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6 ottobre 2025

In Sicilia patto di ferro tra Salvini e Cuffaro. Dopo essersi insultati per anni la Dc di Totò sosterrà la Lega alle Politiche del 2027. Il motivo? Il solito. E i media nazionali non ne parlano.

  • di Ottavio Cappellani Ottavio Cappellani

6 ottobre 2025

Alla festa dell’amicizia di Ribera (l’amicizia in Sicilia è importante) il dirigente siculo del Carroccio, Vincenzo Figuccia, dà la notizia. Il motivo? Nessuna dietrologia, tutto alla luce del sole: affari e politica. Ma Cuffaro non era per Salvini il rappresentante della Sicilia peggiore? E a Cuffaro, il sangue, non ribolle più a vedere il “truce” nell’isola? Domade con una risposta facile facile. Ma la Sicilia è come Las Vegas, per i media nazionali: quello che succede nell’isola, resta nell’isola.

Foto Ansa

In Sicilia patto di ferro tra Salvini e Cuffaro. Dopo essersi insultati per anni la Dc di Totò sosterrà la Lega alle Politiche del 2027. Il motivo? Il solito. E i media nazionali non ne parlano.

Matteo Salvini, in Sicilia, ha chiuso l’accordo per le elezioni Politiche del 2027 con Totò Cuffaro: la Dc sicula sosterrà la Lega. E nessuno dei media nazionali ne parla. Io non lo so perché, o non fa clickbite (ma mi pare difficile) oppure la Sicilia è come Las Vegas o il Fight Club: quello che accade in Sicilia resta in Sicilia ovvero prima regola degli affari in Sicilia è non parlare degli affari in Sicilia. Voglio dire: Salvini e Cuffaro sono liberi di allearsi, di limonare, di ribaltarsi sul lettone di un grande albergo facendosi prestare sostanze da Luca Morisi (dico per assurdo): in democrazia anche le collusioni affari-politica sono nella norma. Ma quello che mi fa specie è come, che la politica sia nient’altro che affari, spartizione di potere, di soldi pubblici, di posti di sottogoverno, in Sicilia, sia non solo assodato (e ci sta) ma che oramai le mutande dell’idea di politica, non voglio dire dell’ideologia (termine che sta sulle balle a me per primo), ma quantomeno della visione della gestione del territorio, siano con l’elastico così slabbrato che a Salvini e Cuffaro, per così dire, gli vediamo tranquillamente l’uccello. 

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Cuffaro con la guantiera di cannoli

Salvini era infatti quello che considerava la Sicilia un luogo in mano al malaffare, lontano dalla limpidezza trasparente, etica e morale e un pochino sfruttratrice (ma che vuoi che sia, è il capitalismo, bellezza) dell’imprenditore della fabricheeeetta lumbàrd (dalla morale specchiata proprio, ciao core). Salvini era quello, per così dire, che considerava Cuffato IL MALE. Non solo per la sua condanna definitiva a sette anni di reclusione (scontati a Rebibbia) per favoreggiamento personale a persone appartenenti a Cosa Nostra (Cosa Vostra) e rivelazione di segreto istruttorio, ma soprattutto per l’idea della politica affarista, sudita, fatta di movimento terra, appalti, spartizione di denaro pubblico, clientelismo e tutto il cucuzzame del reame. Adesso: Totò “Vasa vasa” Cuffaro, ha scontato la sua pena ed è nel pieno diritto di fare attività politica, dato che ci sono persone (sicuramente lontane dalla visione mafiosa della realtà – non sono un giudice, né giudiziario né morale) che lo votano. Ma Mattero Salvini, che nel 2017, diceva: “In Sicilia non guardiamo indietro, se qualcuno pensa che il futuro nella Regione passi da Cuffaro ha sbagliato, non lo fa con noi”, oggi si allea proprio con Totò “Vasa Vasa”, che del “truce”, come lo chiama Dagospia, diceva: “Salvini ad Agrigento fa ribollire il sangue”. Adesso, di Cuffaro c’è poco di cui stupirsi, si sa come fa politica e se in Sicilia ha rifondato la Dc questo vuol dire che ha i voti e che in Sicilia la visione politica di Cuffaro funziona. E’ Salvini che ci continua a fare un po’ impressione e se vogliamo muovere una critica a Cuffaro è proprio questa: va bene li sordi, ma minchia, non ti fa “arrizzare le carne” (non ti va venire la pelle d’oca) appoggiare Salvini alle Politiche?
 

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Oggi, in riunione MOW, quando ho dato la notizia, appresaa dalla stampa locale perché i quotidiani nazionali di quello che accade in Sicilia se ne stracatafottono, il direttore PISTO mi ha chiesto: “Perché?”. A me la domanda è sembrata strana, come se non fosse evidente. Così ho capito che in “continente” provate ancora ad avere fede nella ‘politica’ lontana dalla spartizione di gestione di soldi e di potere. E così, al “perché” di PISTO non ho potuto fare altro che rispondere: potere, soldi, gestione Ponte sullo stretto, tricche e ballacche. Questa è la notizia, fatene quello che vi garba.

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