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28 settembre 2026

Altro che Marilyn, Valeria Marini è la nostra Bridget Jones al Grande Fratello. Da “stella” inarrivabile a regina dei meme

  • di Marika Costarelli Marika Costarelli

28 settembre 2026

Negli anni ’90 la prima donna del Bagaglino era una star inarrivabile. Oggi la TV l’ha trasformata in un meme, ma dietro le paillettes e la vanità ingombrante c’è una donna che ha scelto di scendere dal piedistallo e mostrare le sue fragilità. E se ora ridiamo di lei, forse è solo perché lei ha avuto il coraggio di restare

foto di Ansa

Altro che Marilyn, Valeria Marini è la nostra Bridget Jones al Grande Fratello. Da “stella” inarrivabile a regina dei meme

In un recente articolo in cui analizzavamo la figura di Marina La Rosa all’interno della casa del Grande Fratello VIP, abbiamo usato Valeria Marini come termine di paragone: “meno baci stellari, più graffi da gatta morta”: lo avevamo chiuso così. E in effetti in tv di chirurgia estetica e apparenza ne abbiamo vista parecchia: degli anni del berlusconismo, che ora proseguono in forma diversa sui social tra influencer e creator, ne abbiamo abbastanza. Ma chi scrive ama guardare le stesse cose da angolature differenti, pertanto, quando si parla della figura di Valeria Marini, si può scegliere di fermarsi ai “baci stellari” o decidere di addentrarsi, andare oltre la patina; spogliarla dei glitter e delle pailettes per vedere cosa resta.
Nel mondo dello spettacolo ci sono persone e personaggi. E poi ci sono persone che sono personaggi e questo è il caso di Valeria Marini. Per le Millennial appassionate di televisione questo nome ha rappresentato un sogno. Io ne ho già scritto: da bambina volevo essere Valeria Marini, la donna che li mette tutti al tappeto. Le forme da sex symbol, il volto da bambina, come notò Pierfrancesco Pingitore nel 1993, quando decise di sceglierla come sostituta di Pamela Prati per il ruolo di “prima donna”. Gli spettacoli del Bagaglino ieri, i reality oggi: Valeria Marini è sempre stata destinata a essere protagonista.

Nel bene e nel male, oggi quando un reality show ha bisogno di far impennare gli ascolti, convoca lei. E oggi la vediamo al Grande Fratello VIP per la quarta volta. Il web è di nuovo impazzito: meme su meme evidenziano l’aspetto più maldestro di una “prima donna” che non si è mai arresa all’avanzare del tempo. Eppure in Valeria nazionale questa mania di protagonismo diventa tollerabile, anzi, persino esilarante e a tratti tenera. All’interno della casa c’è chi la percula per la sua vanità ingombrante e c’è chi in quella vanità sa leggerci una ferita profonda (Marina La Rosa tra questi). Sì, perché Valeria è quella dei Baci Stellari, ma è anche la donna fragile e fondamentalmente sola. Lei stessa, durante una conversazione con Megan Ria lo ammette: “A volte sono infantile. Ho subito tanti inganni e spesso non credo nelle persone, mi sono indurita. Sono prigioniera della mia apparenza”. In queste sue parole c’è una consapevolezza che non ti aspetti se non sai guardare oltre le pailettes e i lustrini.

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Valeria Marini con Pamela Prati, Leo Gullotta e Pippo Franco nel 2004, durante la presentazione di "Barbecue" Ansa

Per comprendere perché oggi Valeria Marini ci sembra un personaggio fuori contesto e a tratti ridicolo, dobbiamo fare un salto indietro. D’altronde quando il successo arriva e ti travolge in giovane età, non può che essere così. Soprattutto il successo raggiunto negli anni ‘90, che non era di certo quello che oggi i ragazzi raggiungono per uno o due mesi quando escono da un talent. La concezione di “fama” a quei tempi era ben diversa e di soldi nel mondo dello spettacolo ne giravano molti di più. Non c’erano i social, quindi i VIP erano star irraggiungibili che spesso venivano da una gavetta importante, oltre al fatto che c’era molta meno concorrenza. La televisione non era ancora snobbata come lo è oggi. Una “prima donna” al Bagaglino era tranquillamente equiparabile a Lorella Cuccarini o forse persino a Raffaella Carrà. La critica era meno feroce, soprattutto da parte del pubblico che rimaneva ben distante dai discorsi sul merito.

E se tutto questo non fosse abbastanza, dopo il ruolo da protagonista ai vari show del Bagaglino, Valeria Marini spinge la sua fama oltreoceano dopo essere stata scelta come attrice protagonista nel film di Bigas Luna, Bambola, nel 1996: iconica la scena di lei seduta su una grossa mortadella, ripresa nel 2019 da M¥SS KETA nel videoclip di Pazzeska. L’anno dopo (1997) la vedremo nel ruolo di co-conduttrice del Festival di Sanremo accanto a Mike Bongiorno e Piero Chiambretti. Il 2000 doveva ancora arrivare e già Valeria Marini era un’icona. Poi le prime serate su Canale 5, ancora con Il Bagaglino: BuFFFoni, Saloon, Marameo, Miconsenta, Barbecue, Tele Faidatè, Torte in faccia… il sabato sera televisivo che ha segnato un’epoca. Poi l’era dei grandi varietà inizia a sfumare e a prendere piede in televisione sono i reality show. Valeria partecipa a Reality Circus, L’isola dei famosi (diverse volte, tra cui anche da opinionista e da concorrente nella versione spagnola del programma), Temptation Island VIP e al Grande Fratello VIP per ben quattro edizioni, tra cui quest’ultima.

