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22 novembre 2021

Dopo sei anni cade il regno di Rea: "Il Mondiale non lo abbiamo perso a Mandalika. Devo ringraziare Toprak e Redding perché..."

  • di Redazione MOW Redazione MOW

22 novembre 2021

Dopo sei anni di dominio incontrastato il pilota della Kawasaki cede lo scettro a Toprak Razgtalioglu. La vittoria a Mandalika non è servita, ma Jonathan Rea ha comunque voluto terminare la corsa al Mondiale senza rimpianti. E non solo, perché la passerella d'onore ha voluto godersela con il vecchio '65' stampato sulla propria moto. Ecco cosa ha detto a fine gara
Dopo sei anni cade il regno di Rea: "Il Mondiale non lo abbiamo perso a Mandalika. Devo ringraziare Toprak e Redding perché..."

La gara di Mandalika non ha sancito soltanto la vittoria nel Mondiale di Toprak Razgtalioglu, ma anche la fine del dominio di Jonathan Rea. Il pilota nordirlandese, pur vincendo, non è riuscito a evitare lo sgambetto finale al turco della Yamaha che ha conquistato così il suo primo titolo. Jonathan Rea ha però voluto lasciare il numero 1 a modo suo. Nel giro d'onore, il sei volte iridato si è fermato per farsi attaccare lo storico numero 65 sulla sua Kawasaki: “Sinceramente, è bellissimo. Dopo aver perso il titolo ho chiesto ai ragazzi se c'era un vecchio 65 del 2015 e purtroppo non ne avevano uno. Ce l'hanno fatta subito, non so come ma ce l'hanno fatta – ha detto a Motosan - Quando l'ho visto, mi ha ricordato quando sono arrivato in Kawasaki e il cambiamento che ha fatto nella mia vita: sono stati bei momenti, momenti che mi hanno dato molta motivazione e che mi hanno portato a vincere il mio primo titolo. Sarà fantastico utilizzarlo il prossimo anno, spero di usarlo solo per un anno ma è un gran numero.

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Il pilota della Kawasaki ha comunque voluto lasciare in grande stile lo scettro vincendo la gara di Mandalika: “Ho corso senza nulla da perdere, non volevo avere rimpianti dopo il traguardo”. Chiaramente sono poi arrivate le congratulazioni a Toprak e alla Yamaha: “La loro stagione è stata incredibile, sono sempre stati molto veloci. Mi hanno fatto migliorare come pilota, mi hanno fatto capire come posso migliorare e come posso migliorare la mia moto”. Perché quest’anno la casa motociclistica di Minato ha capito di non essere più dominatrice incontrastata della Mondiale. Rea però ha già capito dove migliorarsi per il prossimo anno: “Sicuramente accelerazione e velocità. Le piste dove dovevamo accelerare per primi, come Most e Navarra, erano difficili, potevamo anche perdere tre decimi in rettilineo e questo mi ha messo in difficoltà quando cercavo di mantenere un buon ritmo e dei buoni tempi. Questi sono i punti principali su cui dobbiamo concentrarci. Ci sono anche altre aree di miglioramento. Dal punto di vista del motore stiamo lavorando molto con gli ingegneri per testarlo già a dicembre e valutarlo”. Il pilota Kawasaki ha poi analizzato la sua stagione: “Non ho perso il campionato qui a Mandalika per questa gara, l'ho perso a metà stagione a causa di una serie di errori. Non me ne pento, non vedo l'ora di riposarmi un po', questo campionato si è condensato tutto in pochi mesi con tanti test, tante gare e tanti viaggi, voglio riposarmi un po' prima dei test di dicembre".

 

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Non sembra quindi abbattuto per la sconfitta al Mondiale. Anzi, Jonathan Rea sembra più carico come mai, come la prima volta in Superbike: “È difficile vincere e continuare a farlo, dopo il primo titolo ricordo tutti i viaggi e gli impegni con i media che ho avuto, nel 2016 mi sentivo abbastanza stanco. Forse le cose sono un po' diverse ora a causa della pandemia. Per quanto mi riguarda sono contento di riposarmi, il mio obiettivo per il prossimo anno sarà sempre lo stesso, dovrò imparare dai miei errori e migliorare la moto perché quando funziona bene questa è una delle moto più competitive, aggiustando i nostri punti deboli dovremmo essere di nuovo in lotta. Mi sono divertito quest'anno con Scott e Toprak, mi piace correre così, speriamo di avere più battaglie di questo tipo nel 2022”. I complimenti finali però vanno al circuito di Mandalika: “È uno dei circuiti con il miglior grip sul bagnato al mondo. Forse l'unico problema è nel drenaggio dell'acqua dal circuito, ma hanno fatto un ottimo lavoro, hanno portato a termine un evento di livello mondiale”.

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