Delusione. È questa la sensazione che si ha sentendo parlare Lewis Hamilton e Charles Leclerc al termine delle qualifiche di Monaco. Perché da essere i favoriti, quelli che a tutti i costi avrebbero dovuto sfruttare l’occasione dopo un venerdì a tratti dominato, entrambi si sono visti sorpassare da Kimi Antonelli e Max Verstappen sotto la bandiera a scacchi del Q3.
Fa male, soprattutto perché le stradine del Principato sembravano poter esaltare le caratteristiche della SF-26: qui la potenza pura, vero punto debole della monoposto, conta meno, mentre acquista maggiore importanza il telaio, principale punto di forza del progetto 2026. Nonostante ciò, a festeggiare sono gli avversari e la gara sembra partire in salita, molto più del previsto.
“Credo che gli altri abbiano fatto un passo avanti. In Mercedes hanno ammorbidito parecchio la vettura e si sono avvicinati - ha spiegato Hamilton al termine della sessione a Sky Sport F1 –, mentre noi abbiamo fatto un passo dietro. Non abbiamo cambiato nulla di sostanziale, per cui non so come mai nelle FP3 non siamo stati più così spettacolari nonostante fossimo veloci. In qualifica non so per Charles, ma per me la situazione è stata totalmente diversa, enormemente diversa dalle prove libere. Avevo parecchia ala anteriore che ho dovuto togliere di volta in volta, per cui è stato un po’ strano”.
Sir Lewis sembra non riuscire a darsi una spiegazione dopo una pole position sognata, cercata e poi sfuggita. Ancor più duro però è stato il monegasco, che le proprie qualifiche le ha terminate in barriera dopo un giro da tutto o niente: “Il punto è che non so proprio cosa mi ritrovo tra le mani”, ha esordito Charles ai media presenti in circuito, come riportato da Automoto.it.
“Al momento, ogni volta che vado sui freni è un po’ un’incognita. E sì, non voglio entrare troppo nei dettagli; non dirò nulla di più rispetto a quanto ho già detto. È stato tutto estremamente incostante e ho faticato tantissimo. Sia a Montreal che qui, soprattutto quando le gomme non sono nella giusta finestra di utilizzo. La risposta dello pneumatico è quasi ‘digitale’, tipo on-off. Oltre a questo, l’incostanza della vettura ha reso tutto molto difficile”.
Problemi che aveva lamentato già nel corso del venerdì e che, in qualifica, lo hanno costretto a lottare in primis contro la sua stessa Ferrari: “È semplicemente un brivido continuo, estremamente delicato. Parliamo di dettagli, ma credo che il fatto di essere costantemente dentro o fuori dalla finestra di temperatura delle gomme faccia una differenza enorme. E io sto semplicemente facendo fatica”.
Poi aggiunge: “È andata malissimo fin dalle FP1. Già nelle FP1 sentivo che stavo faticando davvero tanto. Quindi sì, non ha migliorato né peggiorato la situazione. È rimasta esattamente la stessa”.
Sull’incidente al Tabaccaio, dove ha prima colpito il muro di destra e poi di rimbalzo quello di sinistra, invece, è chiarissimo: “Ero decisamente al limite e penso che fosse un ottimo giro fino a quel punto. Però non l’ho finito e quindi è un po’ inutile dirlo. Dove ho perso la macchina, in curva 12, ho trovato un po’ di sporco. Mi ha fatto perdere un po’ il retrotreno in inserimento”.
Il giro era ottimo, sì: fino a quel momento Charles era sotto di un decimo rispetto al riferimento di Antonelli e sarebbe stato l’ultimo a tagliare il traguardo, ma quando devi oltrepassare il limite per 19 curve e non per una sola il risultato può essere anche questo.
D’altronde, specie dopo il primo tentativo abortito in Q3 a causa del traverso a Massenet, la strategia del monegasco era chiarissima: uscire, assicurarsi un buon tempo e poi cercare di fare il miracolo con un giro da tutto o niente. Non è andata bene, ma criticarlo per l’errore non ha alcun senso. Specie a Monaco, dove il filo tra fare un’impresa e sbagliare è sottilissimo, lo stesso che Charles ha accarezzato più volte negli anni.
Ci ha provato nonostante tutto, ma stavolta il miracolo non gli è riuscito. Piuttosto, il problema vero è soltanto uno: anche qui, partendo da favorita, la Ferrari - nella sua totalità - ha sprecato la prima occasione del fine settimana.