Dimenticatevi le recensioni patinate da garage milionari e i toni felpati delle riviste patinate. Insomma, lasciatevi alle spalle il solito catechismo a base di supercar inaccessibili. Se c'è una cosa che il giornalismo automobilistico contemporaneo ha dimenticato, è la capacità di raccontare cosa significasse davvero un'auto per chi la strada la viveva sul serio. E oggi a raccontarvelo è proprio chi di auto magari non se ne intende troppo, ma di nostalgia invece, ne sa parecchio. E quella stessa nostalgia ce la racconta con entusiasmo e senza nessun accenno di malinconia Dizzee Rascal, leggenda assoluta del grime britannico e colonna portante della cultura pop anni 2000. A restituirci quel senso di meraviglia purissimo ci ha pensato proprio lui, pubblicando un reel su Instagram dove sembra un bambino che scopre per la prima volta il Luna Park, ma in realtà è un adulto alla vista di un’iconica Punto. Il rapper londinese si imbatte in un raduno informale e viene rapito dall'icona tutta italiana, scatenando un momento di nostalgia automobilistica di rarissima genuinità.
E così la Punto diventa l'icona di periferia: “È un'auto leggendaria della mia epoca. Nel quartiere, cazzo, sarebbe potuta benissimo essere una Ferrari”. Con questa battuta, Dizzee Rascal demolisce trent'anni di snobismo d'oltremanica verso il Lingotto. Ma il legame di Dizzee con la Punto ha radici più profonde: la Fiat, infatti, era la macchina che il rapper guidava agli inizi e ascoltando il racconto di Nick Huggett, proprio dopo un'esibizione al Wembley Arena con Wiley, Dizzee salì sulla sua Punto prima di andarsene. DJ Slimzee, ovvero colui che lo passava a prendere per andare in studio, ne aveva una modificata con una dump valve. La Punto è parte dell’iconografia del grime ed ispirò una delle prime etichette della scena grime. Per la scena underground di Londra nei primi anni 2000, la Punto (e la sua declinazione Coupé, citata nel botta e risposta tra i ricordi sui modelli di fine anni '90) non era semplicemente un'utilitaria: era uno status symbol di strada, il mezzo su cui muovere i primi passi. Insomma, nulla di più urban. Nessun’altra quattro ruote può sintetizzare meglio lo spirito hip hop. Forse solo il mitico Pandino può rappresentare quell’immaginario almeno tanto quanto.
Il video di Rascal suscita anche un certo effetto amarcord, perché è lo stesso rapper che ricorda quando DJ Slimzee passava a prenderlo la domenica per andare negli studi di Rinse FM per il Perry and Go Show, o di quando persino una star come Wiley ne guidava una truccata. Piccoli aneddoti che trasformano una lamiera color “blu sprint” in una macchina del tempo. E nelle parole del rapper si evince anche un grande rispetto per il cult, infatti di fronte a un esemplare tenuto in condizioni impeccabili e dotato di un impianto audio “come si deve”.
Rascal sintetizza il tutto con una frase che funge da manifesto: “Have respected the Punto. Respect the Punto, bitches”. Tra l’altro, che l’automobile sia un cult lo possiamo constatare anche andando a spulciare nei testi trap contemporanei; nel singolo di Papa V e Nerissima Serpe Tessera Sanitaria, prodotto da un colossale Night Skinny, Nerissima Serpe chiude una strofa citando l’auto: “A comprare il nuovo Rolex io ci vado con la FIAT (Punto)”. E qui la citazione della macchina non è collocata a caso tra una barra e l’altra, chiude un verso poco prima dell’attacco del ritornello. E Night Skinny sceglie di pitcharla in basso per renderla ancora più definitiva. La musica la racconta così: una parola, una posizione all’interno di un brano e un suono distorto che gli conferisce potenza. Perché questa è la Punto, così come ogni oggetto che è diventato storia. E poco importa se i trapper nei loro testi parlano spesso di supercar sportive: alla fine ciò che rimane lo fa perché riesce a superare generazioni e tendenze annesse.
E poi, per addentrarci sul tecnico, c’è un altro aspetto che rende la Punto ancora più interessante, perchè dietro quell’aria da semplice utilitaria c’era una macchina tutt’altro che banale. La seconda generazione, arrivata nel 1999, era il progetto 188 e portava con sé il servosterzo elettrico Dualdrive, con tanto di modalità City, oltre ai piccoli 1.2 Fire da 60 e 80 CV, al diesel 1.9 JTD e, per chi voleva qualcosa di più cattivo, alla HGT 1.8 16V da 131 CV, capace di superare i 200 km/h. Insomma, la Punto poteva essere la macchina con cui andavi a fare la spesa o con cui ti muovevi per il quartiere ma, nella versione giusta, anche una piccola peste da 3,8 metri. Parliamo di una macchina popolare che, senza bisogno di atteggiarsi, riusciva comunque a dare a chi la guidava la sensazione di avere tra le mani qualcosa di speciale.
Il frammento video di Rascal, poi, offre molto di più di un semplice siparietto. Più di un semplice dibattito sugli anni di produzione (tra il 1999 e il 2001) e ricordi di corse a tutta velocità: è la dimostrazione che l’amore per i motori nasce dall’accessibilità, una caratteristica che racconta più di ogni cosa la cultura urbana. E una semplice auto come la Punto ha proprio quella capacità di rappresentare un momento storico indimenticabile, dal ricordo personale a quello collettivo. Un’energia grezza e spoglia di ogni superflua lezione automobilistica. E ora andiamo in garage a tirarla fuori per pompare un po' di malsano grime britannico, rigorosamente da impianto modificato.