Tu cosa fai questa sera è il titolo del nuovo singolo di Noemi, insieme a Vito Salamanca. Un altro brano destinato a rimanere tiepido, purtroppo, almeno in termini di vendite. Eppure, nel panorama pop italiano attuale, Noemi è una delle voci più riconoscibili grazie al suo timbro profondo e a un'identità vocale immediata. La sua presenza nella scena musicale italiana si è consolidata negli anni, anche grazie a Sanremo e a un'evoluzione artistica notevole.
Eppure, rispetto a colleghe come Elodie e Annalisa, la sua traiettoria commerciale appare meno lineare sul piano delle classifiche e della continuità dei singoli. Non che sia necessario fare paragoni - soprattutto tra artiste donne - ma, in questo caso, confrontare i percorsi aiuta a capire meglio cosa non funziona ancora in un talento come quello di Noemi.
In particolare, il suo percorso può essere accostato a quello di Annalisa anche per una questione anagrafica. Entrambe arrivano da un talent e, almeno inizialmente, faticano a ottenere un successo davvero esplosivo. Per molti anni Annalisa rimane in quella fascia di pop italiano che piace, funziona, ma non scalda abbastanza da trasformare un'artista in un'icona pop del genere. Poi, a un certo punto, il suo percorso subisce una netta sterzata: un nuovo team di lavoro, un cambio di look e un'attitudine che si affina progressivamente. Ma soprattutto, più che sul piano visivo, la cantante inizia a pubblicare dischi che presentano un concept preciso e delineano una coerenza artistica capace di renderla immediatamente riconoscibile. Non è più soltanto la bella Annalisa dalle belle canzoni, ma una vera e propria icona pop dei nostri tempi. Piaccia o no.
E Noemi? Stesso punto di partenza e una serie di tentativi che sono andati bene, ma non benissimo. Di lei ricordiamo grandi canzoni come Sono solo parole, per citarne una. Se spulciamo la sua discografia troviamo numerosi brani di successo, ma è come se il puzzle non si componesse mai del tutto. E nonostante gli anni di carriera, Noemi non è ancora riuscita a imporsi nel panorama musicale italiano come probabilmente meriterebbe.
Non è un problema di talento e nemmeno di qualità. Piuttosto, è un problema di comunicazione. Perché Noemi funziona, ma continua a non essere percepita come un brand pop immediatamente riconoscibile nel tempo.
Nel pop contemporaneo la classifica non premia soltanto la canzone o il talento vocale, ma anche la riconoscibilità del progetto artistico. Prendiamo Elodie: ha costruito una narrazione molto chiara, fatta di evoluzione estetica e controllo dell'immagine, scegliendo una direzione sonora che negli ultimi anni è diventata coerente tra club culture, urban pop e immaginario fashion. Ancora più evidente è il caso di Annalisa, che ha lavorato su una trasformazione graduale ma estremamente leggibile: da un pop tradizionale a un'identità elettronica e autoriale riconoscibile a ogni uscita, con sfumature anni Ottanta che richiamano Rettore senza mai scadere nell'emulazione.
Anche Emma - forse lei più di tutte - è sempre stata in grado di stare al passo con i tempi. La sua personalità è talmente definita che, a differenza di Elodie e Annalisa, non ha nemmeno bisogno di un genere o di un mood musicale a cui essere associata. La sua verve passionale riesce a vestire ogni brano o album e a marchiarlo con una firma riconoscibile, senza la necessità di seguire una direzione precisa; si adegua ai tempi imponendo la propria personalità.
In tutti questi casi, il pubblico sa cosa aspettarsi, anche quando le canzoni cambiano. Su Noemi, invece, la percezione è più frammentata. Pubblica singoli spesso validi e interpretati con grande solidità, ma si percepisce meno un filo conduttore estetico e narrativo tra un'uscita e l'altra. Ciò che sembra mancare è una costruzione narrativa. E attenzione: il termine “costruzione” potrebbe apparire macchinoso o eccessivamente strategico - e in parte lo è - ma oggi è fondamentale se si vuole emergere in un contesto musicale così ampio e competitivo.
Un elemento chiave riguarda proprio la costruzione dei singoli. Nel caso di Noemi, molte uscite sembrano progettate come episodi autonomi: ci sono ballate, anche molto radiofoniche, e featuring molto diversi tra loro. Questo non è necessariamente un difetto artistico, anzi, può essere un segno di versatilità, ma nel mercato attuale rende più difficile la formazione di un'identità seriale.
Il pop contemporaneo funziona anche attraverso una sorta di riconoscibilità algoritmica. L'ascoltatore deve poter associare immediatamente un suono, o un mood, o un'estetica a un nome. Se ogni brano riparte quasi da zero, il rischio è che il progetto venga percepito come una somma di ottime interpretazioni più che come un universo coerente. Viene spontaneo chiedersi in quale direzione Noemi abbia scelto di andare.
Un altro punto centrale è la distinzione tra cantante e personaggio pop. Noemi è soprattutto una grande interprete. La sua forza risiede nella voce, nella capacità di mostrarne le diverse sfaccettature emotive e in una credibilità esecutiva fuori discussione.
Molte altre artiste italiane hanno integrato la dimensione vocale con una costruzione più esplicita del personaggio pop. C'è una ricerca che passa dallo styling allo storytelling visivo, ma soprattutto una continuità estetica e musicale. In Noemi, invece, è come se mancasse una visione complessiva.
Nel mercato attuale questa componente non è accessoria, ma parte integrante della canzone stessa. Nel suo caso si potrebbe parlare più correttamente di un potenziale non ancora completamente racchiuso in un concept unitario. La sua carriera dimostra una solidità artistica rara e una credibilità vocale che molte artiste contemporanee si sognano. Ma nel pop di oggi, così denso di proposte, la qualità non basta a garantire un impatto costante sulle classifiche.
Non sappiamo se quella di Noemi sia una scelta consapevole, ma se il suo peso nella musica italiana non è ancora quello che meriterebbe, non è certo per mancanza di talento. Semmai, questo mancato riconoscimento conferma ancora una volta quanto sia importante un progetto artistico curato nei minimi dettagli, capace di trasformare una grande cantante in un immaginario riconoscibile e duraturo.