image/svg+xml
  • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
    • San Carlo
  • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • Girls
    • Orologi
    • Turismo
    • Social
    • Food
  • Sport
    • MotoGp
    • Tennis
    • Formula 1
    • Calcio
  • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Attualità
    • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
    • San Carlo
  • Lifestyle
    • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • girls
    • Orologi
    • Turismo
    • social
    • Food
  • Sport
    • Sport
    • motogp
    • tennis
    • Formula 1
    • calcio
  • Culture
    • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Topic
Moto.it
Automoto.it
  • Chi siamo
  • Privacy

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159

  1. Home
  2. Sport

29 maggio 2022

“Io la amo ma ho bisogno di lei”. Il dolore di Charles Leclerc è un grido più forte della sua rabbia

  • di Giulia Toninelli Giulia Toninelli

29 maggio 2022

Il team radio indemoniato al momento del rientro ai box, la faccia mesta e insieme feroce, lo smacco finale dopo la bandiera a scacchi. In queste ore di delusione cocente si parla della rabbia di Leclerc ma il suo bisogno, e il suo dolore, sono l’unica cosa che conta oggi
“Io la amo ma ho bisogno di lei”. Il dolore di Charles Leclerc è un grido più forte della sua rabbia

La rabbia è la risposta, l’unica che questi ragazzi imbottiti di adrenalina e velocità conoscono. È il team radio di Leclerc che non ci può credere, quando via radio si sente urlare tutto e il contrario di tutto. È quella di Sainz che non vuole obbedire agli ordini, che dopo un inizio di stagione difficile vuole massimizzare un risultato, fare di testa sua. E quella del suo compagno di squadra che non capisce, non riesce proprio a capire, come sia potuto succedere tutto quello che a Monaco è capitato, guastandogli la festa in casa ancora una volta.

La rabbia è la risposta quando, di altre risposte, se ne hanno poche. Quella di un ragazzo che l’ha sempre incanalata su se stesso, dandosi dello “stupido” ad ogni errore, scusandosi e flagellandosi a ogni eccesso di foga, di cuore e di piede.

Ma la rabbia a Monaco non è il sentimento più forte, nella testa di Charles Leclerc. Il dolore, tra le strade ancora maledette di un circuito che ama senza essere corrisposto, vince su tutto. Ed è ben più pericoloso della rabbia di un pilota deluso.

20220529 194302010 5157

“Fa davvero troppo male. Avevamo sei secondi di vantaggio, gestivo, non possiamo permetterci di arrivare quarti. Io ho fatto tutto bene, oggi doveva essere nostra, ho bisogno della squadra” ha detto dopo la gara.

Si attacca a un bisogno come un bambino che da solo non sa che cosa, di nuovo deluso, di nuovo sconfitto, di nuovo costretto a fare da trascinatore. Solo che oggi, a casa sua, nella Monaco che gli è maledetta, Charles trascinatore non riesce ad esserlo.

“Io amo questo team, ma dobbiamo migliorare” ha concluso, dopo un dubbio lasciato nell’aria sul ruolo dell’amico e compagno di squadra Sainz che “non ho capito cosa abbia fatto”. Ha delle domande, e ha bisogno di risposte concrete. Perché la rabbia, dopo una notte insonne in una casa che affaccia proprio su quelle strade oggi insopportabili da vedere, passerà presto. Ma il dolore fatica a trovare una forma dentro la testa di un pilota che non può permettersi il lusso del dubbio.

La mancanza di fiducia, il tormento, la consapevolezza che anche facendo tutto giusto qualcosa, qualsiasi cosa, può andare male da un momento all’altro. Questi sentimenti sono pericolosi per una squadra che oggi ha bisogno di stringersi intorno a un pilota deluso, e ricominciare proprio dal suo dolore.

