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31 luglio 2026

Sta uscendo fuori la verità sul Covid-19? Il diario del medico più importante durante la Pandemia che negava in pubblico l'origine in laboratorio del virus e ora fa scena muta in Commissione

  • di Paolo Segreto Paolo Segreto

31 luglio 2026

Anthony Fauci, il medico più importante durante la Pandemia, si è rifiutato di rispondere al Congresso, invocando il Quinto Emendamento oltre cento volte davanti alla commissione guidata da Rand Paul. Alla base dello scontro, un diario privato reso pubblico alla vigilia dell'audizione e la grazia preventiva concessa da Biden nel 2025. Perché non vuole rispondere alle domande sul periodo dei lockdown, sui vaccini e sull’origine vera del virus?

Foto: Ansa

Sta uscendo fuori la verità sul Covid-19? Il diario del medico più importante durante la Pandemia che negava in pubblico l'origine in laboratorio del virus e ora fa scena muta in Commissione

Mercoledì 29 luglio 2026, per la prima volta in tutta la sua carriera, Anthony Fauci, consulente dell’amminstrzione americana durante la Pandemia ed ex direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID, è stato zitto. Davanti alla Commissione Homeland Security and Governmental Affairs del Senato, presieduta dal repubblicano Rand Paul, e lo ha fatto invocando il Quinto Emendamento della Costituzione più di cento volte, opponendo a ogni domanda la stessa formula: su consiglio dei suoi legali, si asteneva dal rispondere per non autoincriminarsi. L'audizione era stata convocata per fare luce sulle origini del Covid-19 e su presunte dichiarazioni fuorvianti rese da Fauci al Congresso e all'opinione pubblica negli anni della pandemia. Nella sua dichiarazione di apertura — l'unica cosa che ha davvero detto, oltre alla formula rituale sul Quinto Emendamento — Fauci ha attaccato duramente Paul, parlando di una "ossessione fuori controllo" nei suoi confronti e sostenendo che l'unico scopo dell'audizione fosse indurlo a pronunciare qualcosa che potesse in futuro giustificare un'incriminazione. Ha aggiunto che gli pesava agire così, dato il rispetto che nutre per il ramo legislativo e i decenni di collaborazione con il Congresso, ma che non aveva altra scelta.

Ad aggravare il clima già teso, nei giorni precedenti l'audizione Paul aveva reso pubbliche oltre 1.100 pagine di appunti privati attribuiti a Fauci, risalenti al periodo tra dicembre 2019 e dicembre 2022 e ottenuti dal Dipartimento della Salute. I documenti restituiscono l'immagine di un Fauci, in privato, assai più scettico di quanto non apparisse in pubblico su alcuni punti chiave — comprese le prime ipotesi sull'origine del virus — oltre a numerosi riferimenti al suo rapporto, non privo di compiacimento, con la fama mediatica conquistata durante la pandemia. A rendere ancora più intricata la partita giudiziaria c'è un dettaglio che quasi tutti i commentatori americani hanno sottolineato nelle ore successive: Fauci era già stato graziato in via preventiva da Joe Biden nel gennaio 2025, poco prima della fine del suo mandato, proprio per proteggerlo — nelle parole dello stesso Biden — da "persecuzioni giudiziarie a sfondo politico". Paul e altri repubblicani sostengono che quella grazia copra solo eventuali reati commessi fino a quella data, e che una eventuale falsa testimonianza resa mercoledì — un reato successivo al perdono presidenziale — non sarebbe protetta. I giuristi interpellati dalla stampa americana concordano su un punto: la questione è tutt'altro che scontata, e spetterà eventualmente a un tribunale stabilire se il timore di incriminazione invocato da Fauci fosse legittimo.

Anthony Fauci in Commissione ha scelto di non rispondere alle domande e di appellarsi al Quinto Emendamento
Anthony Fauci in Commissione ha scelto di non rispondere alle domande e di appellarsi al Quinto Emendamento Ansa

