C'è una brutta storia che arriva da oltreoceano. Ve la riportiamo tenendo fede al fascicolo di venti pagine del processo (tutto'ora in corso), depositato il 3 dicembre 2025 negli archivi della New York Southern District Court e ora pubblico, e che vede il blasonato direttore creativo Riccardo Tisci accusato di violenza sessuale a New York. Il memorandum che citiamo riporta la ricostruzione dei fatti firmata dal giudice distrettuale Lewis Caplan. Nel 2024 il trentacinquenne Patrick Cooper denuncia l'ex capoccia di brand d'haute couture del calibro di Givenchy e Burberry. L'uomo sostiene d'averlo incontrato in un locale della Grande Mela mentre il guru della moda era in compagnia di alcuni amici, tra cui Alessandro Mahmood. Il cantante e il designer si conoscono da lunga data, avendo collaborato a campagne pubblicitarie fashion di cui Mahmood è stato testimonial. Inoltre, il loro legame è tale tanto che avrebbero in passato celebrato compleanni insieme in location super chic, fino a far rumoreggiare qualche sito, negli anni passati, di una possibile relazione sentimentale. Chiacchiere a parte, torniamo alle accuse di Cooper: sostiene d'aver bevuto un solo drink quella sera del 29 giugno 2024 insieme a Tisci. E d'essersi risvegliato l'indomani mattina nudo, stordito e senza ricordi di quanto occorso nottetempo. Con il designer sopra di lui, intento a baciarlo. Cooper ritiene che in quell'unico drink ci fosse "qualche tipo di droga" perché non riesce a spiegarsi altrimenti il proprio totale blackout riguardo ai fatti di quella notte. Non aveva assunto volontariamente stupefacenti, precisa. Cooper dice anche che quel cocktail gli sarebbe stato dato da Mahmood. E, negli ultimi giorni, i legali di Tisci, che intanto nega ogni implicazione, hanno chiamato a testimoniare a processo proprio il cantante di Brividi. Lo hanno convocato "invocando la Convenzione dell'Aia per interrogarlo sotto giuramento". Prassi che, nei termini della legge statunitense, viene adottata quando la persona interpellata non vive in Usa e non ha intenzione di rilasciare una testimonianza volontaria. Cosa sta succedendo? E perché nessun media italiano parla di questa vicenda?
I misfatti contestati risalgono al 29 giugno 2024. L'informazione oltreoceano già circolava: il suo nome era nella denuncia di Cooper che lo citava perché presente quella sera e indicandolo come la persona che gli avrebbe dato il presunto unico drink bevuto. Cooper aggiunge che Mahmood e gli altri amici di Tisci, a un certo punto, sarebbero 'spariti', lasciandolo di fatto da solo col guru della moda, all'interno del locale. Questo sarebbe l'ultimo ricordo che possiede.
Il mattino dopo Cooper riporta d'essersi svegliato a casa di Tisci, anzi nel suo letto: senza vestiti (che poi avrebbe ritrovato impilati - non sa da chi - in ordine in un'altra stanza insieme al suo cellulare). Cooper dettaglia ulteriormente: appena ha riaperto gli occhi, si sarebbe ritrovato il direttore creativo sopra di lui, intento a baciarlo. La giustizia americana sta ritenendo "plausibili", come leggiamo dal fascicolo pubblico consultabie online, le sue ricostruzioni. Mentre Tisci respinge ogni imputazione bollandola come "falsità". Il processo per violenza sessuale (e sequestro di persona, tra gli altri gravi capi d'accusa, sta andando avanti ancora oggi). E "oggi", ossia lo scorso venerdì 15 maggio, è stato chiamato a testimoniare anche Mahmood perché considerato, anche dai legali di Tisci che l'hanno appunto convocato a deporre, presente quella sera.
L'amicizia tra Mahmood e Riccardo Tisci è stata celebrata dalla stampa italiana fino a una certa data. Googlando i loro due nomi insieme, escono titoloni entusiasti per le loro collaborazioni moda e i compleanni festeggiati in vacanza ensamble. Due pagine. Fino al 2023. Dal 2024 a oggi Mahmood e Tisci non sono mai più stati associati in uno stesso articolo, nemmeno di puro costume o gossip. Intanto non mancheremo di tenervi aggiornati sugli sviluppi del processo in corso in America e su quanto avrà da testimoniare Alessandro Mahmood. Qui trovate un report completo di quanto occorso finora. Con enorme sorpresa, è in inglese e firmato da un giornalista francese (che si occupa principamente di moda e di dirtti della comunità arcobaleno), Louis Pisano. Ne scrive fin dall'inizio sulla propria newsletter, pur avendo collaborazioni all'attivo, perché altrove 'non trova spazio' per questa vicenda.