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2 gennaio 2026

Il sindaco musulmano di New York eroe della sinistra giura sul Corano, ma i progressisti non erano tutti laici?

  • di Riccardo Canaletti Riccardo Canaletti

2 gennaio 2026

Zhoran Mamdani è il primo sindaco di New York a giurare sul Corano, il libro sacro dell’Islam. Ma la sinistra non voleva che la politica fosse laica? Mentre persino i crocefissi in classe fanno paura, il primo cittadino di una città simbolo Usa può fondare la sua attività politica sulla bibbia musulmana

Foto: Ansa

Il sindaco musulmano di New York eroe della sinistra giura sul Corano, ma i progressisti non erano tutti laici?

Il sindaco musulmano di New York Zhoran Mamdani è il primo in America a giurare sul Corano. A capo di una delle città simbolo degli Stati Uniti c’è un musulmano, votato da cristiani, musulmani, ebrei, atei, come è giusto che sia. Ma musulmano resta, musulmano e socialista, e alza la mano e giura sotto la bandiera americana e toccando il libro sacro dell’Islam. Quando venne eletto c’era chi sosteneva fosse terrificante scegliere un primo cittadino musulmano nella città dell’11 settembre. Mi sembrava un’esagerazione senza fondamento. In un certo senso ancora lo é: l’islam è una religione che raccoglie milioni di adesioni e la maggior parte dei musulmani non commettono atti terroristici. Questo vuol dire che siano realmente integrati? È una domanda che lascio aperta. 

Zhoran Mamdani durante il giuramento
Zhoran Mamdani durante il giuramento

Quello che mi interessa notare è come la sinistra abbia scelto di porsi nei confronti della religione. Se prima, in nome di un universalismo laico, i progressisti di sinistra erano i primi sostenitori della secolarizzazione e avrebbero potuto trovare nei new atheist (nuovi atei) come Richard Dawkins e Christopher Hitchens dei riferimenti culturali, ora quella stessa sinistra sposa completamente una visione di tipo confessionale, purché non si tratti di cristianesimo. In altre parole, non rifiutano più Dio, ma solo il loro Dio. Da atei a traditori della propria cultura, dei fondamentali. Traditori persino del loro passato “illuminista” (tra virgolette poiché l’illuminismo, per esempio in Italia, è stato anche cristiano e ha trovato dei campioni persino nel genere femminile, come fu Maria Gaetana Agnesi; illuminista, donna e “priora della dottrina cristiana”). Insomma traditori un po’ di tutto, ma con leggerezza. E cioè fluidi. E cioè impauriti dal neoculto trumpiano ma perfettamente a loro agio con gli islamici. 

Zhoran Mamdani durante il giuramento
Zhoran Mamdani durante il giuramento

La trasformazione è iniziata decenni fa, con quei filosofi francesi sedotti da Cuba e da Stalin, poi dall’Iran, dall’Algeria e dalla Cina. Ma si è conclusa ora, con l’antisemitismo antisionista (non l’antisionismo), con l’anticristianesimo (e soprattutto anticattolicesimo), con il “figliettismo dei fiori” (poiché si è figli dei fiori con i soldi di mamma e papà). Ma pure con lo scetticismo nei confronti della scienza, con la necessità di smontare le garanzie della ricerca scientifica a favore di paradigmi dogmatici e inclusivi.  Un mix che porta inevitabilmente a odiare il capitalismo, prodotto occidentale di quel moderno prometeo che fu l’industrializzazione e, poco prima, l’etica borghese. Hanno paura di Cristo, dei soldi e del sesso. Ma non di un musulmano che giura sul Corano. È quantomeno originale questa nuova forma di laicismo spinto, che sbarra la strada ai conservatori cristiani ma lascia la porta di casa aperta a una religione che ha più di qualche frizione con l’Occidente (o non si può dire?). 

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Foto:

Ansa

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