Figura leggendaria a metà tra il cronista e il tifoso storico. Dalle carte dell’inchiesta per aggiotaggio sulla Lazio del senatore Claudio Lotito risulta essere il terminale di una rete di relazioni molto più antica dell’indagine. Si chiama Stefano Greco, è romano, classe 1962, e anche lui insieme a Mauro Masi e Francesco Maiolini (Presidente e Ad di Banca del Fucino) risulta indagato nell’inchiesta dei Pm. Greco è giornalista professionista e vanta oltre quarant’anni di carriera alle spalle, cinque Mondiali e quattro Europei seguiti da inviato, dalla carta stampata alla televisione e alla comunicazione per i grandi eventi sportivi. Greco, da un punto di vista giornalistico e di esperienza personale è forse il più grosso esperto di Lazio esistente, avendola raccontata per una vita intera. Finisce nelle carte della Procura di Roma per i suoi stretti legami con il mondo della contestazione a Lotito attraverso la sua testata Millenovecento (punto di riferimento del tifo laziale); per la sua conoscenza con Pino Capua, il medico sportivo a capo della commissione federale antidoping della Figc e in fine per il tentativo di contatto nei suoi confronti da parte di Francesco Maiolini proprio tramite Pino Capua. Due giorni dopo a Greco arriva una pesantissima soffiata da un dipendente Enac, Fabrizio Ricci, a proposito di una presunta offerta miliardaria per comprare la Lazio. Dentro quella storia compaiono Aeroitalia, Valerio Veltroni e Sergio Scibetta. E tredici giorni prima, Aeroitalia e Veltroni erano davvero seduti allo stesso tavolo all’Enac. Ma andiamo con ordine, perché questa storia è parecchio intricata. Partiamo dall’inizio.
Greco nasce a Roma nel 1962. Al giugno 2026 ha 64 anni e 44 anni di mestiere alle spalle vissuti da “insider” della Lazio. Per La7 lavora dal 1996 al 2003 e dall’anno seguente è consulente di comunicazione e pubbliche relazioni nel mondo dello sport e dei grandi eventi. Dal suo LinkedIn, infatti si legge che nel 2008, con la società Codisa, prende parte al comitato organizzatore dei mondiali 2010 di pallavolo maschile, mentre nel 2009 si occupa dell’organizzazione del mondiale di baseball. Parallelamente dal novembre 2009 al 2011, lavora all’organizzazione della tappa dell’Fivb Swatch Tour di Beach Volley di Roma e dei Mondiali di Beach Volley occupandosi in particolare dei rapporti con il Comune di Roma. Greco, inoltre scrive di avere “relazioni consolidate in ambito sportivo con i vertici di Coni, Figc, Fip, Fipav, Figh, Agenzia delle Dogane e Monopoli e Comune di Roma”. Greco, però non è solo l’uomo della comunicazione e delle pubbliche relazioni, ma è pure autore di numerosi libri sulla lazio: Una vita da Lazio con Arcadio Spinozzi, Tutti gli uomini e una donna che hanno fatto grande la SS Lazio, Dove osano le aquile, La banda del meno nove, Maledetto nove e infine il suo titolo di punta: Faccetta biancoceleste, il libro in cui racconta “dall’interno” la nascita del movimento ultras laziale negli anni di piombo. Millenovecento, la sua testata online, è diventa negli anni una delle voci più dure, e con più seguito, contro Lotito. Tornando ai contatti di Greco in Figc, la sua conoscenza con il medico sportivo Pino Capua, oggi presidente della Commissione federale antidoping della Figc, almeno pubblicamente emerge già nel 2009 e nel 2010 con le presentazioni dei suoi libri, alle quali Capua partecipa. È proprio lui il 12 luglio 2025, secondo la copia forense riportata dai Carabinieri, a far sapere a Greco che Maiolini vuole incontrarlo. Due giorni dopo Greco lo cerca con urgenza. Ma l’incontro con Maiolini non avverrà mai. Greco non aveva nemmeno il suo numero in rubrica.
Ma dunque, perché vi raccontiamo tutto questo? Forse perché al di là della falsa notizia pubblicata da Bisignani pubblicata su il Tempo, uno dei punti più interessanti dell’inchiesta della procura di Roma ruota proprio attorno a quel fatidico 12 luglio 2025. Perché Francesco Maiolini, ad della Banca del Fucino, desidera incontrare - tramite Pino Capua – il giornalista sportivo Stefano Greco due giorni prima la pesantissima soffiata di Fabrizio Ricci sull’offerta da un miliardo per la Lazio? Una domanda, probabilmente a cui saranno tenuti a rispondere i diretti interessati di fronte alla magistratura al lavoro sul caso.