Il momento più ripreso e commentato dell'audizione resta lo scambio con il senatore repubblicano dell'Ohio Bernie Moreno. A un certo punto della seduta, Moreno ha chiesto ai cittadini presenti in aula che avevano pagato un prezzo personale o professionale per essersi opposti alle direttive sanitarie della pandemia di alzarsi in piedi, invitando poi Fauci a voltarsi verso di loro. Fauci si è rifiutato. Moreno ha allora raccontato la storia di una famiglia dell'Ohio arrestata allo stadio, durante una partita di football, perché non indossava la mascherina pur trovandosi all'aperto. Anche a quella domanda, diretta e personale, Fauci ha opposto la stessa formula sul Quinto Emendamento, restando impassibile. Al termine della seduta, Paul ha annunciato che la settimana successiva la commissione voterà una risoluzione per dichiarare Fauci in "contempt of Congress" — oltraggio al Congresso — per essersi sottratto, a suo dire, agli obblighi imposti dalla citazione in giudizio che lo aveva costretto a presentarsi. I senatori democratici presenti hanno invece difeso il diritto di Fauci di avvalersi della facoltà di non rispondere, definendo l'intera audizione un tentativo di incastrarlo. Il giorno dopo l'audizione, The Free Press — la testata fondata da Bari Weiss — ha pubblicato un commento del giornalista Eli Lake dal titolo "Pleading the Fifth Won't Spare Fauci from the Truth". Lake smonta quella che definisce la narrazione ormai consolidata negli ambienti anti-Trump, secondo cui l'audizione sarebbe stata una vera e propria caccia alle streghe che non lasciava a Fauci altra scelta se non appellarsi al Quinto Emendamento. Le immagini, scrive, raccontano tutt'altro: proprio lo scambio con Moreno avrebbe smascherato la strategia del muro di gomma, mostrando un Fauci di pietra davanti al racconto delle conseguenze reali subite da cittadini comuni per politiche pandemiche che lui stesso aveva contribuito a plasmare. La tesi di fondo dell'articolo è che il rifiuto di rispondere non cancelli le responsabilità di merito, che secondo l'autore il registro dei fatti attribuisce comunque a Fauci.

Fauci declines to answer any questions, citing the Fifth Amendment pic.twitter.com/ZNnAPjMyzU

— Michael Shellenberger (@shellenberger) July 29, 2026

Sullo stesso registro si muove Public, la newsletter fondata da Michael Shellenberger, che ha pubblicato un lungo pezzo — firmato dalla giornalista Alex Gutentag — dedicato al contenuto del diario di Fauci diffuso da Paul. Il pezzo sostiene che gli appunti dimostrino un ruolo di Fauci ben più attivo, nel definire i requisiti vaccinali e la comunicazione istituzionale sui vaccini, di quanto egli non abbia mai ammesso pubblicamente. Viene ricostruito, in particolare, un episodio del settembre 2021 in cui Fauci avrebbe fatto pressioni dirette sull'allora direttrice del CDC Rochelle Walensky perché ribaltasse il parere contrario espresso dal comitato consultivo dell'agenzia sui richiami vaccinali per il personale sanitario esposto professionalmente al virus — raccomandazione poi effettivamente ribaltata, e diventata la base su cui diversi stati, tra cui New York, hanno costruito i propri obblighi vaccinali per gli operatori sanitari. L'articolo prende esplicitamente le distanze dalla lettura offerta dal New York Times, secondo cui nel diario non ci sarebbe alcuna "pistola fumante" ma solo la testimonianza di uno scienziato alle prese con una crisi in rapida evoluzione: per Gutentag, al contrario, i documenti mostrano un coordinamento deliberato tra funzionari per gestire e in parte occultare informazioni sui vaccini, una sequenza di quelle che definisce "bugie nobili", pensate per aumentare i tassi di vaccinazione a scapito del consenso informato dei cittadini.

Matt Ridley, coautore insieme alla biologa molecolare Alina Chan del libro Viral: The Search for the Origin of Covid-19 (2021), sostiene da tempo che l'establishment scientifico — con Fauci in prima linea — abbia liquidato con eccessiva fretta, fin dai primi mesi della pandemia, l'ipotesi di una fuga da laboratorio a Wuhan, orientando il dibattito pubblico verso la sola origine naturale del virus ben prima che le prove disponibili giustificassero una simile certezza. È una tesi che i diari appena resi pubblici sembrano, agli occhi dei critici di Fauci, rafforzare: gli appunti mostrano che già nel gennaio 2020 Fauci riteneva che il mercato di Wuhan non fosse la fonte del virus ma un semplice "amplificatore" della sua diffusione — un giudizio privato che stride con le rassicurazioni pubbliche sull'origine naturale fornite negli anni successivi, e che va esattamente nella direzione di quanto Ridley e Chan sostengono da anni sul divario tra scienza discussa a porte chiuse e scienza raccontata al pubblico.

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