Sono un grande: Tiziano Ferro lo dice a se stesso. E non è una questione di ego, se avete ascoltato la sua ultima fatica discografica, vi sarete accorti che è proprio così. Ma nella tracklist del disco uscito ad ottobre, Tiziano Ferro si è accorto che non c’era spazio per altri sette brani. Forse perché questi fantastici sette hanno una potenza tale da meritarsi un disco proprio. Sono un grande - Deluxe uscirà, infatti, questo venerdì 22 maggio su tutti i digital store e il 29 maggio in versione fisica.
Noi di MOW abbiamo fatto il preascolto del disco e siamo pronti a giurarvelo: questa è una vera deluxe. Perché poter ascoltare brani storici di Tiziano Ferro riscritti o reinterpretati in chiave contemporanea è il vero lusso, l’esperienza musicale che ci meritavamo. Tutte le collaborazioni sono nate da un rapporto umano con gli altri artisti: niente social, solo incontri veri in studio. Che poi, quando ascolti l’album, quella verità la senti dritta nella pancia. Perché solo dall’incontro può nascere verità.
Il singolo Superstar insieme a Giorgia aveva già anticipato l’album. Noi ne avevamo scritto di cuore. Perché come li vuoi recensire Giorgia e Tiziano Ferro insieme? Un sodalizio che parte già vincente e si conferma efficace sotto ogni aspetto all’ascolto. Un’amicizia celebrata con la maestria artistica di due icone della musica italiana.
Il disco prosegue malinconico ma ritmato quanto basta. Con un feat che fa storcere il naso ai più conservatori: Shiva. Il trapper pluripremiato dalla discografia e anche molto discusso a causa dei suoi testi e delle vicende giudiziarie che lo hanno coinvolto. Quando vedi il feat ti chiedi: “Ma cosa c’entra?”. Eppure, pregiudizi a parte, Felici a metà è un punto d’incontro perfetto per l’R&B di Tiziano Ferro e il rap di Shiva. Le scritture sono chiaramente diverse, ma non così distanti. Le penne dei due artisti si sposano bene e condividono una malinconia rara. Il sound regala un vero e proprio storytelling, impreziosito dalle liriche degli artisti. Shiva riesce a dare al brano quella freschezza in più e l’album parte già con questo effetto sorpresa.
“Non impari mai dai tuoi errori e sei felice solo a metà. Nella tua buona condotta, sei felice solo a metà”. Questo il fulcro del brano, che narra di una felicità mai veramente raggiunta, forse per una resistenza dettata dalla paura di raggiungerla davvero.
Proseguiamo con la seconda traccia: XXdono featuring Lazza. La canzone è uscita venerdì scorso e anche qui Tiziano Ferro ha saputo dimostrare che un capolavoro intoccabile, in realtà, può essere toccato eccome. Xdono formalmente è una canzone del 2001, ma la verità è che sembrerebbe una canzone scritta oggi pure nel 3000 e oltre. Come fai a migliorare Xdono? E, infatti, Lazza non la migliora: la amplia, riesce a dargli quel tocco ancora più contemporaneo che non guasta affatto. Pure Tiziano Ferro si mette in gioco con l’autotune, tanto che XXdono sembra quasi un pezzo trap, ma di quelli fatti bene. E quando vuoi fare un pezzo trap fatto bene, chi vuoi chiamare se non Lazza? Che, tra l’altro, cita pure “Hai delle isole negli occhi” nella sua strofa. Il bridge inedito di Tiziano Ferro regala quel plus al brano che crea quasi una sana competizione di liriche tra lui e il rapper: ascoltarla è uno spasso.
Ma alla terza traccia arriva il bello. La punta di diamante. La collaborazione dell’anno: quella con Ditonellapiaga. Tiziano Ferro ha l’orecchio fino, non poteva non contemplare un tale talento nella sua deluxe. Xverso è follia. Il brano è datato 2003, ma non ha mai smesso di essere caldo. E con la voce sensuale di Margherita Carducci, ci buttiamo dritti nel soft prn di classe. Impossibile non muoversi quando parte il beat. Il brano è un totale restyling della versione originale. Ci ricorda un tentativo ancora più riuscito di Killer, il feat che Tiziano Ferro aveva fatto con Baby K nel 2013. Ma la verità è che Xverso insieme a Ditonellapiaga non assomiglia davvero a niente. Solo il ritornello rimane uguale all’originale. Le strofe sono riscritte. E se pensate che il brano sia già parecchio godurioso, raggiungerete l’apice del piacere quando Tiziano Ferro ci piazzerà un bel: “E vaffanc*lo ai fasci”. Dopo l’ascolto stiamo ancora godendo. Questa canzone scatena la dopamina.
Occhio che qui arriva la lacrima. Sì, Tiziano Ferro è l’R&B italiano che ci fa muovere a ogni nota. Ma è anche tristezza, quella buona. Quella necessaria che serve a ricaricarsi. Quella Tiziano Ferro la conosce bene e ancora meglio sa raccontarla. Ti sognai è un feat con Ariete, altra giovane cantautrice dalla penna puntuale. Dire che è un brano dedicato a una madre che non c’è più sarebbe già abbastanza per farci stringere il petto. E, in effetti, sì. Se volevate piangere, qua si piange. “Ti ho sognato ma non riesco ad abbracciarti più”. Parole semplici, concetti ricercati e profondi e quel “mi manchi mamma” di Tiziano Ferro che penetra la carne. La collaborazione svela il lato paterno dell’artista nel suo rapporto con la giovane Ariete, ma anche il suo essere figlio viene totalmente messo in luce in Ti sognai. Un brano che richiede una pausa dopo averlo ascoltato.
Tiziano Ferro non smette di addentrarsi nelle proprie ferite e scava ancora con A Napoli, il pezzo più doloroso del disco. Il sound potrebbe ingannare perché ben ritmato, ma il testo e soprattutto la voce di Tiziano Ferro suggeriscono immediatamente un mood cupo, introspettivo e a tratti graffiante nella sua disperazione. Sul finale quella voce è quasi spezzata, come l’artista fosse realmente sul punto di piangere. Le emozioni di Tiziano Ferro oltrepassano ogni possibile barriera tra lui e l’ascoltatore: A Napoli è un’operazione chirurgica a carne viva.
Sono un grande - Deluxe si conclude con Unico, un brano dedicato al figlio di Tiziano Ferro che gli somiglia. E dopo aver ballato e pianto, questo brano chiude il disco con gioia e sintetizza il senso dell’intero progetto: un vortice di emozioni attraversa l’artista, lui si lascia attraversare e proprio per questo alla fine riesce ad elaborare il tutto: è lì che ce la fai. E lì nasce la gioia che esplode in Unico. Quale migliore simbolo di un figlio per descrivere l’augurio di un futuro brillante? L’amore paterno si estende in un concetto di gioia ancora più ampio, quasi universale. Unico è l’abbraccio di Tiziano Ferro che si congeda come un vecchio amico su cui sai di poter contare sempre.
E in questo disco, possiamo dirlo, c’è amore. In tutta la sua intensità e con tutte le sfaccettature possibili. Ma, soprattutto, la versione deluxe di Sono un grande dimostra che Tiziano è il Ferro che non si piega alla musica di mercato. Tiziano Ferro è l’antidoto.