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16 luglio 2021

Perché a tutti va bene che Kimi Raikkonen continui a correre mentre Valentino Rossi deve smettere? Eppure...

  • di Giulia Toninelli Giulia Toninelli

16 luglio 2021

Entrambi classe 1979, entrambi i più anziani delle rispettive categorie. Vale non vince un mondiale dal 2009, Kimi dal 2007. A dividerli, nella comune voglia di continuare a correre, il giudizio del pubblico: Raikkonen deve continuare, Vale deve smettere. Ma perché?
Perché a tutti va bene che Kimi Raikkonen continui a correre mentre Valentino Rossi deve smettere? Eppure...

Kimi Raikkonen e Valentino Rossi sono due facce della stessa medaglia. Nati a pochi mesi di distanza, entrambi classe 1979, sono un simbolo del motorsport nel nostro paese e nel mondo. Il primo è l'ultimo Re di Maranello, idolatrato pilota Ferrari che ha regalato ai tifosi della rossa l'inatteso mondiale del 2007, ultimo per la scuderia italiana. Il secondo è semplicemente IL pilota tricolore, l'uomo che per un tempo che sembra infinito ci ha nutriti di velocità, regalando gioie tricolori e imprese indimenticabili a chiunque abbia avuto l'onore di vivere nel periodo d'oro dell'era Rossi. 

Ma quel tempo di vittorie e grandezza ha fatto il suo corso. Per Kimi, che nel 2019 è passato dalla Ferrari all'Alfa Romeo, un cambio inevitabile per lasciare spazio a un futuro, e un talento, che porta il nome di Charles Leclerc. Per Valentino, che nell'anno del nuovo inizio in Petronas sembra dover continuamente giustificare ogni errore, ogni scelta, ogni caduta. 

Per entrambi il futuro si fa ingombrante, e l'ombra del ritiro di queste due icone aleggia sul mercato piloti 2022, mettendo in secondo piano tutto il resto. Valentino resterà in Petronas? Correrà con il suo nuovo team? Raikkonen sceglierà di prolungare il contratto con Alfa Romeo? O lascerà spazio a un giovane per la prossima stagione? 

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Domande che circolano e si inseguono, tra dichiarazioni e smentite, rumors e anticipazioni. Uguali, Kimi Raikkonen e Valentino Rossi, nell'incapacità di dire basta, nel divertimento a cui non sanno rinunciare, e forse anche nella paura di uscire da un mondo che è l'unico luogo che conoscono davvero, in cui entrambi sono stati grani - enormi - e felici come mai altrove. 

A dividerli solo una cosa: il giudizio del pubblico. Che pesa come un macigno nella decisione finale e che inspiegabilmente tratta i due, così simili nella scelta, in modi completamente opposti. A Kimi viene chiesto di continuare, di restare nonostante le prestazioni non siano più quelle di un tempo: troppo simpatico per rinunciare alla sua presenza del paddock, troppo insostituibile per accettare il passare degli anni. Chissenefrega dei risultati, sembra dire la gente, l'importante è che Raikkonen resti, che faccia divertire in pista e fuori, e del resto non ci importa.

Non contano classifiche, punti, confronti con il compagno di squadra, quando si parla di Kimi. Contano però, quando si pensa al ritiro di Valentino Rossi. Che no "non può essersi ridotto così", non può chiudere fuori dai punti, cadere, sbagliare, fare peggio degli altri. 

La sua vecchiaia mette tristezza, dice la gente, mentre quella di Raikkonen è un'ispirazione a continuare nonostante tutto. Due modi completamente opposti di affrontare la stessa questione che portato i due campioni a doversi approcciare al ritiro, e al futuro, con due atteggiamenti diversi. 

Uno che si è guadagnato il diritto di poter scegliere del proprio domani, l'altro che si ritrova a dover rendere conto delle proprie scelte a chi negli anni lo ha visto vincere. Uno libero di essere o non essere più un pilota, l'altro no. 

L'unica cosa a dividere Kimi Raikkonen e Valentino Rossi, che poi alla fine è anche quella più importante. 

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