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2 novembre 2026

Sentito Valentino Rossi celebrare Kimi Antonelli? “Mi ricorda me stesso, per l’Italia ora è un eroe. Può diventare uno dei più forti della storia”

  • di Luca Vaccaro Luca Vaccaro

2 novembre 2026

Tra i tanti campioni che hanno celebrato il titolo Mondiale di Kimi Antonelli c’è anche Valentino Rossi. Una vittoria che, racconta, l’ha emozionato: “Tantissimo, è stato un grande ed è stato bello seguirlo”. Ma soprattutto, rispondendo ad Alex Del Piero dagli studi di Sky, il Doc ha paragonato Antonelli a se stesso (“Mi piace come accostamento”) e ha detto che per lui “diventerà uno dei più grandi della storia”. Che spettacolo…

Foto di copertina: F1

Sentito Valentino Rossi celebrare Kimi Antonelli? “Mi ricorda me stesso, per l’Italia ora è un eroe. Può diventare uno dei più forti della storia”

Se c’è un pilota che a Valentino Rossi ricorda Kimi Antonelli, quello è il se stesso degli inizi. Italiano, giovane, fuoriclasse. Come Kimi, campione del Mondo di F1 a vent’anni dopo una stagione sensazionale. Il più giovane di sempre a riuscirci, ma anche il primo italiano a conquistare il titolo dopo Alberto Ascari nel 1953. La storia davanti ai nostri occhi, verrebbe da dire. Un’impresa talmente grande da far emozionare tutti quanti. Addetti ai lavori, tifosi, ma anche campioni. 

Tra questi, ce n’è uno speciale. È proprio Valentino, un amico prima che leggenda della MotoGP con i suoi nove titoli Mondiali. “Mi ha emozionato moltissimo, è stato un grande ed è stato bello seguirlo”, ha raccontato il Doc intervenuto in diretta su Sky Sport F1 subito dopo la bandiera a scacchi a Città del Messico. “Vederlo diventare campione subito così, al secondo anno, è una grande soddisfazione: ha fatto veramente paura. È stato impressionante, soprattutto contro il suo compagno di squadra. Kimi ci ha messo tanto del suo: la Mercedes era la macchina più forte, ma non è stata così dominante”.

Kimi Antonelli Campione del Mondo podio Hamilton Verstappen
Kimi Antonelli sollevato da Max Verstappen e Lewis Hamilton sul podio di Città del Messico.

Di quel ragazzo così sorridente, ma anche così affamato, a sorprenderlo è stato proprio questo dualismo: “Mi è piaciuta moltissimo la sua aggressività e quel “cannibalismo” che ha quando sale in macchina, quando mette il casco, che fa da contraltare invece al suo carattere fuori. È un ragazzino di vent’anni super maturo e grande professionista. È vero e si diverte a correre”.

È un titolo che sa di sogno realizzato, ma anche di impresa leggendaria. Il perché sta tutto in quella lunghissima attesa per l’Italia, iniziata nel 1953 e per molti destinata a non interrompersi mai. Così non è stato, facendo tremare una nazione intera: “I tifosi italiani sono molto sanguigni e, dopo una performance così, Kimi diventerà un eroe”, racconta Rossi. 

“È una cosa storica: io sono un grande appassionato di tutto il motorsport e ho sempre sofferto il non avere dei piloti italiani forti in F1 che potessero vincere le gare e il Mondiale. E mi chiedevo sempre il perché: in moto siamo fortissimi, mentre in macchina è stato un peccato non averne uno. Quindi, dopo un numero di anni che si fa fatica anche a dire – tipo 73, l’ultimo è stato Ascari –, rivedere un campione del mondo di F1 italiano è stato fantastico”. 

In tal senso, riflettendo sulla fama che inevitabilmente investirà l’amico Kimi, il Doc ha solo un consiglio. Il più importante di tutti, per certi versi: “Devo dire che adesso sarà dura perché diventerà una superstar mondiale: ci sarà da gestire un po’ questo aspetto, ma se rimarrà con i piedi per terra non sarà un grande problema”.

Antonelli festeggiamenti Messico
Kimi Antonelli festeggia in Messico col Tricolore sulle spalle. F1

Qualche attimo dopo, poi, riporta la mente a quando i due si sono conosciuti grazie a un kartodromo e a un foglio dei tempi, che poi li ha fatti incontrare. “Ho cominciato a sentire parlare di lui anche grazie al nome. Perché comunque Kimi, Kimi, Kimi... noi ci ricordiamo Kimi Räikkönen, è un nome che ti entra subito in testa. Parlavano di questo ragazzo su una pista a Migliaro, dove andiamo a girare (con l’Academy, ndr); mi ricordo che c’era un foglio scritto a penna con il tempo del record e il padrone della pista mi disse: ‘Guarda che questo qui va veramente forte’. Allora ho cominciato un po’ a seguirlo, ma poi il suo storico non lascia dubbi”, risponde ad Alex Del Piero che, nel frattempo, gli aveva chiesto se Kimi gli ricordasse qualche campione del passato. “Ha bruciato le tappe, è andato forte fin dai kart ed è venuto su fortissimo”, ha poi continuato. 

“Ha avuto anche la fortuna immensa, rispetto a tanti altri piloti, di andare sotto l’ala di Toto Wolff e della Mercedes. Però, viste le performance di quest’anno, li ha ripagati di brutto. Secondo me, questo è un ragazzo che può diventare veramente uno dei piloti più forti della storia”, afferma senza giri di parole. La domanda della bandiera Juventus, comunque, rimane ancora valida e lui non tarda nel rispondere. 

Il nome che fa è quello che non ti aspetti: il suo, quasi come se fosse un passaggio di testimone da chi la storia l’ha fatta - e per certi versi continua a farla - a chi ha appena iniziato a diventare grande. “È uno che può vincere quattro, cinque, sei mondiali. Mi ricorda tanti campioni fortissimi del passato e, naturalmente, mi piace fare l’accostamento con me: mi ricorda un po’ me stesso quando avevo 20, 21 anni. Mi piace moltissimo vederlo e fare il tifo per lui”. Nel giorno più bello della sua vita, a inchinarsi è persino Valentino Rossi. 

Valentino Rossi Kimi Antonelli Kart
Valentino Rossi e Kimi Antonelli al Migliaro. Valentino Rossi

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Foto di copertina:

F1

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