Che Marc Marquez fosse poco affidabile nelle sue dichiarazioni non lo scopriamo certo oggi. Giovedì lo spagnolo aveva raccontato di non essere a posto, aggiungendo che sarebbe finito sul podio solo in caso di brutti errori da parte degli altri. Che, va detto, ci sono stati quando Martín ha atterrato Bezzecchi, Fernandez, Di Giannantonio e Aldeguer, eppure Marc avrebbe vinto lo stesso senza grosse complicazioni: lo spagnolo in Ungheria ha pole position, dominio il sabato e vittoria la domenica, ricordandoci perché lo scorso anno il circuito era stato ribattezzato Balaton Marc.
Un collega inglese gliel’ha ricordato in conferenza stampa, dopo la gara: “Quando ti hanno dato del favorito hai detto di no, che ce l’avresti fatta forse per cinque giri. Poi hai vinto la Sprint e hai vinto la gara: potremo mai credere a quello che ci racconti?”, gli chiede. “Voglio dire… io ci credo”, la risposta di Marc. “Chiaramente non era nel piano, la chiave è stata che venerdì al terzo, quarto giro i tempi mi venivano facilmente e sono riuscito a risparmiare le energie per tutto il venerdì. Spingevo due giri, rallentavo per cinque… è molto difficile mentalmente, anche tenere la concentrazione. Poi vedi i fogli, non sto mentendo”.
Risate. Nessuno ci crede ai fogli, così Marc continua: “Nelle FP2 è dove ho dato tutto, tu hai i dati”, dice a Bagnaia, che gli siede a fianco dopo un altro podio. Pecco scuote la testa, altre risate. “Al Mugello per esempio non avevo la velocità e ho sofferto molto, qui col mio stile di guida è andata bene e ho salvato molte energie. In gara è stata la prima volta nella mia carriera in cui ho avuto problemi di arm pump al braccio sinistro. Ho deciso di montare la gomma media in griglia e per fortuna sono qui, altrimenti Gigi mi avrebbe ucciso. Pecco sa che tutto il Team Factory ci spingeva a usare la soft ma noi volevamo la media, che è stata la scelta sbagliata: all’inizio abbiamo sofferto tanto, fortunatamente la velocità era abbastanza”.
Le domande però tornano in fretta sull’affidabilità di Marc nelle dichiarazioni: “Sei rientrato al Mugello soltanto per prepararti al GP d’Ungheria?”, gli chiedono. Lui: “Sì. Sì, non posso mentire su questo. Voglio dire, ho deciso di andare al Mugello perché non sapevo quante occasioni avrei avuto di vincere, mentre qui c’era un’occasione con queste curve a sinistra. Non potevo approcciare il weekend in maniera diversa. Mi piacerebbe dire che dopo la pausa estiva che sono pronto ad attaccare. Però ora non è il momento, penso di avere più da perdere che da guadagnare”.
A questo punto chiedono a Pecco Bagnaia perché stesse scuotendo la testa: “Penso che non giocherò mai a poker con Marc”, la risposta. Altre risate, finché non interviene Pedro Acosta: “Normalmente un campione mente sempre”. Marc si gira verso di lui: “Quindi tu menti?”. E l’altro: “Io devo ancora vincere una gara”.
A fine conferenza ci fermiamo a parlare per un paio di minuti con Bagnaia: “Sono tanti che c’è Marc nel mondiale e lui è sempre stato molto bravo a creare aspettativa, si sapeva che qua sarebbe stato il più forte di tutti. E lo sarà anche a Brno e ad Assen”. Questo perché Marquez, poco prima, aveva detto che nei prossimi due circuiti sarebbe stato di nuovo difficilissimo. Piuttosto sarà il caso di smettere di credergli quando dice che no, non sta pensando al mondiale. I punti da Marco Bezzecchi ora sono 72 e Pecco Bagnaia riuscì a recuperarne 91 da Fabio Quartararo senza i punti delle Sprint, che non erano ancora state introdotte.