La Ferrari a Monaco è partita fortissimo. 1-2 nella prima sessione di prove libere con Leclerc a comandare in casa, poi stesso copione ma con Hamilton davanti nelle FP2. Tra le stradine del Principato la Scuderia ha prima stupito per non aver portato in pista nuove specifiche - quantomeno visibili - legate al tracciato sull’ala posteriore, come fatto da quasi tutte le altre squadre, poi per un passo a tratti impareggiabile.
Leclerc volava al mattino, Hamilton nel pomeriggio. E più che ai tempi sul giro, basta guardare al modo in cui entrambi affrontavano una curva dopo l’altra, sfiorando i muretti, per capire quanto siano già a proprio agio con la SF-26: guidano al limite, tanto che Matteo Bobbi in piena diretta televisiva, commentando quanto stava vedendo, si è lasciato andare ad un “Qui la Ferrari fa paura”, riferendosi al modo in cui Charles e Sir Lewis affrontavano il tratto che va dalle piscine alla Rascasse, penultima curva. Poi, un attimo dopo aggiunge: “Il mezzo c’è, ma anche i piloti stanno facendo il loro”.
Tra i due, però, a stupire è soprattutto Hamilton, anche perché vedere Leclerc subito davanti nel Principato quasi non fa più notizia. Dopo il podio a Montreal Sir Lewis è partito carichissimo e a tratti ha dato spettacolo, in totale controllo della macchina mentre controsterzava da una parte all’altra. Sembra in fiducia, aggressivo, esattamente come lo si era visto in Canada. E non è un caso che, al termine dell’ultima sessione, i due abbiano provato la partenza dalla prima e seconda casella, invertendo le proprie posizioni dopo il primo tentativo.
Sono consapevoli di potersela giocare, forse stavolta più che mai. Ma nonostante ciò, non è comunque stata una giornata perfetta, soprattutto lato box Leclerc: via radio, nel corso della seconda sessione, il monegasco si è lamentato più volte di una mancanza di feeling in fase di frenata, cruciale per accarezzare il limite in un circuito cittadino. E poi, la presenza di un Hamilton così in palla di sicuro non facilita le cose.
Eppure, nel box Ferrari l’atmosfera è decisamente più leggera rispetto a quella che si respira in Mercedes, che dopo i problemi di Russell a Montreal torna a tremare. Tutta colpa della power unit montata sulla McLaren di Lando Norris, andata in black out poco dopo l’inizio delle FP2 esattamente come successo a George durante l’ultimo GP. È l’ennesimo campanello d’allarme che, unito a una prestazione non super in pista, con Antonelli e Russell sempre in coppia ma lontani dai due Ferrari, preoccupa e non poco.
Ad approfittarne, a sorpresa, sono Max Verstappen e la Red Bull. L’olandese si è messo in scia alle due SF-26 sia nella prima che nella seconda sessione, dimostrando che a Monaco tra quelli che proveranno a fare all-in qualifica c’è anche lui. Un tracciato su cui ha vinto solo due volte, nel 2021 e nel 2023, ma sul quale è sempre stato velocissimo. E anche stavolta l’ha dimostrato, seppur passato in secondo piano a causa della partenza a bomba della Scuderia.
Ancora indietro la McLaren, che oltre al KO tecnico di Norris paga una prima giornata incolore, senza guizzi e sempre alle spalle degli altri top team. E la domanda, allora, è solo una: c’è qualcuno che, oltre a Max, può impensierire la Ferrari?
Perché mai come a Monaco, la sensazione è che sia tutto in mano a Leclerc ed Hamilton. Guardarli girare al limite, in totale fiducia nonostante qualche sbavatura, vale persino più della doppietta e del venerdì dominato. Per adesso, aveva ragione Kimi Antonelli quando diceva che la SF-26 questo fine settimana sarebbe stata la favorita, per più di una ragione.