Pierpaolo Capovilla torna a far parlare di sé con un nuovo affondo contro il mondo della musica italiana, confermando una posizione critica che negli anni non si è mai ammorbidita. Già in passato aveva liquidato senza mezzi termini una buona fetta della produzione mainstream, sostenendo di non avere alcun interesse per ciò che ruota attorno a Festival di Sanremo e ai circuiti più commerciali dello spettacolo nazionale. Per lui il tempo è troppo prezioso per essere dedicato a quella che considera musica di scarsa qualità.
Capovilla è un cantautore, poeta e performer italiano, noto per essere il frontman del gruppo Il Teatro degli Orrori e per aver guidato in precedenza i One Dimensional Man. La sua cifra stilistica unisce il rock al spoken word e non manca l’impegno politico. I suoi testi sono spesso duri e fortemente critici verso la società contemporanea. Nel corso della sua carriera si è distinto per un approccio diretto e polemico, lontano dalle logiche commerciali.
Non è la prima volta che il frontman si espone con dichiarazioni taglienti: aveva già bollato X Factor come un prodotto totalmente artefatto, criticato duramente i Måneskin definendoli simbolo di un conformismo vuoto e attaccato Laura Pausini per la sua scelta di non cantare Bella ciao, giudicandola un pessimo esempio della musica italiana all’estero.
L’ultimo episodio nasce da un post pubblicato su Facebook, dove Capovilla ha reagito a una dichiarazione di BigMama relativa al Concertone del Primo Maggio. La cantante, durante la presentazione dell’evento insieme a Pierpaolo Spollon e Arisa, aveva parlato dell’importanza di comunicare messaggi anche complessi con toni gentili e accessibili, sottolineando come un approccio “dolce” possa risultare più efficace nel coinvolgere e far riflettere il pubblico. Capovilla ha così reagito: “Le coccole… ma quanto è stupido questo ragionamento? Quanto è stupida la canzone popolare oggigiorno? E perché dovremmo prestar loro attenzione? Si vergognino, i sindacati, di invitare questi analfabeti funzionali al Concertone… Non siete ridicoli, siete intollerabili, miserabili servi dei discografici… C’è un intero Paese che ne ha abbastanza di voi, e di tutta la spazzatura musicale che ci viene propinata oggigiorno… Ma andatevene tutti in discarica”.
Le parole di BigMama non sono affatto piaciute a Capovilla. Il musicista ha attaccato frontalmente questa visione, giudicandola superficiale e sintomo di un impoverimento generale della canzone popolare contemporanea, di certo non all’altezza del significato culturale e sociale del Concertone.
Il tono del suo intervento è stato particolarmente duro: Capovilla ha parlato di un sistema musicale dominato da logiche discografiche che producono contenuti mediocri, arrivando a definire intollerabile l’attuale panorama e sostenendo che una parte del pubblico sia ormai stanca di ciò che viene proposto.
Ancora una volta, dunque, Capovilla si colloca in aperto contrasto con il mainstream italiano, ribadendo una visione radicale e senza compromessi della musica e del suo ruolo culturale.