image/svg+xml
  • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
  • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • Girls
    • Orologi
    • Turismo
    • Social
    • Food
  • Sport
  • MotoGp
  • Tennis
  • Formula 1
  • Calcio
  • Volley
  • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Attualità
    • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
  • Lifestyle
    • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • girls
    • Orologi
    • Turismo
    • social
    • Food
  • Sport
  • motogp
  • tennis
  • Formula 1
  • calcio
  • Volley
  • Culture
    • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Topic
Moto.it
Automoto.it
  • Chi siamo
  • Privacy

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159

  1. Home
  2. Attualità

Non ha chiuso MTV, ha chiuso l'Occidente e hanno chiuso gli anni Novanta. Definitivamente. Ode a quando il mondo sembrava perfetto

  • di Ottavio Cappellani Ottavio Cappellani

17 ottobre 2025

Non ha chiuso MTV, ha chiuso l'Occidente e hanno chiuso gli anni Novanta. Definitivamente. Ode a quando il mondo sembrava perfetto
MTV non è stato solo un canale ma un centro di gravità, un catalizzatore, fabbrica di miti, l'epidemia degli anni 90. Che è finita. Definitivamente. Non so se si capisce ma con MTV si chiude l'Occidente. Ode a MTV. E a quei fantasmi silenziosi che siamo noi

di Ottavio Cappellani Ottavio Cappellani

Quello che ricordo era che già da un po’ di tempo vestivo con le camicie di flanella a quadri. Quella sera avevo sopra anche un cardigan marrone di lana coi buchi delle tarme e le toppe ai gomiti. Sotto, i jeans che strusciavano per terra e un paio di scarpe in camoscio e pelle dalla punta a papera — credo che adesso si chiamino barefoot o una cosa del genere, ma io le avevo trovate a casa, erano di mio padre, e lui non le metteva più. 
Noi vestivamo a metà tra i film horror anni ’80 e i Nirvana, e poi ci dissero grunge.
Ok, grunge.
Ero venuto fuori dalla saletta dove c’era un trio punk rock, due ragazze e un trav che si esibivano in topless con i copricapezzoli (anche il trav). Ero all’angolo del bancone, il posto di chi beve molto e salta la fila. Parlavo con una ragazza che voleva invitarmi a casa sua perché il fidanzato era partito. Io, in quel periodo, ce l’avevo col noise: mi sembrava una masturbazione un po’ isterica. Era anche il periodo dei primi rapporti sadomaso e mi sentivo, non so, grunge-riflessivo e profondo.
Cercavo di farmi spiegare quella voglia di farsi prendere a ceffoni, visto che aveva un fidanzato da cui farsi frustare. Ma la verità è che era inverno e a Catania d’inverno non portano i sandali, perciò non sapevo come aveva i piedi. E se io non vedo i piedi, non vado. Ho avuto brutte sorprese, in vita mia. Credo di aver detto questo pensiero ad alta voce, perché lei mise il piede sul bancone: l’alluce fasciato con la garza. A quel punto mi fu chiaro che era meglio redimerla, quella, invece di scoparla.
E alzai lo sguardo.
Parentesi. Non ricordavo fino a due minuti fa il nome della band, ma mi piaceva. Con me c’era mio cugino Raffaele Gulisano — anche il bassista degli Uzeda, che registravano con Steve Albini, lo stesso di In Utero dei Nirvana, per la sua etichetta Touch & Go di Chicago, il cui logo era copiato da una marca di caffè catanese, Torrisi Caffè.
Raffaele mi fece le foto col gruppo, in bianco e nero. Eravamo bellissimi.
Così gli ho scritto un uozzapp, ma neanche lui si ricordava — ci stiamo facendo vecchi, anche se abbiamo una band insieme, molto teorica, e a questo punto credo dovremo chiamarci Le Prostate Volanti.
Poi, all’improvviso, mi ha scritto:
Le Demolition Doll Rods. 1998. Tutto tornava.
 

