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25 agosto 2026

Ma davvero si sono fumati le ceneri di Tupac? Suge Knight racconta quello che sembra l’episodio di una serie sulla Death Row

  • di Marika Costarelli Marika Costarelli

25 agosto 2026

Questa è una storia assurda. Ma quando si parla della morte di Tupac, in effetti, possiamo dire di esserci abituati alle versioni più “leggendarie” del caso. Suge Knight torna a raccontare cosa sarebbe successo dopo la morte del rapper e la storia prende una piega surreale: 1,2 milioni di dollari per ottenere una cremazione immediata e, poco dopo, le ceneri del rapper finite dentro alcune canne fumate dagli amici. L’ex boss della Death Row sostiene di essere stato l’unico a non averle fumate, ma non per i motivi che immaginate

foto di Ansa

Ma davvero si sono fumati le ceneri di Tupac? Suge Knight racconta quello che sembra l’episodio di una serie sulla Death Row

Tupac è morto nel 1996. Suge Knight continua a riscriverne la leggenda. Come? Servono pochi elementi. Una stanza d’hotel a Las Vegas, le ceneri di Tupac Shakur, alcune canne e gli amici del rapper che le accendono. E Suge Knight che guarda senza partecipare, perché è in libertà vigilata. Per certi aspetti sembra una classica fiaccolata commemorativa. Peccato che di classico in questa vicenda c’è veramente poco. È una scena talmente assurda da sembrare scritta appositamente per diventare leggenda. È difficile trovare un modo più Death Row per gestire il lutto.
La scena sarebbe andata più o meno così: Tupac muore a Las Vegas nel settembre del 1996, sua madre Afeni vuole che venga cremato immediatamente e Suge Knight si mette alla ricerca di qualcuno disposto a farlo. Trova un uomo che lavora nel settore funerario. Problema: l'uomo dice di essere impegnato e di non poter procedere subito. Knight non è il tipo che prende bene un “ripassi la prossima settimana”. Secondo il suo racconto, si presenta a casa dell'uomo con due borse. Una contiene 200 mila dollari. L'altra un milione. Prima prova con la borsa piccola. Niente. Allora arriva la borsa grande, quella da un milione, insieme alla precedente. Totale: 1,2 milioni di dollari. A quel punto succede ciò che si poteva prevedere: miracolosamente il calendario dell'impresa funebre si sarebbe liberato. Tupac viene quindi cremato. E qui la storia prende una piega che nemmeno il reparto marketing della Death Row avrebbe probabilmente osato proporre.
Le ceneri arrivano nella stanza d'hotel di Afeni Shakur. Ci sono amici e familiari. Qualcuno, racconta Knight, decide di metterle dentro delle canne. Poi le fuma. Qualcuno letteralmente si fuma Tupac. Non è la prima volta che Knight racconta questa scena. L'aveva già fatto nel 2025, spiegando di essere stato probabilmente l'unico a non aver partecipato. Non per rispetto della salma, pare, ma per la libertà vigilata. Perchè fumare le ceneri di Tupac, secondo Knight, avrebbe potuto costituire una violazione. Quindi probabilmente da uomo libero si sarebbe unito al rituale? Che poi questo è probabilmente uno dei pochi momenti della storia in cui Suge Knight può raccontare di aver avuto paura delle conseguenze legali di una canna contenente Tupac Shakur.

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Suge Knight insieme a Tupac

Il dettaglio nuovo è che Knight avrebbe spiegato proprio questo ad Afeni: non poteva farlo, era in libertà vigilata. Gli altri invece sì. Naturalmente tutto questo va preso per quello che è: il racconto di Suge Knight. Non esiste qui una ricevuta della cremazione da 1,2 milioni di dollari, né un verbale della serata in hotel che certifichi quante canne siano state rollate e con quale percentuale di Tupac. È una versione raccontata dall'uomo che quella notte era in macchina con il rapper e che da quasi trent'anni continua ad aggiungere pezzi alla storia.
Nel frattempo, Tupac è morto da quasi trent'anni e il suo omicidio continua a produrre materiale sufficiente per una serie televisiva infinita. Duane “Keefe D” Davis è accusato dell'assassinio e Knight sostiene che non fosse l'unico coinvolto. Ma forse la parte più surreale è proprio il modo in cui Tupac continua a ricomparire. Una volta è un ologramma sul palco. Una volta è una teoria sul suo omicidio. Una volta è qualcuno che giura di averlo visto vivo. Vero che le leggende non muoiono mai, ma non pensavamo si intendesse in tal senso. E adesso Tupac, se diamo credito a Knight, è diventato pure cenere dentro una canna in una stanza d'hotel di Las Vegas. È il genere di storia che non sai se archiviare sotto “cronaca”, “leggenda urbana” o “serata particolarmente intensa”. A volte è una storia è così folle da sembrare perfetta per diventare leggenda. Come quella di una stanza d'hotel, alcune canne e un pugno di cenere. Tupac è morto nel 1996. Ma Suge Knight sembra non aver ancora finito di raccontare cosa gli è successo.

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