Il nuovo album di Sayf è alle porte. Venerdì 8 maggio sta arrivando e per Santissimo l’hype è alle stelle. Dopo il secondo posto al Festival di Sanremo con Tu mi piaci tanto e l’uscita del singolo Buona domenica, il rapper non ha accennato a fermarsi. La campagna promozionale, soprattutto, risulta molto ben curata. Ma è davvero originale? Fino a un certo punto.
Quando Sayf è apparso in un suo reel vestito da Fabrizio Corona in Falsissimo per annunciare il disco, con tanto di ancheggiamento tattico, il risultato è stato efficace. Tutti ci siamo chiesti: ma perché nessuno ci ha pensato prima? Cavalcare l’onda del fenomeno Falsissimo era la strategia più funzionale che potesse seguire un rapper per il lancio dell'album. E Sayf l’ha fatto mostrando di essere sul pezzo, risultando originale.
Poi è arrivato l’annuncio dei featuring, presentati in un post Instagram in versione football players. Lo stadio sullo sfondo, maglia nera con la scritta "Santissimo" indossata da: Geolier, Tedua, Kid Yugi, Bresh, Nerissima Serpe, Artie 5 e Gué. E lì abbiamo iniziato a sbadigliare. Perché tra i featuring non c’era nessuna sorpresa: ormai tutti gli album rap in Italia si fanno “tra di loro”. E pure Sayf ha deciso di alimentare “il circoletto” (a proposito di Corona). È qui che lo spirito “critico” che l’artista aveva mostrato a Sanremo ha iniziato a scricchiolare. Perché voler essere un outsider richiede coerenza tra parole e fatti e, soprattutto richiede una presa di posizione contro un sistema, quello stesso sistema in cui ci pare che il rapper stia perfettamente a suo agio, invece. E con collaborazioni di questo genere di osare proprio non se ne parla.
Ancora, il Red Bull 60 seconds, con uno dei marchi più cool presenti sul mercato, dove il rapper cambia tre generi musicali. L’ultima versione di Perché piango, pubblicata sui social due settimane fa e il singolo Il mondo è nostro, presentato al Concertone del Primo Maggio. E per ultimo S3x on la Santa che uscirà stanotte all’una. Insomma: il disco deve ancora uscire e noi l’abbiamo già ascoltato quasi tutto.
Per il lancio di S3x on la Santa, Sayf ha scelto un video promozionale che ricorda qualcosa di già visto: Salmo lo aveva fatto meglio dieci anni fa con Mr Thunder.
Un discografico ca*acaz*o che tenta di cambiare l’immagine e i testi dell’artista al fine di vendere facile. Peccato che quando nel 2016 lo faceva Salmo, magari sì, dietro c’era comunque una strategia di marketing, ma era chiaramente parte dell’immaginario del rapper sardo, parte del suo estro e della sua genialità e, soprattutto non era un gesto casuale, ma una denuncia al mondo discografico che cerca di spersonalizzare l’artista.
È vero, Sayf ha denunciato le lacune del Bel Paese con i suoi incastri efficaci sul palco dell’Ariston e con il singolo che uscirà stanotte, sembra promettere di fare lo stesso, ma stavolta con il mondo della discografia. Ma, nel frattempo, in quell’industria costruita a tavolino tanto sfottuta nel promo, oggi lui ci è immerso fino al collo. Basta guardare il suo profilo: ogni post è un boost di hype studiato minuziosamente.
Di Santissimo è già fuori così tanto che le sorprese pare che saranno veramente poche. È un disco così tanto pompato che le aspettative rischiano di essere troppo alte, ma magari ci ricrederemo dopo l'ascolto completo. E che ora al quadro si aggiunga una critica all’industria discografica che tanto lo sta pompando, suona un po’ contraddittorio.
Una promo ben pianificata, dei featuring comodissimi. Se l’intento era quello di ispirarsi a Salmo, nei fatti i due rapper si dimostrano agli antipodi rispetto alla visione.
Sayf vuole essere rivoluzionario, ma come fa ad essere credibile se la sua musica - per quanto possa essere di qualità - è immersa nel marketing così iper calcolato?