“Non siamo interessati a piloti che hanno già un contratto”. Quando, qualche mese fa, nel mercato della MotoGP è scoppiato un vero e proprio terremoto, con Jorge Martìn che voleva lasciare Aprilia senza averla praticamente mai guidata davvero, in molti avevano pensato che ci fosse lo zampino della Honda. Ma da HRC quel “non siamo interessati a piloti che hanno già un contratto” era stata sempre la posizione ufficiale. Solo che nel motorsport, come in quasi tutto ciò in cui ci sono di mezzo cifre faraoniche, era chiaro a tutti che le cose stavano diversamente. E che Martìn avesse ricevuto una qualche offerta milionaria proprio da Honda per il 2026, con Albert Valera, il suo manager, che aveva provato a far valere – tirandola al massimo nell’interpretazione – la clausola che il campione del mondo 2024 aveva sul contratto secondo cui sarebbe potuto andare via da Aprilia se non avesse raggiunto determinati risultati.
La storia è nota. L’epilogo pure, con Martìn che, dopo la presa di posizione feroce di Carmelo Ezpeleta, è rientrato nei ranghi e – ulteriori sfighe a parte – s’è mostrato convinto e determinato a fare il meglio con Aprilia nel 2027. Anche nel motorsport, però, le bugie hanno le gambe corte. E come è andata davvero quella volta l’ha svelato, probabilmente senza rendersene pienamente conto, Alvaro Bautista. L’ex campione spagnolo della Superbike, dal 2026 in sella alla Panigale del Team Barni che è stata di Danilo Petrucci, ha infatti rilasciato una intervista a Speedweek in cui spiega perché, dopo le voci dei mesi scorsi, la sua presunta trattativa per una Honda ufficiale proprio nel World SBK è saltata sul nascere.
“Loro – ha spiegato – volevano prima di tutto puntellare e sistemare il progetto MotoGP e solo dopo avrebbero pensato alla Superbike. Stavano cercando di ingaggiare Martín per la MotoGP, ma io non potevo aspettare per sempre. Hanno mostrato interesse, ma non c'è stata un'offerta concreta perché avevano un contratto con Chantra e non c'era posto per lui in MotoGP. Ecco perché hanno dovuto trovargli un posto da qualche parte e hanno deciso di portarlo nel mondiale delle derivate di serie”. Quindi – stando alle parole di Bautista – non solo Honda, contrariamente a quanto affermato ufficialmente, era interessatissima a Jorge Martìn, ma aveva già spostato pedine e stabilito le mosse da fare nella quasi certezza di riuscire a vestire l’ex campione del mondo della MotoGP con i colori di HRC. L’offerta faraonica di cui s’era parlato, evidentemente, c’era e era l’esatto motivo dei “capricci” di Martìn e del suo manager nei confronti di Aprilia.
Alla fine, comunque, è andata meglio per tutti, con Ezpeleta che ha messo a posto le cose in MotoGP e Alvaro Bautista che ha “rimediato” una Panigale per la Superbike dopo che Ducati e Aruba gli avevano chiaramente fatto capire che non ci sarebbe più stato spazio per lui. Lo spagnolo, però, ha voluto comunque lanciare una provocazione a Honda, tirando fuori un dato che parla da solo. “In due anni con loro – ha detto – sono salito sul podio tre volte. È esattamente il numero di podi che hanno ottenuto da allora negli ultimi quattro anni con due piloti. Non è ancora facile per Honda. Hanno avviato un nuovo progetto nel 2020, ma allora la moto era completamente nuova”.