La moto di Jorge Martìn che impazzisce prima della prima curva (per un contatto? Per l’abbassatore che non si è sganciato?), l’ex campione del mondo che le prova tutte per fermare la sua Aprilia e, poi, l’inevitabile crash a catena che costa caro a lui, a Marco Bezzecchi, a Raul Fernandez e pure a Fermin Aldeguer e Fabio Di Giannantonio (con quest’ultimo che poi è anche riuscito a ripartire e chiudere dodicesimo). Per raccontare l’ultimo ballo della MotoGP a Balaton bisogna partire necessariamente da qui: dall’episodio che ne ha tolti dalla mischia ben cinque a pochi secondi dal via. Episodio sfortunato? Certo. Ma che non può togliere valore a ciò che Marc Marquez è riuscito a fare: pole, Sprint, gara e giri veloce nel primo fine settimana vero da pilota pienamente restituito dopo gli interventi chirurgici a cui ha dovuto sottoporsi.
“Sono felicissimo – ha detto il 93 nel parco chiuso - dopo l'anno scorso è cambiato tutto, ma lo sport è così. Io ho dovuto imparare questa lezione già nel 2020. Nonostante alcune difficoltà in questa stagione, sapevo che ce l'avrei fatta a avere qualche chance di fare meglio e vincere. Sabato ho avuto la sensazione di potercela fare, grazie ai dottori e a chi mi ha aiutato a casa. Il prezzo da pagare è stato alto, ma sono contentissimo di essere finalmente ritornato"
Il nove volte campione del mondo ha messo nel sacco la sua vittoria numero 100 che, per un fascinoso disegno del destino, è stata anche la vittoria numero 100 per la Ducati. E a Borgo Panigale, anche se i colori adesso sono altri, ora la festa è tripla perché a Balaton s’è avuta l’ennesima conferma di che razza di fenomeno sia Pedro Acosta. Il giovane pilota spagnolo ha difeso per qualche giro la sua prima posizione, nonostante avesse una moto decisamente meno competitiva, sfruttando la morbida e prendendo anche un discreto margine da Marc Marquez. Poi, quando il nove volte campione del mondo s’è rifatto sotto, Acosta ha ingaggiato un duello quasi romantico. Resistendo. Rimettendosi davanti. Giocando pure la carta della sportellata. Fino a una resa che vale per lui un secondo posto e per Ducati la consapevolezza che il doppio cento di oggi è comunque una tappa di un gran bel futuro.
“Con Marc è stata una bellissima bagarre – ha affermato Acosta - ”. Una gara in cui quel quattordicesimo giro del duello tra Acosta e Marquez è valso da soloil prezzo del biglietto. Come, poi, ha riconosciuto anche Pecco Bagnaia ai due: “Ho capito subito che andavate troppo forte e che non avrei dovuto neanche provarci a rischiare troppo per starvi dietro”. Il terzo posto, per Bagnaia, è stato inaspettato e il pilota di Chivasso ha anche ammesso di aver avuto anche una discreta fortuna. “Quando ho iniziato a frenare per la primissima curva – ha raccontato Pecco - ho visto che davanti a me c'era Martin: forse ha avuto un blocco all'anteriore, l'asfalto era molto scivoloso in curva 1, ma sapevo dall'inizio che non sarebbe stata la mia gara. Ho cercato di stare davanti il più possibile, poi ho visto i tre secondi sul quarto e ho cercato di mantenere il vantaggio. Non avevo il passo per stare con i primi due e quindi sono contento così” Noi abbiamo cercato di dare il cento per cento del nostro pacchetto e alla fine è stato bello essere qui. Non è stato facilissimo questo weekend, ma ora ci sarà solo da rilassarsi e prepararsi per Brno. Voglio ringraziare tutte le persone che mi hanno aiutato e hanno guardato la gara
Alle spalle del tre volte campione del mondo italiano, l’unica Aprilia rimasta in gara, con Ai Ogura protagonista della solita rimonta e che, sul finale, ha avuto la meglio anche su un Luca Marini che fin lì era riuscito a tenersi stretto il quarto posto. Per il pilota della Honda, però, la top5 è una più che dignitosa piazza, soprattutto dopo l’ennesimo crash del compagno di squadra, Joan Mir. Dietro Luca Marini l’altra Honda di Diogo Moreira, mentre un altro dei miracoli di giornata lo ha fatto Iker Lecuona: settimo con la Ducati Desmosedici del Team Gresini. Nei dieci anche una Yamaha, con Jack Miller ottavo, mentre Enea Bastianini, nonostante un long lap, ha chiuso nono davanti al compagno di marchio Brad Binder. Altri spunti? Il miracolo di Fabio Di Giannantonio, che è caduto nel crash della prima curva e, dopo essersi rimesso in sella, ha ripreso gli ultimi macinando sorpassi su sorpassi fino a chiudere dodicesimo, davanti a Alex Rins e dietro a Toprak Razgatlioglu.