Alla vigilia del 2026, la Ferrari torna ad avere grandi ambizioni. Non conta il passato, ma solo le 24 gare al via questo fine settimana a Melbourne, appuntamento inaugurale del 2026. Una stagione rivoluzionaria complice il nuovo regolamento tecnico, un’opportunità che dopo anni complicati la Scuderia non vuole e non può lasciarsi scappare. Ai test prestagionali la SF-26 ha colpito in positivo tra affidabilità e soluzioni innovative, ma la pista e i weekend di gara sono un’altra storia. Ferrari non è la favorita, ma le sensazioni sono buone e la stagione è tutta da scrivere, con degli obiettivi chiarissimi come raccontato dal team principal Frederic Vasseur in un’intervista rilasciata a Motorsport.com: “Sono abbastanza navigato da mettermi la giusta pressione da solo e in modo costruttivo anche alla squadra. Non importa il risultato ottenuto nel 2024 o nel 2025, scendiamo in pista per dare il massimo, competere e con l’obiettivo di vincere”.
Per farlo, servirà confermare quanto fatto vedere tra Barcellona e Bahrain. In pista la favorita è sembrata essere Mercedes nonostante qualche problema di troppo, ma mai come stavolta i valori in campo potranno cambiare e, in tal senso, Vasseur ha le idee chiare: “Meglio iniziare la stagione vincendo la prima gara piuttosto che ritrovarsi distanti, ma l’aspetto cruciale sarà il programma di sviluppo. Credo che ogni upgrade che porteremo in pista comporterà un passo avanti superiore al miglioramento complessivo visto nel 2025. Vincere a Melbourne non significa avere la monoposto migliore dopo quattro o cinque gare, viceversa, essere terza forza in Australia non preclude la possibilità di essere vincenti dopo qualche gara”.
Ferrari, però, almeno nelle ultime due uscite prestagionali ha impressionato. Al Montmelò la Scuderia aveva portato una vettura senza grosse soluzioni innovative, molto conservativa, mentre in Bahrain è successo l’opposto tra ali rotanti e simil scarichi soffiati: una prova di coraggio, necessaria soprattutto considerata la portata della rivoluzione tecnica.
Eppure, per il team principal c’è tanto altro, che il più delle volte non si vede: “Bisogna esplorare il regolamento tecnico, essere aggressivi e spingersi al limite, solo così si può essere innovativi. Ma ciò a cui bisogna prestare attenzione è che l'innovazione non riguarda solo la parte visibile della vettura. Sono contento che due soluzioni abbiano attirato l’attenzione della stampa e del paddock, ma in passato abbiamo introdotto altre innovazioni in zone non visibili, parlo di sospensioni, impianto di raffreddamento, motore, e questo credo valga per tutte le squadre”.
L’atteggiamento mostrato, però, è sembrato essere quello giusto, con tanto di leggera frecciatina alla Mercedes e al caso motori: “Mi piace vedere i nostri ingegneri spingersi al limite prestando sempre la massima attenzione alla legalità. Abbiamo mantenuto un dialogo aperto con la FIA fin dal primo giorno per confrontarci sulle novità introdotte, nessuno può permettersi di sprecare ore di galleria del vento o risorse del budget cap rischiando di portare in pista soluzioni non conformi al regolamento”.
In generale, sarà un anno ricco di incognite nonostante qualche riscontro positivo sia già arrivato per l’intera Formula 1. In pista le monoposto hanno macinato chilometri come forse nessuno si sarebbe aspettato, vincendo il timore generale che regnava nel paddock alla vigilia della stagione.
Le sensazioni erano pessime, ma come spesso accade ogni team ha fatto un mezzo miracolo. E Vasseur è dello stesso avviso: “È nel DNA della F1 lamentarsi di tutto, ma credo che in generale tutti siano rimasti positivamente sorpresi. Si diceva che saremmo stati vicini alla F2, invece siamo a due o tre secondi dai tempi del 2025, e lo scorso anno le temperature in cui si svolsero i test in Bahrain erano molto più basse; quindi, valutando quanto emerso credo che lo scenario complessivo sia molto migliore di quanto si temesse. Ci sono alcune criticità, certo, ma siamo ai primi passi di questo ciclo tecnico, dovremo adattarci, perfezionarci, e credo che ci sia sempre la possibilità di fare delle correzioni qualora dovesse essere necessario”.
Non resta che scendere in pista, ma alla vigilia della prima gara in Ferrari qualche speranza in più rispetto al passato c’è. E forse, visto com’è andata finora, è anche giustificata.