C’è un legame speciale tra Kimi Antonelli e Lewis Hamilton. Lo si capisce dal modo in cui Sir Lewis guarda l’italiano, che ne ha preso il posto alla Mercedes, e da come non perda mai un’occasione per complimentarsi con lui. A Monaco, dopo la quinta vittoria in sei gare, una prestazione impressionante in una gara in cui, la bandiera rossa causata dall’incidente di Leclerc e una ripartenza con la Ferrari affianco avrebbero potuto cambiare tutto, Hamilton è il primo ad avvicinarsi alla W17 ferma davanti al numero uno. Cerca Antonelli, gli stringe la mano, poi lo abbraccia una volta che l’italiano è sceso dalla monoposto.
Il momento più bello arriva nel retropodio, pochi minuti prima della premiazione. Hamilton si avvicina a Kimi e gli dice, scherzando: “Stai vincendo troppo amico mio, mi stai raggiungendo!”. Ovviamente, tra i due c’è una differenza di numeri e statistiche quasi infinita, ma quella battuta dice tutto sulla stima che il sette volte campione del mondo ha per il ragazzo di Bologna. E anche su quanto tutti nel paddock stiano cominciando a rendersi conto di cosa stia succedendo in questo 2026.
Ha lasciato tutti senza parole, Toto Wolff compreso, tanto da metterlo in difficoltà nel post gara quando, intercettato da Sky Sport, all’austriaco è stato chiesto un commento su quanto di straordinario realizzato dal suo pilota: “È speciale quello che Kimi riesce a fare. Ha il pieno controllo della macchina e delle sue emozioni. Non perde la calma se chi è dietro è solo a un secondo e mezzo, perché è capace di cambiare il passo e aumentare il distacco. È davvero incredibile”.
Poi un aneddoto che racconta meglio di qualsiasi numero lo stato di grazia di Antonelli, che in gara ha impresso un ritmo impareggiabile per tutti dall’inizio alla fine, tanto da preoccupare la stessa Mercedes: “Prima gliel’ha detto Bono [di poter rallentare, ndr], poi l’ho ripetuto io. Ho aggiunto a Bono: ‘Devi dirgli che ha mezzo minuto di vantaggio'. Peter gli ha ripetuto il messaggio, ma Kimi continuava a fare quei tempi e allora abbiamo pensato che forse quello fosse il suo ritmo”.
Aveva praticamente mezzo minuto di vantaggio, ma continuava a spingere come un forsennato. Non perché non avesse capito, ma perché a Monaco, dove per sbagliare basta un attimo, quello era il suo modo per rimanere concentrato, completamente nella sua bolla e in sintonia totale con la sua W17, come raccontato a fine gara.
Wolff, poi, chiude con una stoccata alla stampa, soprattutto italiana, affettuosa ma diretta: “Dicevano che lo avevamo messo in macchina troppo presto, ma noi abbiamo sempre creduto nel nostro piano e lo vediamo oggi”, afferma con grandissimo orgoglio, lui che in Kimi ci ha creduto più di tutti. “Ma bisogna sempre rimanere con i piedi per terra, anche se adesso ha un bel vantaggio. Adesso non fate troppo… casino in Italia, ci sono gare che potranno andare male, stiamo calmi”. Continua a impressionare tutti quanti, Hamilton e Wolff compresi.