Jorge Martín dovrà scontare due long lap penalty nella domenica di Brno dopo la manovra con cui ha colpito Marco Bezzecchi, Raul Fernandez, Fermín Aldeguer e Fabio Di Giannantonio. “Non è un errore da campione del mondo”, dice Massimo Rivola. Per il romano: “È una follia, i supereroi non sono quelli che rischiano di ammazzare cinque piloti”. Luca Marini fa notare che in quel punto l’asfalto è disastroso, Enea Bastianini racconta che avrebbe preferito che ci fossero le buche dell’anno scorso piuttosto che l’asfalto che c'è oggi in quel punto. Pecco Bagnaia, invece, racconta che secondo lui Jorge non ha tutta questa responsabilità: “È più colpa dell’asfalto che di Martín”.
La dinamica dell’incidente è piuttosto chiara, a raccontarcela è stato lo stesso Massimo Rivola che è venuto a parlare con noi dopo la gara, mentre i piloti - come accade spesso in questi casi - non si sono presentati ai giornalisti per evitare un disastro mediatico: “Non è un errore fatto in un testa a testa, è un errore fatto da solo frenando troppo con una moto un po’ inclinata in una zona in cui hai meno grip. Già alla 1… l’asfalto è un po’ al limite, però alla prima curva non si possono fare questi errori, sopratutto in un momento in cui si parla molto di sicurezza”.
Di fatto Jorge frena tardi, forse troppo ottimista e di certo nel momento sbagliato. Lo spagnolo quindi perde l’anteriore, la moto scalcia e lo butta in terra prima di colpire altri quattro piloti. La staccata della prima curva è pericolosa per due motivi. Il primo è il tracciato stesso, che chiude secco e che, infatti, ha già causato un bruttissimo incidente in Superbike lo scorso anno, tanto che Iker Lecuona (7° al traguardo con la Ducati del Team Gresini) ha detto di aver frenato il più possibile, tirando anche la frizione, con in testa l’idea della frattura al braccio che aveva rimediato nel 2025. Il secondo invece è l’asfalto: viste le buche in quel punto, l’organizzatore del Gran Premio ha deciso di riasfaltare quel tratto in particolare sbagliando però il procedimento, tanto che i piloti hanno parlato di una lastra di ghiaccio.
Le conseguenze sono uno zero pesantissimo per i due piloti dell’Aprilia che di fatto riaprono il mondiale, una rincorsa forsennata di Fabio Di Giannantonio, che aveva il passo per chiudere terzo e taglia il traguardo 12° e, appunto, un doppio long lap per Jorge Martín. Con i piloti dopo la gara abbiamo parlato molto di sicurezza e di penalizzazioni. Molti sono d’accordo con Di Giannantonio, che tra tutti (comprensibilmente, visto il suo coinvolgimento) è stato quello più duro nei confronti di Martín: “Pu**ana, se non danno una penalità oggi è incredibile”, ha esordito. “La prima cosa è che spero stiano tutti bene: Bezzecchi era in mezzo a due moto, Jorge si trovava sotto le moto, Raul ha dato una facciata incredibile ad Aldeguer… Ma non è possibile che volta io alla prima curva debba pregare che non succeda niente. È una follia, i supereroi secondo me sono quelli che vincono le gare, non quelli che alla prima curva rischiano di ammazzarne 5. Sicuramente c’è qualcosa da fare, so che stanno lavorando per distanziare la griglia ma secondo me è più che giusto: visto che non lo capiamo con le buone dobbiamo per forza fare altre cose. La gente non capisce, qui rischi di ammazzare la gente. Oggi è un’altra gara in cui torno a casa e devo dire grazie al Signore. Ma dobbiamo uscire vivi tutti dalla prima curva”.
Pecco Bagnaia invece è dall’altra parte: “È stato molto intenso perché sono cascati forte e le due partenze di oggi assieme a quella di ieri erano andate bene. L’asfalto lì era veramente al limite e oggi col caldo ancora di più, quindi difficile. I due long lap a Martín? Secondo me non ha staccato così tanto più forte degli altri però gli ha bloccato sicuramente, ma lì è più colpa dell’asfalto che di Martín secondo me”.
Massimo Rivola da parte sua non ha mai parlato di incidente di gara, cosa che probabilmente non ha fatto nemmeno lo stesso Marín: “Jorge è venuto da me a scusarsi, nella processione di scuse è venuto anche di me. Ho visto Marco ma… c’era poco da parlare. Mi interessava che stesse bene per quanto poco possa stare bene, ero preoccupato che si fosse rotto qualcosa. Grandi scuse a tutti i piloti coinvolti quindi anche Raul, Fermín e lo stesso Diggia. Jorge ha fatto un errore… non da campione del mondo, lasciamelo dire. Ha frenato più forte all’interno dove c’è meno grip e purtroppo ha preso sotto dei nostri, diciamo che tra noi abbiamo una statistica poco fortunata, però… basterebbe non sbagliare. Le regole tra di noi sono molto chiare. Molto meglio parlare a freddo e non a caldo, sono qui per una questione di rispetto nei vostri confronti. Ne parleremo a freddo, sono comunque ragazzi intelligenti e sappiamo che quando abbassano la visiera… gli errori li facciamo tutti, no? Questo è un errore che un Jorge Martín non deve fare”.
Resta il fatto che sono episodi molto comuni per buona parte dei piloti, anche se è la seconda volta (dopo Motegi 2025) che Martín sbaglia al via e trascina con sé il compagno di squadra. Dopo il disastro di Barcellona (che per Luca Marini è stato meno grave di questo al netto delle conseguenze) si tornerà a parlare di sicurezza con ancora più urgenza. L’idea di dilatare la griglia, con prove già da Brno, sembra sempre più vicina alla realizzazione. Cosa resta buono poi ce lo dice Rivola, tra lo sconsolato e l’arrabbato: “Beh, se non altro nessuno si è fatto male”.