20251017 083205997 9649

E insomma alzo lo sguardo, per distoglierlo da quell’alluce garzoso, e la vidi per la prima volta: MTV.
Sul televisore montato in alto, senza volume. C’erano loro, i Nirvana, che andavano in loop da quando l’anno prima avevano inaugurato, come si dice, “il segnale video”, con il loro Unplugged del 1993.
E c’era quel marchietto, MTV.
Fu allora che lo scoprii.
Ed era tutto un turbine di birra, punk, grunge, copricapezzoli, post-rock, bassi, chitarre, Raffaele, Steve Albini che dormiva per terra, e la ricerca di alluci minuti, pudichi, mentre tutti intorno a me trombavano. E io, per educazione, ci davo.
E adesso MTV Musica chiude.
E io sono ancora vestito uguale.

20251017 083947654 7677
Steve Albini

Chiudono MTV Music, MTV 80s, MTV 90s, Club MTV, MTV Live: buttati nel bidone dello streaming, piccole chiese dove per decenni si officiavano i videoclip e il rito del lancio planetario. Cancellate dalla stessa mano che per anni ha venduto il sogno alcolico — e spesso tossico.
MTV non è stato solo un canale: è stato un centro di gravità, un catalizzatore, una fabbrica di miti. Gli anni ’90 si vivono come un’epidemia, e MTV è stato il vettore. Nessuno, dico nessuno, ricorda gli anni ’90 prima di MTV. È come se non esistessero. Come se gli ’80 fossero durati diciassette anni.
Diciotto per me. Fino a quell’alluce immenso, parabola satellitare che mandava in onda i Radiohead, i Prodigy, i Massive Attack, e tanti giovanetti tossici, tutti uguali, magrini, molto come se lo Zoo si fosse trasferito da Berlino ai Docks. Fu l’estetica Trainspotting, commerciale per noi, perché MTV non aveva un’anima: le aveva tutte. Le possedeva, le sfruttava, le ammazzava. Era una cazzo di siringona, quella MTV.
Lo spettacolo era simultaneamente alto e sporco. VJ come eminenze naziste adorate dalle folle. L’esasperazione acida del cantante di balera illuminato dagli effetti speciali. E in quel paesaggio iper-colorato, la letteratura e la moda funzionavano da chierichetti. Mark Leyner con la sua prosa anfetaminica, Chuck Palahniuk con la rabbia da bar, Bret Easton Ellis che fotografava una società che si consuma nel lusso e nell’apatia, Nick Hornby con l’ossessione per la canzone perfetta. Libri che si scambiavano sotto i palchi e nelle toilette dei pub.
 

20251017 084542974 1756
Trainspotting di Danny Boyle dal romanzo di Irvine Welsh

Ci aggiravamo cercando di esprimere quello che non volevamo esprimere. Era tutto un cortocircuito. Eravamo giovani e in fondo non capivamo un cazzo, e MTV era l’amo perfetta con l’esca perfetta per noi pescioloni e per le pescioline con le felpe oversize e i Diesel che sapevano di rivoluzione industriale già diventata archeologia urbana. La contraddizione era la regola: vestire come se il mondo stesse finendo, ma con designer che ti vendevano l’Apocalisse prêt-à-porter. Come tutte le gioventù: bellissime e oscene. Ancora, ma anche basta.
Bella la gioventù, ma non ci vivrei.
Mi mancano le cose di quell’epoca, non mi manco io.
Mi mancano i modem dial-up, Napster come un’isola di pirati, lo skate, il vero punk, l’adrenalina digitale sporca, i cavi saldati col piombo fuso. Mi mancano le VHS cyberpunk, le atmosfere piovose, i cappotti di pelle bagnati, i divani in stile impero foderati di vinile, il sadomaso romantico con i principi azzurri che ti legavano al soffitto come in una favola coi lividi.
Rossetti e ombretti sbavati dal sudore dei rave e dell’MDMA, come promesse di volti stropicciati.
E invece adesso è tutto silente, Wi-Fi, hipsteroso, incuffiato, leggiadro fino alla trasparenza. Non c’è carne. Non c’è noise.
 

20251017 085114443 8923
Il cielo sopra il porto era del colore della televisione, sintonizzata su un canale morto... (L'incipit di Neuromante, di William Gibson

Con MTV si spegne l’Occidente, quello in cui non sai da che parte stare, se in uno scantinato di idee gomito a gomito con la carne o sparando a palla nu-folk tra gli ulivi e i carrubi mentre intorno a te ci sono solo vento e cicale. E alberi. Adesso è come se non ci fosse scelta: carrubi a vita.
State diventando bianchi come lenzuoli. Come le pareti intonacate che hanno sostituito le carte da parati scrostate.

