitivo e non sarò a lungo in macchina in qualifica e in gara rispetto agli anni passati, o non al passo che tutti vogliamo, ma voglio che tutti si divertano comunque”.
Non parla di ritiro certo, ma di un’ultima gara quasi sicura a Barcellona. Il motivo è semplice: avendo accettato un regime di rotazione ogni due anni per rinnovare con la F1, il Montmelò non sarà in calendario nel 2027, cosa che Fernando sottolinea quando continua a parlare del suo futuro: “Dopo l'estate prenderò la decisione se continuare. Barcellona ovviamente non ci sarà l'anno prossimo. Quindi, se non so cosa farò l'anno prossimo, è quasi impossibile essere sicuri di cosa farò tra due anni. Considero ogni gara in cui vado quest'anno come potenzialmente la mia ultima volta. E qui a Barcellona c'è un briciolo di possibilità in più, dato che non si correrà nemmeno l'anno prossimo”.
Quindi no, non è detto che Alonso si ritiri al temine del 2026, così come non è detto che sarà in griglia nel 2028 qualora decida di continuare anche il prossimo anno. Anche perché, per lui, c’è un qualcosa di più importante in questo momento: “Per me la cosa più difficile è non vincere le gare e non essere competitivo. Se è l'ultima o non l'ultima, non influisce troppo. Sono in pace con la mia carriera e con la mia vita”, spiega il due volte campione del mondo con un chiarissimo riferimento alla situazione Aston Martin.
“Ho ottenuto molto più di quanto avessi mai sognato quando ero un ragazzino. Non ho mai sognato di essere un pilota di F1 e poi di correre per i migliori team del paddock e rimanerci per un tempo lunghissimo. Quindi tutto è un plus, ed è un plus adesso. Non siamo competitivi come tutti vorremmo nel team ora, e questo è probabilmente il dolore più grande che attraversiamo ogni weekend, ma in termini di sentimenti personali non è troppo difficile”. Ha le idee chiare, nonostante continui a non sbilanciarsi.
Sempre in conferenza, poi, lo spagnolo ha parlato di Kimi Antonelli, il leader del Mondiale di F1 che, a suon di vittorie, si è preso il Circus lasciando tutti a bocca aperta. Lo ha fatto alla sua maniera, però, non risparmiando una “piccola” frecciatina all’italiano: “Ha un talento incredibile. Probabilmente il periodo più vincente per lui è stato nei kart. Nelle formule minori si può dire che sia stato un saliscendi in termini di risultati, e alcuni piloti della sua generazione sono stati in grado di stargli davanti a parità di macchina”, afferma guardando Bearman, seduto affianco a lui. Ora si ritrova con una vettura che sta dominando e si sta adattando a quella macchina, vincendo gare senza commettere errori”.
Parole pesanti nonostante quel “Ha un talento incredibile”, anche se, a dirla tutta, sostenere che Antonelli abbia avuto risultati altalenanti quando in realtà ha dominato ogni campionato a cui ha preso parte tolta la F2 è un filino azzardato. Sa di provocazione, in perfetto stile Alonso.