Guardi i numeri di questa stagione di Pecco Bagnaia e ti rendi conto che i risultati stanno indicando qualcosa, come la segnaletica sull’asfalto degli aeroporti. Magari non ci vedi nulla, eppure è difficile credere a un così gran numero di coincidenze. Dal GP degli Stati Uniti Pecco, che giovedì ha ufficializzato il suo passaggio all’Aprilia nel 2027, è sempre finito sul podio: prima tre volte nella Sprint, poi tre volte la domenica, in Repubblica Ceca in entrambi i casi. A Jerez e Le Mans invece si è ritirato per un non meglio identificato problema all’impianto frenante, anche se non da imputare direttamente al fornitore.
Il che ci ha riportato a pensare allo scorso anno, quando durante i test di Aragon provò una soluzione diversa, estrema e forse un po’ disperata, montando dischi da 355 mm invece degli standard da 340 mm per avere più potenza frenante. La cosa tuttavia non ha sempre funzionato, questo perché i dischi in carbonio hanno un raggio d’utilizzo molto specifico, un po’ come le gomme e buona parte dei componenti che si trovano sulla moto. I dischi maggiorati invece hanno funzionato molto bene in Giappone, pista caratteristica per le sue staccate violentissime: Bagnaia corre con l’impianto maggiorato, si trova bene e porta a casa pole position, vittoria Sprint e vittoria la domenica, oltre che il giro veloce in gara, il tutto mentre il suo compagno di squadra vinceva il suo 8° titolo mondiale.
Nel frattempo Brembo ha continuato a lavorare ad un nuovo tipo di disco per sulle indicazioni dello stesso Bagnaia, che potesse garantire la potenza frenante del 355 in tutte le piste. Così i tecnici Brembo gli presentano un disco da 355 mm ‘low mass’, quindi più sottile e con meno massa di carbonio a parità di dimensione, utilizzabile anche in circuiti in cui normalmente si impiegano i dischi da 340 mm.
Una volta che il disco è stato approvato da Bagnaia in fase di test Brembo l’ha reso disponibile a tutta la griglia, anche se attualmente è soltanto un altro pilota oltre a lui ad usarlo. Sappiamo quindi che, da inizio 2026, Pecco ha scelto di utilizzare sempre più spesso questa configurazione per l’impianto, che comunque comprende una pinza standard e non l’evoluzione prevista per fine anno con un nuovo sistema di raffreddamento. La nuova configurazione gli permette di staccare con un solo dito e avere tutta la potenza frenante necessaria, il che non basta a guidare come faceva fino a due anni fa ma è necessario per riuscirci.
Nel giovedì della conferenza stampa di Assen Bagnaia ha dichiarato, a proposito del 2025, che “Ci sarà tempo per raccontare tutto”, motivo per cui ci toccherà ancora portare un po’ di pazienza. Nel frattempo possiamo analizzare i fatti: tante richieste al team, tante prove tecniche, una moto nuova, dischi più grandi e sette podi di fila tra Sprint e gara. A volte sembra di rivedere Andrea Dovizioso, che a colpi di richieste al limite del maniacale ha migliorato l'impianto frenanete per buona parte della griglia MotoGP.