Per chi ha vissuto quell’epoca, voi siete fantasmi silenziosi.
Abitiamo i ricordi. Continuiamo a fare casino.
Anche se non ci potete sentire.

https://mowmag.com/?nl=1

Tag

  • grunge
  • Televisione
  • Reportage
  • critica musicale
  • Mtv

Top Stories

  • Fabrizio Corona che percula Aiello (avvocato di Signorini) e si fa cacciare dal tribunale come uno scolaretto è la cosa più divertente dell’udienza a Milano

    di Gianmarco Serino

    Fabrizio Corona che percula Aiello (avvocato di Signorini) e si fa cacciare dal tribunale come uno scolaretto è la cosa più divertente dell’udienza a Milano
  • Delitto di Garlasco: Ermanno Cappa “scoppiato a piangere davanti a tutti”? Sì, per una lite tra Stefania, Paola e i Poggi: il racconto della moglie Maria Rosa in una intercettazione (che dice molto e aggiunge niente)

    di Emanuele Pieroni

    Delitto di Garlasco: Ermanno Cappa “scoppiato a piangere davanti a tutti”? Sì, per una lite tra Stefania, Paola e i Poggi: il racconto della moglie Maria Rosa in una intercettazione (che dice molto e aggiunge niente)
  • Perché i “cani molecolari” non hanno trovato il corpo di Annabella Martinelli se era così vicino alla bici? L’abbiamo chiesto all’esperto di cinofilia forense (e la risposta non vi piacerà)

    di Emanuele Pieroni

    Perché i “cani molecolari” non hanno trovato il corpo di Annabella Martinelli se era così vicino alla bici? L’abbiamo chiesto all’esperto di cinofilia forense (e la risposta non vi piacerà)
  • “Ben fatto: avevano generato un mostro”: oh, ma state bene? Dalla famiglia di Federica Torzulllo l’unica lezione di umanità dopo il suicidio dei genitori di Carlomagno

    di Emanuele Pieroni

    “Ben fatto: avevano generato un mostro”: oh, ma state bene? Dalla famiglia di Federica Torzulllo l’unica lezione di umanità dopo il suicidio dei genitori di Carlomagno
  • Garlasco, Mediaset e Fabrizio Corona: il TG5 può insistere sul “materiale pe𝛿o” di Alberto Stasi e Falsissimo deve tacere? Un Pier Silvio e due misure…

    di Emanuele Pieroni

    Garlasco, Mediaset e Fabrizio Corona: il TG5 può insistere sul “materiale pe𝛿o” di Alberto Stasi e Falsissimo deve  tacere?  Un Pier Silvio e due misure…
  • Signorini vs Falsissimo: siamo stati all'udienza a Milano e Corona con l'avvocato Chiesa hanno sganciato la "bomba politica"

    di Gianmarco Serino

    Signorini vs Falsissimo: siamo stati all'udienza a Milano e Corona con l'avvocato Chiesa hanno sganciato la "bomba politica"

di Ottavio Cappellani Ottavio Cappellani

Se sei arrivato fin qui
seguici su

  • Facebook
  • Twitter
  • Instagram
  • Newsletter
  • Instagram
  • Se hai critiche suggerimenti lamentele da fare scrivi al direttore [email protected]

Next

Finalmente le Escort pagheranno le tasse? Siamo stati al primo convegno sul codice Ateco per le Sex Worker moderato da Hoara Borselli

di Gianmarco Serino

Finalmente le Escort pagheranno le tasse? Siamo stati al primo convegno sul codice Ateco per le Sex Worker moderato da Hoara Borselli
Next Next

Finalmente le Escort pagheranno le tasse? Siamo stati al primo...

  • Attualità
  • Lifestyle
  • Formula 1
  • MotoGP
  • Sport
  • Culture
  • Tech
  • Fashion

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159 - Reg. Trib. di Milano n.89 in data 20/04/2021

  • Chi siamo
  • Privacy