Non ci sta DJ Ringo a sputare veleno contro gli Oasis e ad alimentare la polemica sui prezzi dei biglietti per le attesissime date previste a Roma. La voce radiofonica più rock d’Italia difende a spada tratta la reunion dei fratelli Gallagher, liquidando le accuse di “truffa della nostalgia” come semplici frasi fatte di chi il rock ’n’ roll non l'ha mai davvero vissuto. Per Ringo, il business ha sempre fatto parte della storia della musica - dai Beatles fino ai Sex Pistols - e il sistema italiano, tra stadi riempiti a forza di biglietti omaggio e con i “giochi” messi in atto da talent show e Sanremo, non è certo nelle condizioni di fare la morale. Il vero problema, semmai, è l'assalto ai botteghini virtuali guidato dalla FOMO e da chi compra un biglietto solo per un selfie, togliendolo ai veri appassionati. Sottolineando anche la scelta della band di combattere il bagarinaggio bloccando i prezzi del second ticketing, DJ Ringo ribadisce che Liam e Noel restano tra le più grandi rock band esistenti e ne ha da dire quattro a chiunque punti il dito contro di loro.
Si è parlato della reunion degli Oasis come la “truffa della nostalgia”? Tu sei d’accordo con questa visione?
Si scrive questo degli Oasis oggi perché va di moda. Si vede che chi lo dice non ha mai vissuto il rock ’n’ roll. La grande truffa del rock ’n’ roll, appunto, è sempre esistita fin dai tempi dei Sex Pistols, che intitolarono un loro album proprio The Great Rock 'n' Roll Swindle. Oggi tutti gli artisti italiani di colpo vogliono cantare a San Siro e si sa benissimo che la maggior parte dei biglietti sono comprati dal management e poi regalati solo perché va di moda far vedere che si è cantato a San Siro. Volendo pure questa è una truffa. Lo si fa all’ordine del giorno.
Come mai allora è sorta questa grande polemica sulla loro reunion?
Perché il 50% di quelli che stanno comprando il biglietto, a cui non glien’è mai fregato un cazzo degli Oasis da anni, hanno intasato tutto. Da un lato capisco la polemica di quelli che li seguono da sempre. Anche in radio da me in molti hanno chiesto il codice, specialmente i più fan. Ti assicuro che anche molti che conosco in radio lo hanno avuto nonostante non gliene freghi niente. Gli altri, invece, che seguono gli Oasis da sempre non l’hanno ricevuto. Fa parte del gioco.
C’è della FOMO per questi concerti?
Io penso che al 50% delle persone che hanno preso il biglietto non gliene freghi niente di Liam e Noel, lo hanno preso solo per farsi un selfie e poter dire “io c’ero, io ho avuto il biglietto e tu no”. Facendo così, a questo punto, devo dare ragione ai veri fan che in rete hanno chiesto la cortesia di non intasare il sito perché altrimenti l’avrebbero presa in quel posto e un po’ effettivamente è successo.
Liam e Noel hanno dichiarato di aver voluto questa reunion per amore verso il loro pubblico. Non sembra un po’ una manovra di marketing?
A Virgin Radio per anni, ogni volta che passava un pezzo degli Oasis, dicevo sempre: “Tanto lo so che torneranno insieme”; lo sapevo dentro di me che avrebbero fatto una reunion da mega milioni di euro, era poco ma sicuro. Gli inglesi hanno sempre inventato il rock ’n’ roll a modo loro, ma anche del buon business. Ricordiamo che hanno creato a tavolino le Spice Girls. Ricordiamo che un manager degli anni ‘60 ha visto quattro ragazzini, li ha trovati bravi, gli ha fatto cambiare la pettinatura, gli ha messo due stivaletti e un vestitino e li ha chiamati Beatles. Dico un’eresia per cui probabilmente molti mi ammazzeranno: ma i Beatles negli anni ‘60 furono la prima boyband organizzata dai manager inglesi.
Però quando parliamo di band pop tutto è concesso. In questo caso si parla di una band rock, di due che hanno iniziato con la musica popolare per la working class. Forse è proprio qui il cortocircuito.
Cosa vuol dire? Se si inizia con la working class si rimane tutta la vita a suonare con la working class? No dai, ti prego. La musica, un po’ come il calcio, è in mano alle solite persone. Guarda in Italia, guarda i discografici il gioco che fanno con X Factor e gli altri programmi musicali, guarda Sanremo. Adesso ci meravigliamo se ci sono gli stessi giochi nella musica internazionale? Gli Oasis sono una grandissima rock ’n’ roll band, sono fantastici. Chiaramente loro non lavorano come organizzatori, loro sono degli artisti. Secondo me sono già grandi. Per esempio so che adesso per quanto riguarda i biglietti che avanzano che andranno nel second ticketing, loro hanno deciso di bloccare i prezzi com’erano all’inizio: i prezzi rimarranno uguali. Così mi hanno detto: se scopriranno dei siti sospetti che proveranno a venderli a prezzi gonfiati, glieli sequestreranno. Quale band o artista fa questo? La maggior parte se ne sbatte quando i biglietti vanno in second ticketing. Non capisco cosa vogliano in Italia, che sono invasati di trap e reggaeton e rompono i maroni. Che ascoltassero artisti che valgono. Liam e Noel sono fenomenali, li ho visti a Manchester; i soldi che chiedono valgono tutto lo spettacolo. Viva il rock ’n’ roll. Viva gli Oasis! Viva Manchester e forza City!
Quindi tu andrai a vederli al loro concerto a Roma?
Se mi invitano sì. Altrimenti non spendo soldi (ride).