Quando si parla di hit estive, certo non ci si può aspettare testi ricercati. L’estate è la stagione da vivere nella più totale libertà. Devi divertirti. Devi andare al mare. Devi ballare. Devi rimorchiare. È tutto un imperativo. Una prestazione. Un lavoro, quasi. Ma allora dove sta la libertà? Discorsi ideologici a parte, è assodato che se qualche anno fa avevamo Baby K, adesso Elettra Lamborghini ha ereditato la corona: quando arriva la bella stagione dalle casse di tutti i locali d’Italia, lo senti: “Elettra, Elettra Lamborghini”.
Che poi Elettra è l’unica ad aver tenuto fede al buon vecchio tag nelle canzoni, in qualche modo possiamo definirla una conservatrice. Anche perché lei non si è mai evoluta come artista. E sapete qual è il bello? Che questa non evoluzione si allinea perfettamente alla sua personalità.
Quando vedi e senti Elettra ti sorge spontaneo uno “sticaz*i”. La Lamborghini è il simbolo del fancazzismo. Tra l’altro è pure coerente: pensate se una che di cognome fa Lamborghini volesse insegnarci la vita a suon di sermoni.
Elettra, invece, sul palco e in studio porta se stessa. Per questo, quando ascolti Bam bam bambina, non ti stupisci se è la solita ciofeca. Perché sì, lo è. Non staremo qui a nasconderci dietro un dito. Noi lo sappiamo. Voi lo sapete. Elettra lo sa.
Il punto è che questo dettaglio non desta l’attenzione di nessuno e non frega a nessuno e va benissimo così. Perché se c’è una cosa che apprezziamo di Elettra Lamborghini è l’autoironia, la tendenza a non prendersi mai sul serio. Elettra Lamborghini non rilascia interviste in cui parla del suo valore artistico, raccontando che si ispira a Mina o a Mia Martini. Lei non se la racconta e che nelle sue canzoni non ha nulla da dire, lo sa. E non vuole neanche averla qualcosa da dire.
Analizzare Bam bam bambina è letteralmente impossibile: fate un brainstorming di parole che ricordano l’estate, ritmo da pop estivo, una bella manciata di parole in spagnolo a caso, motivetti orecchiabili e la musica latina è servita. E chi crede che sia una canzone fatta con l’IA si sbaglia: nemmeno lei sarebbe capace di tanto qualunquismo. Ma Elettra questo qualunquismo lo vuole e i suoi autori lavorano affinché la sua identità discografica rimanga tale.
Su questa canzone potremmo dirne di ogni, ma tanto ci ritroveremo tutti a ballarla e canticchiarla in spiaggia, contro la nostra volontà. Ragion per cui potrebbe essere consigliabile evitare le spiagge quest’anno. Ma anche no. Perché al di là di ogni possibile nefandezza musicale, ad Elettra siamo pronti a perdonare tutto. Solo una cosa non le perdoneremmo mai: se un giorno decidesse di lanciare una canzone seria. Quella sì che sarebbe la fine. Finché rimaniamo nel nichilismo discografico, va tutto bene.
La sua musica è energia immediata che non ha bisogno di essere filtrata dal pensiero, leggerezza e piacere del momento. Tant’è che le canzoni di Elettra funzionano meglio se ti sei già bevuto tre o quattro spritz non annacquati. In termini nietzscheani, Elettra Lamborghini sarebbe molto più Dioniso che Apollo.
Bam bam bambina è la perfetta sintesi dell’obbrobrio lamborghiniano e proprio per questo non c’è nulla di cui preoccuparsi. E in un mondo di precariato, Elettra Lamborghini è una certezza.