Giorgia Meloni, che si è fatta fuori Andrea Dalmastro e Giusi Bartolozzi ed è in procinto di allontanare anche Daniela Santanché, sembra leggerci, sembra avere letto l'editoriale di MOW, feroce, utile. Perché quanto sostenuto da MOW sarebbe una svolta da ascoltare senza fermarsi ai tre che stanno facendo notizia oggi. Iniziare a parlare delle cose che interessano ai cittadini e agli elettori del centrodestra, troppo preoccupati per quanto sta succedendo nel mondo e nelle loro tasche, come se il momento richiedesse di essere meno “riformisti” e più realisti: la percezione è che ci siano problemi più pressanti da affrontare che la riforma della Costituzione: chi è dalla Sua avversa posizione politica non vuole che la si tocchi; ai suoi elettori – nei fatti – al momento non interessa. Affrontare il problema dell’Iran, della Russia, capire come risolvere l’aumento del prezzo del carburante (una tragedia per le famiglie che riescono ad arrivare con dignità e sacrificio alla fine del mese), parlare dei salari (vi rimando all'editoriale di PISTO). E cambiare la maniera di comunicare. Come sa ci sono molti meme che la ritraggono in grigio affiancandola alla Chiara Ferragni del “è stato un problema di comunicazione”. Andiamo oltre i meme. C'è stato un problema di comunicazione, vero.
Pare, si dice, si mormora tra fonti attendibili che Arianna Meloni, agguerrita quanto la sorella premier, abbia sussurrato urlando: “Porro e Borselli non spostano un caz*o”. Che il rumor sia vero o no, che si riferisse a Nicola Porro e Hoara Borselli o ai parcheggiatori sotto casa, è una opinione. Una opinione condivisibile, nei fatti diremmo, dopo la sconfitta al referendum. Per questo, noi di MOW, vorremmo porre alla gentile attenzione di Giorgia Meloni di approfondire la faccenda che chiameremmo “la questione della bolla col buco”, una questione squisitamente mediatica, di comunicazione. Si sta apprezzando, da più parti, questo, chiamiamolo così, repulisti attuato dal premier. Bene. Si spinga fino in fondo: affronti il problema degli opinionisti da salotto che, evidentemente schierati dalla sua parte, senza più credibilità contradditoria, attirano solo spettatori schierati già dalla Sua parte (la cosiddetta bolla: gli algoritmi ce li abbiamo nel cervello) con il rischio di perderli, quegli stessi elettori, per eccesso di zelo, per esagerazione evidente di propagandiamo senza ragionamento (ha capito cosa intendo). Non commetta, come ha commesso, gli stessi errori della sinistra, errori che l’hanno portata al governo. Detto in termini chiari: basta con i retrequattristi e i retequattristi prestati alla Rai (che è per di più servizio pubblico), bravi giornalisti, per carità, ma con la “bolla col buco”, come abbiamo detto. Basta col buco, insomma. Si apra al confronto. Si può essere “governativi” anche senza essere più realisti del re, ma si può anche dare spazio a veri e propri contraddittori, che sono mancati già da ben prima della campagna referendaria (che molti, con un lapsus magnifico, hanno continuato a chiamare “campagna elettorale”). Anche Marra e Fedez non spostano un voto, per dire, manco fra i “cciofani".
I nomi sui quali puntare? Ce ne sono tanti. Filippo Facci, innanzitutto: competente, buca il video, di certo non un comunista, ma neanche un allineato a prescindere. A me piacerebbe vedere Franco Bechis sempre e comunque, con il suo taccuino che sembra Il Manuale delle Giovani Marmotte. Cerchi di dare il compito a qualcuno (questa è una opinione personale) di fare spostare il sederino al direttore di questo sito impazzito, Moreno Pisto (sì, lo so, vuole essere chiamato PISTO), che è peggio di me, notte e giorno impegnato come è a inseguire le sue idee o le volute di fumo del suo joint (sempre in accappatoio di ordinanza) ma che ha il pregio di formarsi un’idea ogni volta che sente una notizia e non ragiona “a prescindere” (credo che Marra abbia accusato MOW di “non” avere una linea editoriale, come se fosse un difetto lasciare chi scrive di pensarla come vuole o con quale piede scende dal letto la mattina, come se fosse un difetto la libertà di pensiero o il confronto-scontro dialettico). Vada a Piazzapulita, Signora Presidente del Consiglio: l’eloquio non le manca. Esca insomma dalla bolla il cui buco è sempre più grande. Osi! Perché non un programma a Marco Travaglio in Rai? La propaganda alla vecchia maniera non funziona più: i giovani, abbiamo visto, votano, e sono svegli (e contraddittori).