Da un lato una metamorfosi, dall’altro un viaggio al termine di un legame. In entrambe le letture: una donna da cercare, una libertà da accogliere. Con la vincitrice del Premio Nobel per la Letteratura 2024, Han Kang e il suo stracitato La vegetariana (Adelphi) siamo in Corea del Sud, con il romanzo vincitore del Premio Strega 2025, L’anniversario (Feltrinelli) di Andrea Bajani, in una provincia italiana, eppure, anche se le terre sono distanti, qualcosa, sotto le fa tremare allo stesso modo. Che vi troviate su un lettino al sole o spaparanzati su un’amaca all’aperto è sempre tempo per svegliare il cervello con due titoli adorati, incalzanti e strazianti come questi. Libri che almeno una volta vi sarete trovati a leggere, consigliare, appuntare sulle note di un telefono.
In mezzo a L’anniversario e a La vegetariana c’è il potere. Per mano di tanti o di pochissimi su una donna sola. In Bajani un figlio lascia la sua famiglia, in Han Kang la protagonista si trasforma. Due lingue diverse per gridare, tra le righe, qualcosa come: “Non accetto più il ruolo che mi avete assegnato e ora ve lo faccio vedere”.
La vegetariana comincia così: Yeong-hye fa incubi terribili. Le appare in sogno il sangue, la foresta scura. Poco dopo smetterà di assumere la carne. Il suo comportamento diventa giorno dopo giorno più radicale, rifiuta tutto. Si “trasforma” lentamente in una pianta, allontanando da sé ogni cosa: il cibo, il sesso, la vita come l’abbiamo sempre pensata. La protagonista non è più l’umana che era. Tra i capitoli resta la traccia di una ferita, di un corpo martoriato, guardato, stremato dal potere esercitato dagli altri. Dal suo compagno, dalla sua famiglia che la guardano modificarsi, cercando di correggerla in un caso o addirittura di domarla in un altro.
“Comincia a sembrarmi tutto insolito, quasi mi fossi accostata al rovescio di qualcosa. Chiusa dietro una porta senza maniglia. Forse solo ora mi ritrovo faccia a faccia con qualcosa che è sempre stato qui. È buio. Tutto si spegne nell'oscurità più nera”. (H. Kang, La vegetariana, Adelphi, 2016, p. 36). Una trasformazione a tutti gli effetti, quella compiuta da Yeong-hye, che con quella scelta apparsa in sogno avrebbe voluto, presumibilmente, opporsi all’ordine stabilito dalle persone. Eppure, il suo corpo non è altro che un pezzo di carne per gli altri. Una decisione concepita nelle chiavi di un incubo nella notte, un libro trascendentale, quello della scrittrice di L'ora di greco e il più recente La scatola delle lacrime che guida, chi lo legge, verso il senso più profondo della comprensione di sé e del mondo. Noi chi siamo, ma soprattutto chi ci lasciano essere.
Nel romanzo – non autobiografico - di Andrea Bajani c’è la fine di una corrispondenza tra un figlio e la sua famiglia. Una madre da 'trovare', le sue tracce sparse negli anni, nei ricordi dell’infanzia, nella violenza di un padre, nella spiaggia di un litorale romano dove si sentiva ripetere il suo nome. Chi è questa donna, anzi, chi le permettevano di essere. L’anniversario di Bajani è la storia di un figlio che riprende a tessere quei fili che aveva staccato, perduto, lasciato aggrovigliati in uno scaffale tempo prima. Una narrazione cruda, severa, di un ragazzo ora adulto, di una società patriarcale, ma soprattutto il tentativo di salvarsi 'da soli' scarcerandosi per non sentire più e così tornare a 'essere'. “Che timidezza e timore siano modi di essere imparentati è un’evidenza dell’etimologia. Sono entrambi figli della paura, che in me e in mia madre assunse forme differenti, attivate in tutti e due i casi dalla figura di mio padre.” (Da A. Bajani, L’anniversario, Feltrinelli Editore, 2025, p.78)