20220529 194406682 2548

More

I piloti non sono scatole

di Giulia Toninelli Giulia Toninelli

Formula 1

I piloti non sono scatole

Drake ha perso 300.000 euro per colpa di Leclerc: cos’è successo a Barcellona

di Redazione MOW Redazione MOW

Formula 1

Drake ha perso 300.000 euro per colpa di Leclerc: cos’è successo a Barcellona

Che fine hai fatto, Daniel Ricciardo?

di Giulia Toninelli Giulia Toninelli

Formula 1

Che fine hai fatto, Daniel Ricciardo?

Tag

  • Formula 1
  • Charles Leclerc
  • Ferrari

Top Stories

  • Guida pratica al GP di Monza: dove incontrare i piloti e dove vedere la gara, quando arrivare in circuito, gli eventi fuori l’autodromo e tutto il resto

    di Luca Vaccaro

    Guida pratica al GP di Monza: dove incontrare i piloti e dove vedere la gara, quando arrivare in circuito, gli eventi fuori l’autodromo e tutto il resto
  • Questo Bagnaia non l’avevamo mai sentito: “Così è umiliante, mi mortifica. È uno dei momenti più bassi della mia carriera. Con la Panigale? Volo”

    di Cosimo Curatola

    Questo Bagnaia non l’avevamo mai sentito: “Così è umiliante, mi mortifica. È uno dei momenti più bassi della mia carriera. Con la Panigale? Volo”
  • Le corse in moto sono tutte nel sesto giro ad Aragon: cadute, ritiri, staccate, penne a 300 Km/h e una frase di Marc Marquez da scolpire nella pietra

    di Cosimo Curatola

    Le corse in moto sono tutte nel sesto giro ad Aragon: cadute, ritiri, staccate, penne a 300 Km/h e una frase di Marc Marquez da scolpire nella pietra
  • In esclusiva nel paddock F1 con Arvid Lindblad: “Mia madre non voleva corressi, ma per me non c’era altro”. E poi i sacrifici, la famiglia, Hamilton, Verstappen e tutto il resto

    di Luca Vaccaro

    In esclusiva nel paddock F1 con Arvid Lindblad: “Mia madre non voleva corressi, ma per me non c’era altro”. E poi i sacrifici, la famiglia, Hamilton, Verstappen e tutto il resto
  • Di Roger Federer e Novak Djokovic: perché anche i giganti piangono, lì dove la grandezza incontra il proprio limite

    di Francesca Zamparini

    Di Roger Federer e Novak Djokovic: perché anche i giganti piangono, lì dove la grandezza incontra il proprio limite
  • Valori sugli striscioni in curva Nord e il “Sodalizio” della Sud: riparte la Serie A e gli ultras di Inter e Milan (tranne qualcuno) tornano al proprio posto. Come sono andati gli esordi delle tifoserie?

    di Domenico Agrizzi

    Valori sugli striscioni in curva Nord e il “Sodalizio” della Sud: riparte la Serie A e gli ultras di Inter e Milan (tranne qualcuno) tornano al proprio posto. Come sono andati gli esordi delle tifoserie?

di Giulia Toninelli Giulia Toninelli

Se sei arrivato fin qui
seguici su

  • Facebook
  • Twitter
  • Instagram
  • Newsletter
  • Instagram
  • Se hai critiche suggerimenti lamentele da fare scrivi al direttore moreno.pisto@mowmag.com

Next

Dani Pedrosa ingolosito dal Mugello: “Forse torno”. E su Marc Marquez e Enea Bastianini…

Dani Pedrosa ingolosito dal Mugello: “Forse torno”. E su Marc Marquez e Enea Bastianini…
Next Next

Dani Pedrosa ingolosito dal Mugello: “Forse torno”. E su...

  • Attualità
  • Lifestyle
  • Formula 1
  • MotoGP
  • Sport
  • Culture
  • Tech
  • Fashion

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159 - Reg. Trib. di Milano n.89 in data 20/04/2021

  • Chi siamo
  • Privacy