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M¥SS KETA nel videoclip del singolo "Pazzeska" (2019) riprende un'immagine del film "Bambola" di Bigas Luna con protagonista Valeria Marini (1996)

Ma questo non è un articolo sulla biografia di Valeria Marini, anche perché sarebbe alquanto complicato elencare tutte le esperienze che ha fatto nel corso della sua carriera. Il punto è che con l’avvento dei reality, la carriera di Valeria subisce una sterzata tale da potersi dividere in due fasi che sembrano quasi distinte e separate. Se da una parte c’è la prima donna del sabato sera, dall’altra c’è la donna-meme onnipresente nelle pagine Instagram di satira. Per una personalità come quella di Valeria, passare “dalle stelle alle stalle” deve essere stato destabilizzante. Non perché fare un reality sia disonorevole (non abbiamo una mentalità così chiusa da crederlo), ma perché - come dicevamo - oggi chi sta in tv è percepito come un fenomeno da baraccone, a meno che non parli di cronaca nera o politica. E questo ruolo Valeria Marini, c’è da dirlo, ha scelto di accettarlo. Qualcuno direbbe “purdi” - per citare Guè e Marracash - ma la verità è che lei ha intercettato quale tipo di show oggi permette di stare, nel bene o nel male, sulla cresta dell’onda. E quando cresci sulla cresta dell’onda, è ovvio, non vuoi più scendere. Ma come si passa da star italiana inarrivabile a personaggio trash della “peggio tv”? Accettandone il compromesso.

E allora, a chi dice che Valeria Marini vuole rubare la luce alle altre, noi rispondiamo che questo è un ragionamento fuori fuoco, perché forse non si considera quanto possa esserle costato passare dall’elogio alla ridicolizzazione. Se davvero Valeria Marini si sentisse una diva, non avrebbe mai accettato di mettersi a nudo H24 in svariati reality “scomodi”. Se c’è una cosa da apprezzare in lei è la naturalezza con la quale si mostra, anche nei suoi “difetti”: struccata dentro il suo vestitino corto leopardato e la mascherina per dormire in testa. Valeria Marini ha accettato di passare da Marilyn Monroe a Bridget Jones. Oggi siamo soliti idolatrare le star che scelgono di ritirarsi a vita privata: Sophia Loren, Mina; e al tempo stesso vorremmo imporre a tutte lo stesso destino. Qui non si tratta di fare paragoni, ma di provare a chiedersi: Quanto può essere costato a Valeria Marini questo compromesso? Lo capiamo quando durante una prova di ballo al GF VIP, la settimana scorsa, viene esclusa e fa i capricci, che lei stessa in un secondo momento definirà “infantili”. Qui non si tratta di discutere delle sue capacità. Selvaggia Lucarelli dice che Valeria Marini è brava a fare Valeria Marini, di quale personaggio dello spettacolo oggi si può dire questo?

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Valeria Marini accanto a Mike Bongiorno durante il Festival di Sanremo 1997 Ansa

Spoiler: per avere successo nel mondo dello spettacolo non sempre (anzi, quasi mai) serve il talento; serve sapersi distinguere, essere unici e memorabili. Chi meglio di Valeria Marini? E allora sì, possiamo ridere delle sue canzoni autoreferenziali, del suo sgomitare per stare in prima fila perchè è bionda (“per il biondo”), del suo ancheggiare suadente e al tempo stesso un po’ maldestro e della sua non accettazione del tempo che passa. Ma ciò che non potremmo mai dire è che Valeria Marini non abbia avuto il coraggio di restare. In un mondo che esige da donne come lei un’uscita di scena composta e silenziosa, lei ha scelto di continuare a giocarsela alla luce del sole. Scomoda, vanitosa, maldestra, spesso perbenista e retorica, ma sempre se stessa. E se la tv di oggi l’ha trasformata in un meme, la verità è che Valeria quel compromesso lo ha pagato a caro prezzo, ma con la dignità di chi non si è mai tirata indietro. Valeria ha accettato di far dialogare la sua versione da “Marilyn” con quella da “Bridget Jones”, con tutti i rischi del caso. Oggi la TV tende a ridicolizzare chi resta, senza fare i conti con il fatto che chi lo fa, accetta di scendere dal piedistallo e buttarsi in mezzo al popolo rischiando di prendersi pomodori in faccia. Valeria Marini ha avuto il coraggio di prendersi questo rischio. E alla fine, se oggi ridiamo di lei, è perché è stata lei a sceglierlo. Alla fine forse è lei che sta perculando noi. Alla fine, piaccia o no, Valeria Marini è questa, baci stellari compresi.

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