Se continuiamo a scrivere del Grande Fratello VIP è perché quest’anno di cose da dire ce ne sono parecchie. Nella casa non ci sono ancora le consuete love story e non c’è il solito trash di cattivo gusto; piuttosto ad animare la situazione ci sono personalità che potrebbero fare questo reality anche da soli, perché ognuno è una narrazione a sé stante. Siamo ancora all’inizio, ma già tra le diverse dinamiche presenti ce n’è una che promette benissimo ed è quella tra Alex Belli e Marina La Rosa. Tra i concorrenti più interessanti di questo GF: lui il bel narciso dai “mille talenti” con la voce impostata; lei la radical chic che si muove e parla languidamente tra un tiro di sigaretta e l’altro. Lui, l'uomo che ha trasformato la “chimica artistica” in una soap opera (in una precedente edizione del GF VIP insieme a Soleil Sorge); lei l'algida regina madre del cinismo catodico. Due personaggi della letteratura, cinematografici, che promettono trame indimenticabili. E infatti il rapporto tra Alex Belli e Marina La Rosa è la frontiera definitiva del piacere. E no, non si tratta di una love story. È qui che sta il punto nevralgico della trama: sarebbe fin troppo banale. La relazione tra Alex e Marina si svolge su un filo teso dove entrambi giocano a rimanere in equilibrio il più possibile: è un corteggiamento cerebrale che probabilmente non si rivelerà mai nella sua forma classica; è un'alchimia che rimarrà incompiuta che si muove tra nomination al vetriolo fatte senza mai alzare la voce, accuse di falsità e litigi a tavola.
I due stanno regalando al pubblico un amplesso verbale camuffato da guerra fredda. Certo, siamo consapevoli che gli autori del GF non sono dei dilettanti e sappiamo che li staranno “spronando” per portare all’estremo questa dinamica ma, in questo caso, possiamo dirlo: i due “attori” eseguono egregiamente. E allora come si fa a raccontare un masterpiece del trash-deluxe di questa portata? Semplice, scomodando tre vertici assoluti della storia della cultura pop, cinematografica e letteraria. Il loro scontro è una trilogia in tre atti.
Il primo atto ricorda la commedia sofisticata alla His Girl Friday. A un primo sguardo il loro battibecco ha il ritmo forsennato e tagliente di un film di Howard Hawks con Cary Grant e Rosalind Russell. Alex Belli cerca spasmodicamente il centro della scena con i suoi sguardi da cerbiatto in favore di telecamera, mentre Marina lo disintegra con la freddezza di una stratega navigata. Più si urlano contro (“Sei finto!”, “Sei una gatta morta!”), più è evidente che ogni insulto non è altro che un preliminare malcelato. Si odiano con la velocità e la precisione di due professionisti del passo a due: l'odio diventa forma di possesso visivo. E per capirlo è bastato osservarli nella Mistery room, durante la puntata precedente: i loro sguardi si attirano come magneti e la loro disputa dialettica è ipnotica, come fa notare l’opinionista Selvaggia Lucarelli: “Starei a guardarli per ore”.
Nel secondo atto, invece, c’è la strategia crudele de Le relazioni pericolose. Quando la tensione sale, il gioco si fa sottile, degno della Marchesa di Merteuil e del Visconte di Valmont. Qui l'eros diventa una sfida intellettuale e di potere. Marina La Rosa incarna la perfidia lucida, quell'aristocrazia del cinismo televisivo che colpisce chirurgicamente; Alex veste i panni del libertino narcisista convinto di poter ammaliare chiunque, finendo regolarmente nella tela della sua avversaria. Durante il loro scontro si pungono perché riconoscono nell'altro lo specchio deformante del proprio ego. Tant’è che Marina, durante un pranzo collettivo, gli dice con la solita calma serafica e con tono di voce misurato: “Lo sai che quando qualcuno ti dà così fastidio in realtà è perché muove in te qualcosa?”. Questo dopo che Alex ha alzato la voce, digrignato i denti con gli occhi fuori dalle orbite: il primo di quella che prospettiamo essere una lunga serie di cedimenti. Se c’è un “più debole” tra i due è proprio lui. E non basta che provi a sminuirla facendole notare che dovrebbe togliersi i “baffetti da gatta”; Marina è libera e se ne frega della sua peluria e, tanto più che è stato Alex a suggerirle una ceretta, non la farà mai, come rivela a Guendalina Tavassi durante una confidenza in giardino. Lo sapete cosa fa un narciso quando non riesce a circuire la propria preda? La svaluta. E questo più di tutti è un segnale di debolezza. Marina vuole svelare chi è Alex e ci sta riuscendo senza troppi sforzi: un ego che ha l’estensione di sei lunghe stagioni di CentoVetrine (quelle a cui Alex Belli ha preso parte) e oltre. D’altronde ciò che accade tra Alex Belli e Marina La Rosa si avvicina a ciò che sarebbe potuto accadere se Jacopo Castelli (nome del personaggio interpretato da Alex Belli in CentoVetrine) avesse incontrato Marina Kroeger nella famosa soap opera, con la differenza che la realtà Belli-La Rosa è anche molto più avvincente perché è reale. Dopo l’assoluto dominio delle dinamiche nel 2022, nel GF VIP vissuto insieme a Soleil Sorge in una liason che era un climax di passione e teatralità, quest’anno Alex cambia copione e cucina per tutti, scherza con tutti, ama tutti: è questa la sua strategia e sta anche riuscendo nel suo intento, con gli altri; perché quando il gatto non c’è i topi ballano, ma quando arriva la gatta morta cessano le danze.
Arriviamo così all’atto terzo che è l'apoteosi barocca ed erotica alla Elizabeth Taylor e Richard Burton. Quando il sipario della recita salta del tutto, si sfocia nel kolossal sentimentale. Alex vive ogni respiro come se stesse girando un dramma, sfoderando pose plastiche, occhi sgranati e la frustrazione del divo incompreso; Marina lo guarda con la sufficienza annoiata di una pantera che è pronta a sbranare la preda e sa che ne sarà tranquillamente capace. È il trionfo del cringe erotico: un corteggiamento animalesco e rumoroso, dove il pavone ferito nell'orgoglio e la dark lady sorniona si azzannano sotto i riflettori perché sanno di essere gli unici due veri predatori nella stessa gabbia. Qui non c’è quel bonario perbenismo tipico della Casa del GF, qui l'unica cosa che brucia davvero è una chimica così tossica da diventare irresistibile agli occhi dello spettatore. Altro che chimica artistica, altro che soap. Questo è l’incipit di un capolavoro della letteratura destinato ad essere tradotto nel linguaggio cinematografico; questo sarà un nuovo cult pop.