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19 luglio 2020

Cosa ha Marquez, quando
e come tornerà? Lo abbiamo
chiesto al chirurgo di Higuain

  • di Emanuele Pieroni Emanuele Pieroni

19 luglio 2020

Marquez non ci sarà alla prossima gara di Jerez: abbiamo sentito l’ortopedico Loris Pegoli, lo stesso che ha rimesso in sesto la mano di Higuain. "L’omero non è un osso che se immobilizzato consente comunque la guida a un motociclista. E poi c’è da capire come è interessato il nervo radiale: i tempi di recupero potrebbero essere lunghi”
Cosa ha Marquez, quando e come tornerà? Lo abbiamo chiesto al chirurgo di Higuain

Frattura totale dell’omero con possibile interessamento del nervo radiale. Così si legge ovunque quando si cerca di capire cosa si è fatto Marc Marquez dopo la brutta caduta di oggi pomeriggio a Jerez. Ma che cacchio significa, in termini sportivi, frattura totale dell’omero con possibile interessamento del nervo radiale? Noi non lo sappiamo di certo - così un po’ persi tra le nuvole e la poesia come siamo - ma non abbiamo resistito alla curiosità e siamo andati a chiederlo a uno che lo sa. E lui, il dottor Loris Pegoli, specialista in ortopedia, traumatologia e chirurgia della mano, s’è preso la bega di risponderci. È il medico che ha operato l’attaccante juventino Gonzalo Higuain dopo lo scontro di gioco che rischiava di costargli la partita di Champions contro l’Olimpiakos.

Insomma, il dottor Pegoli non è uno qualsiasi, ma non c’ha fatto pesare di avergli rotto le balle nel cuore di una domenica pomeriggio di luglio e, anzi, s’è prestato a provare a spiegarci con termini adatti persino a noi che cosa significa, per il futuro più o meno prossimo, la diagnosi di Marc Marquez.

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“È chiaro – ci ha spiegato – che per poter parlare con esattezza di queste cose bisognerebbe avere almeno una radiografia sotto gli occhi. Chiaramente non ce l’ho e quindi mi affido alla diagnosi che riporta la stampa e alle immagini che ho visto dell’incidente di Marquez”.

Premessa doverosa, ma a noi interessa sapere subito se Marquez potrà esserci già da venerdì prossimo a Jerez.

“Se sarà confermata questa diagnosi – ha sentenziato – ritengo decisamente improbabile che il campione spagnolo possa presentarsi in sella tra appena cinque giorni. Soprattutto se davvero sarà operato. Basta considerare che almeno ventiquattro ore vanno via solo per il post intervento. E l’omero non è un osso che se immobilizzato consente comunque la guida a un motociclista, tanto per dirla in termini spiccioli”.

I tempi di recupero per questo tipo di fratture sono piuttosto lunghi e anche se i piloti ci hanno già fatto vedere in passato d’essere capaci di tornare in sella in tempi strettissimi, non è ipotizzabile che tutto per Marquez potrà ridursi a tre o quattro giorni”. Niente Jerez, insomma, sempre ammesso che la diagnosi sarà confermata e che il Cabroncito finirà domani mattina stessa sotto i ferri.

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GET WELL SOON, CHAMP! 💪 @marcmarquez93 will undergo surgery on Tuesday for a fractured humerus following a crash in the #SpanishGP race. Full info on motogp.com #MM93 #MotoGP

Un post condiviso da MotoGP (@motogp) in data: 19 Lug 2020 alle ore 8:00 PDT

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Ma a preoccupare più della frattura potrebbe essere il seguito della diagnosi: possibile interessamento del nervo radiale. “Immaginate – ci ha spiegato il dottor Pegoli – il tronco di un albero su cui è ancorata una canna dell’acqua. Ecco, ora immaginate che quel tronco si spezzi. È chiaro che anche la canna ne risenta. Ma bisogna capire quanto e fino a che punto. Possibile interessamento del nervo radiale è una formula molto comune quando si referta una frattura totale dell’omero e per questo significa molto poco”. È pacifico, sostanzialmente, che anche il nervo ha subito un trauma, ma bisogna capire quale sia l’entità di quel trauma e per farlo bisognerà aspettare.

Di sicuro, il dolore per Marc Marquez è tanto, come ci ha confermato lo stesso dottor Pegoli. “Potrebbe  essere come una botta che passa relativamente in fretta – ha spiegato – come potrebbe essere qualcosa di più serio. Di certo il nervo radiale determina i movimenti del polso e delle dita e potete immaginare da soli che cosa significa questo per uno che di mestiere fa il pilota di motociclette”.

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