Non si placano le polemiche attorno al conferimento del Premio Internazionale della Cultura a Wanna Marchi e alla figlia Stefania Nobile, ospitato nella solenne Sala della Protomoteca in Campidoglio. Un caso che ha sollevato bufera tra le opposizioni e imbarazzo nelle istituzioni capitoline, spingendo Roma Capitale ad annunciare una stretta e una revisione immediata sulle procedure di concessione degli spazi comunali. Ma al di là dei retroscena burocratici e delle scuse formali, la vicenda apre un interrogativo più profondo sul confine tra provocazione nella cultura di massa e rispetto delle sedi istituzionali. Ne abbiamo parlato con lo scrittore, giornalista, opinionista e critico d'arte italiano Fulvio Abbate, che analizza il caso. Si rifiuta di ridurre l'evento a semplice “situazionismo” o “pop art” e denuncia l'operazione come cinica e promozionale, basata unicamente sui numeri e sul clamore mediatico. Secondo lo scrittore, il cinismo dello spettacolo rischia di profanare luoghi simbolo della memoria e della storia collettiva.
Cosa pensi della scelta di ospitare in Campidoglio la premiazione di Wanna Marchi e Stefania Nobile?
Qualcuno dirà che è situazionismo premiare Wanna Marchi e Stefania Nobile. Non lo è. È una cosa incomprensibile. Vorrei capire con quali motivazioni vengono premiate. Per avere detto “i coglioni vanno inculati”? Perché questa è la summa della loro opera. Inoltre la Protomoteca è il luogo dove si è svolto, qualche settimana fa, il funerale di Emma Bonino. Anche il funerale di Franco Califano. Non si può concedere così facilmente. Concedi una sala minore o, in ogni caso, rinunci.
Potrebbe trattarsi di un tentativo di riabilitazione culturale?
Non è una riabilitazione culturale perché Wanna Marchi e Stefania Nobile non hanno bisogno della cultura, appartengono alla cultura di massa, quindi è una concessione alla pop art italiana. Solo che, mentre nella pop art americana Andy Warhol fa il ritratto di Marilyn o di Elvis, la nuova pop art italiana ritiene che il volto di Wanna Marchi valga il volto di Marilyn. È questo! È un problema di numeri. Dopodiché tu non concedi la Protomoteca del Campidoglio dove, come dicevo, si svolgono altri premi ben più degni, come ad esempio il Premio Simpatia che ho ricevuto anch'io, nel 2013, mi pare.
Quindi per te il problema principale è la cornice istituzionale del luogo, più che l'assegnazione del premio in sé?
Sì. Le possono dare qualsiasi premio, ma non in una cornice come la Protomoteca del Campidoglio. Assolutamente. Dopodiché la scelta di Wanna Marchi qualifica il premio per quello che è. Ma se danno un premio a, che ne so, uno scrittore di fama che potrebbe essere Erri De Luca, ci vanno meno persone di un eventuale premio a Wanna Marchi e Stefania Nobile, se non altro per curiosità. E immagino che quando si organizza per consegnare questo premio ci saranno delle troupe e quindi questo premio ha il marchio del premio, acquisterà attenzione mediatica. È un'operazione cinica!
Trattandosi del “Premio Internazionale della Cultura”, come si collocano personaggi come loro in un contesto simile?
Con la cultura Wanna Marchi e Stefania Nobile non hanno nulla a che spartire! Hanno più a che spartire con la cronaca giudiziaria o con la galera, insomma. Anni fa degli artisti siciliani hanno fatto, citando Andy Warhol, il ritratto di Messina Denaro. Ma era un'operazione provocatoria al di fuori di una cornice istituzionale. Io ne avevo scritto perché loro poi mi avevano contattato ed era un collettivo. Ma in questo caso non concedi quella cornice, perché con la cultura non ha nulla a che vedere. Hanno a che vedere con la cultura di massa? Sì, ma con le pagine della cronaca nera. O comunque della cronaca giudiziaria.
Quindi è stata tutta un’operazione mediatica e promozionale basata sul clamore?
C'è del cinismo nel premiare Wanna Marchi. Loro hanno fatto questo calcolo: quante persone vengono se noi premiamo - esempio - Eraldo Affinati? E quante persone vengono se invece il premio lo diamo a Wanna Marchi? Tante! E infatti ne stiamo parlando! È un premio taroccato perché ora esistono migliaia di premi di ogni tipo. Va da sé, ma in ogni caso non concedi neppure per la semplice presentazione la Protomoteca, che è uno spazio ufficiale con una sua nobiltà storica, che si affaccia su una piazza che ha un disegno di Michelangelo. A meno che tu non voglia dire che Michelangelo e Wanna Marchi siano associabili. Ma comunque non è un'operazione situazionista, è una operazione cinica, promozionale.
Considerando che l’evento è stato organizzato da un privato e il Comune ha poi chiarito di non aver patrocinato l'iniziativa, come si dovrebbe agire da qui in avanti?
Devono cancellare la disponibilità della sala! Questo va fatto! Perché altrimenti passa l'idea che il Wanna Marchi vale di più di Erri De Luca, sempre per fare un esempio. E non è possibile, questo è inammissibile, perché diventa un premio al cinismo, dello spettacolo nella sua forma più deteriore. Wanna Marchi appartiene alla cultura di massa sotto la categoria “provvedimenti giudiziari”. Se fosse vivo, secondo questo principio, dovrebbero dare anche un premio a Pacciani. Oppure il Mostro di Nerola, che era un caso di cronaca nera del dopoguerra.