Dopo anni di silenzi e sospetti, Andrea Sempio è tornato a parlare pubblicamente. Lo ha fatto ai microfoni di Iceberg, la trasmissione di Telelombardia che da settimane si sta concentrando sul delitto di Garlasco, in particolare sul ruolo del giovane amico di Chiara Poggi, da febbraio indagato ufficialmente per l’omicidio del 2007. Sempio, già prosciolto da ogni accusa in due archiviazioni, ha voluto chiarire la propria posizione, rispondendo punto per punto alle insinuazioni emerse negli ultimi mesi: “In quella casa lì – ha detto – ho girato praticamente tutti gli ambienti, tranne la camera dei genitori. Ho mangiato in cucina, sono stato in salotto, nel salottino dove ai tempi c’era una console, in bagno. Ma soprattutto, stavamo di sopra, nella camera di Chiara, perché giocavamo lì col computer”. Una dichiarazione che contraddice chi, nelle ultime settimane, ha messo in dubbio la sua presenza in certi spazi della casa. “Il fatto che mi dicano che si presume di aver trovato una quantità minima, infinitesimale, a malapena riconoscibile del mio dna, non mi stupisce. Potevo aver lasciato una traccia toccando il corrimano delle scale, o qualsiasi altra cosa. Non posso sapere dove poteva essere rimasto qualcosa di mio”.

Sempio è apparso lucido, ma anche infastidito dal ritorno mediatico della vicenda, soprattutto dopo il rinnovato interesse attorno a un dettaglio mai chiarito del tutto: le impronte di scarpa rinvenute sulla scena del crimine. “C’è stata una grossa battaglia sul discorso delle scarpe. Da quello che so, l’impronta attribuita all’assassino era un numero 42. Ora dicono che poteva essere un 44. Mi sembra strano”. Il 44, infatti, sarebbe proprio il numero di piede di Sempio, che in questo modo rientrerebbe nella storia come possibile sospettato. Secondo lui, tuttavia, questo cambio dopo anni dei risultati delle analisi, sarebbe quantomeno controverso: “Tutto è già stato analizzato, dibattuto e verificato più e più volte. Se ci fosse stato un dubbio, sarebbe emerso prima”. Poi ha ribadito: “Sono innocente. È già stato dimostrato in due archiviazioni. Non so come possa andare avanti questa storia. Da lì non si scappa. È già stato guardato tutto. Basta”.
