Il fine settimana a Monaco di Charles Leclerc è iniziato con un bloccaggio, appena sceso in pista nelle FP1, ed è finito nel muro della Anthony Noghes, al 67esimo giro della gara. Un incubo vissuto tra le stradine di casa sua, quelle che l’avevano fatto esplodere di gioia nel 2024 ma che tante volte l’avevano visto lasciare il circuito a testa bassa. Perché tra Leclerc e il GP del Principato c’è, da sempre, uno strano rapporto.
Un amore spesso ricambiato con duri colpi da incassare. Stavolta è successa la stessa cosa, in un weekend passato a lottare contro la sua stessa Ferrari. Il problema è uno solo, i freni, come aveva già ripetuto al termine del venerdì e del sabato, peraltro chiuso in barriera esattamente come la domenica. Anzi, come aveva già spiegato una volta concluso il Gran Premio a Montreal.
E no, dietro l’incidente che l’ha visto tornare ai box come una furia non c’entra niente l’asfalto del tracciato, che poco prima dell’ultima curva è stato letteralmente mangiato dai passaggi ripetuti delle monoposto, tanto da costringere la direzione gara a esporre la bandiera rossa e a mettere in dubbio la ripartenza della corsa.
“Su quattro freni, tre non funzionavano”, spiega Charles ai media in circuito, come riportato da Automoto.it. “In una vettura di F1 non è mai una bella cosa. L’anteriore sinistro funzionava bene, l’anteriore destro a metà e i due freni posteriori non funzionavano affatto. Quando dico ‘affatto’, intendo che dai dati non c’era alcuna decelerazione. Erano come le pinze di una macchina nuova ancora da rodare. Quindi sì, è stato un problema non da poco. È stato un incubo”.
Parole nette, per certi versi drammatiche. Eppure, qualcuno potrebbe chiedersi perché, fino a quel momento, il monegasco avesse corso e anche bene, incollato agli scarichi della SF-26 di Lewis Hamilton. La risposta, sta tutta nella finestra di temperatura dei freni stessi: “Finché giravo con costanza, il problema non si presentava, o almeno non a questo livello. Il vero problema è stato la Safety Car. Non appena siamo entrati in regime di Safety Car, tre dei miei quattro freni hanno smesso di funzionare. Non sono più riuscito a riaccenderli, non funzionava più nulla. Ho provato a fare diverse manovre dall’abitacolo per cercare di risolvere la situazione, ma non c’era niente da fare. L’unica soluzione rimasta sarebbe stata non frenare all’ultima curva, ma sarei andato a sbattere alla prima. Non c’era modo di farlo, non c’era semplicemente una soluzione”.
La delusione è palpabile, con il monegasco incredulo una volta rientrato ai box. E a chi gli chiede un giudizio sul “pasticcio” del muretto Ferrari in occasione della prima Safety Car, quando aveva chiesto di rimanere fuori per sopravanzare Hamilton che al pit avrebbe dovuto scontare cinque secondi di penalità, richiesta non ascoltata dalla Scuderia, lui risponde netto: “Onestamente, non credo che questa debba essere la storia della giornata. Dobbiamo solo trovare una soluzione per i nostri freni perché quando queste cose saranno sistemate sarò in grado di fare il mio lavoro correttamente. Oggi ero solo un passeggero. Non ci sono divergenze d’opinione. Ho parlato con Fred e Jerome, poi hanno guardato i dati ed è tutto molto chiaro per tutti. Non credo ci sia alcun dubbio”.
Continua a sottolinearlo, parlando di una situazione mai vissuta nella propria carriera: “Non a questo livello. Sicuramente a volte le cose si fanno complicate, ma oggi era proprio impossibile fare una curva”. Tutte difficoltà che si erano viste anche in qualifica, più volte vicino a quell’errore arrivato poi all’ultimo tentativo in Q3 mentre, nonostante tutto, stava realizzando un giro monstre.
Di questa storia c’è solo un aspetto positivo, che oltretutto potrebbe spiegare la differenza che negli ultimi due fine settimana si è vista tra lui ed Hamilton, al contrario super in forma: “Sappiamo da dove deriva il problema. Abbiamo una soluzione in casa e passerò alla configurazione di Lewis per la prossima gara, il che spero sarà un passo avanti. L’unico aspetto positivo da portare a casa da questo weekend? Che avrò una soluzione per i freni la prossima settimana. Tutto qui”.
È stato un errore, o forse no. Di sicuro, quello di Monaco per Leclerc è un weekend da cancellare.