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8 aprile 2026

Tomaso Montanari sbugiarda il suo stesso libro sul fascismo di Giorgia Meloni citando a pagina 1 lo storico Emilio Gentile, ma lo ha letto? “Gli antifascisti rischiano di rendersi ridicoli. I paragoni non valgono nulla”

  • di Riccardo Canaletti Riccardo Canaletti

8 aprile 2026

Più che “La continuità del male”, la continuità delle fake news. A giro tutti si misurano con il pericolo di un ritorno al fascismo, altrimenti che intellettuale di sinistra sei? Peccato che stavolta a provarci sia Tomaso Montanari, storico dell’arte e rettore dell’Università per stranieri di Siena, che esce con un pamphlet pubblicato da Feltrinelli e cita a pagina 1 (come riporta anche sui suoi social) il “maggior storico attuale del fascismo”, Emilio Gentile, che tuttavia ha passato la vita a smontare le bufale di chi crede che l’Italia corra il pericolo di di tornare al fascismo. Lo cita, ma lo ha letto?
Tomaso Montanari sbugiarda il suo stesso libro sul fascismo di Giorgia Meloni citando a pagina 1 lo storico Emilio Gentile, ma lo ha letto? “Gli antifascisti rischiano di rendersi ridicoli. I paragoni non valgono nulla”

Ce ne vuole per sbugiardarsi da soli a pagina 1 del nuovo libro e farlo non solo nel libro ma pure sui social, dove si lancia il nuovo saggio (l’ennesimo basato sulla retorica spicciola) sul pericolo fascista che stiamo vivendo per colpa di Giorgia Meloni e del governo attuale. Tomaso Montanari ce l’ha fatta alla grande e senza sforzi, ammettendo ciò che chiunque abbia studiato un po’ la storia del fascismo già sa da tempo, e cioè che, confrontandosi seriamente con gli esperti, le tesi sulla presunta ondata nera che ci sta investendo è infondata e senza senso. Basta riprendere l’incipit, condiviso appunto dal rettore dell’Università per stranieri di Siena sui suoi social per annunciare l’uscite de La continuità del male (Feltrinelli, 2026): 

“George Orwell ha scritto che «per vedere quello che abbiamo sotto il naso, occorre un grande sforzo». Ciò che abbiamo sotto il naso è un serissimo pericolo, perché l’Italia si trova nelle mani di una destra – quella guidata da Giorgia Meloni, presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica – che è ancora fascista. La sua cultura, la sua mitologia, la sua ideologia, il suo progetto di società e di mondo, perfino il suo vocabolario, sono ancora quelli del fascismo storico… Il punto di vista di questo libro non è quello del ‘fascismo eterno’… Né di immaginare una sorta di grottesco remake del regime fascista del Ventennio, con le Camicie nere di nuovo al passo dell’oca sui Fori Imperiali. Il punto è chiedersi se chi governa oggi l’Italia corrisponda o no alla lucida risposta che il maggior storico attuale del fascismo, Emilio Gentile, dà alla domanda «chi è fascista oggi?»: ‘È fascista chi si considera erede del fascismo storico, pensa e agisce secondo le idee del fascismo storico, milita in organizzazioni che si richiamano al fascismo storico, aspira a realizzare una concezione fascista della nazione e dello Stato, non necessariamente identico allo Stato mussoliniano. Inoltre è fascista chiunque ostenta idee, linguaggi, simboli, gesti che erano tipici del fascismo storico’”. Peccato che la risposta l’abbia data lo storico stesso ed è un fragoroso no. 

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Bellissimo. Montanari cita all’inizio del suo libro sul ritorno del fascismo il “maggior storico attuale del fascismo” , parole sue, che è poi lo stesso che per decenni si è impegnato a smontare tutte le bufale su un presunto ritorno al fascismo. Ha scritto decine di libri sul tema (e sul fascismo in generale), da Storia del fascismo (2022) a Le origini dell’ideologia fascista 1918-1925 (nuova edizione, 2011, ma un classico), passando per pubblicazioni più mirate e abbordabili, come Chi è fascista (2019) e Il fascismo in tre capitoli (2009). Gentile è anche l’allievo di Renzo De Felice, il più odiato tra gli storici del fascismo a sinistra, colpevole di aver tarpato le ali agli istinti fluidi dei Tati intellettuali che vorrebbero scovare il fascismo a ogni angolo della modernità (lo stesso che in un’intervista pubblicata in volume da Laterza nel 1975, non a caso, disse: “Il fascismo ha fatto infiniti danni, ma uno dei danni più grossi che ha fatto è stato quello di lasciare in eredità una mentalità fascista ai non fascisti, agli antifascisti”). 

Emilio Gentile
Lo storico Emilio Gentile

Onde evitare che i lettori di Montanari si sentano in dovere di leggere dei libri seri sul tema, ci limiteremo a citare qualche passaggio delle interviste più recenti dello storico. “Fratelli d’Italia non ha niente a che fare col totalitarismo di cui mi occupo nel mio libro. Sono cose totalmente diverse. L’epoca del totalitarismo appartiene a un periodo in cui esisteva un modo di concepire la politica, che non semplicemente quello di governare un Paese democratico cercando di realizzare quello che è l’articolo 3 della Costituzione”. Esiste ancora diffusa l’ignoranza su cos’è il totalitarismo. L’antifascismo rischia il ridicolo se non tiene conto del fatto che ha vinto definitivamente nel 1945, si è incarnato nelle istituzioni della Repubblica democratica che durano da 77 anni, cioè 54 anni in più del fascismo”. (Omnibus, 8 giugno 2023). “Il fascismo storico appartiene unicamente alla storia. Altrimenti dovremmo dire che oggi, in Italia, abbiamo al governo chi sostiene lo Stato totalitario, il partito unico, il corporativismo, i sindacati di Stato, l’irreggimentazione delle masse, la creazione d’una nuova razza italiana guerriera, e una politica estera imperialista. Perché questo è stato storicamente il fascismo.” (Le Grand Continent, 23 aprile 2023). “Alleanza Nazionale [precursore di Fratelli d'Italia] lo aveva già fatto [rinunciare al fascismo, ndr] al Congresso di Fiuggi più di 20 anni fa. E questi discendenti del partito neofascista sono già stati nei governi Berlusconi. Non è una novità. La novità è che una giovane donna di 45 anni che proviene da quell'ala politica è oggi presidente del Consiglio con il voto di sette milioni di italiani, l'approvazione della maggioranza del Parlamento e la benedizione del Presidente della Repubblica. E, inoltre, ha giurato fedeltà alla Costituzione antifascista. Questi sono i fatti. I paragoni non valgono nulla.” (El Pais, 28 ottobre 2022). Contra factum non valet argomentum.

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