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GP di Madrid, i primi dubbi sui guadagni: la F1 è un business “a perdere”?

  • di Alice Cecchi Alice Cecchi

31 gennaio 2024

GP di Madrid, i primi dubbi sui guadagni: la F1 è un business “a perdere”?
Annunciato solo da qualche giorno, il Gran Premio di Madrid sta già facendo tanto discutere. Un altro circuito cittadino entrerà a far parte del calendario di Formula 1 a partire dal 2026 e, oltre alle preoccupazioni di natura sportiva - del "ma quanto saranno utili questi cittadini al circus?" - fa parlare la situazione economica che ci gira intorno: la Formula 1 è un business “a perdere"?

di Alice Cecchi Alice Cecchi

La stagione 2024 di Formula 1 non è ancora iniziata, ma il paddock è già avanti di un paio di anni e si prepara ad un’altra new entry nel calendario: il GP di Madrid. La capitale spagnola ospiterà il circus a partire dal 2026, entrando ufficialmente nel calendario come ennesimo circuito cittadino e facendo tanto discutere gli appassionati. La Formula 1 cambia, cresce, si trasforma e il timore di vederla salutare i suoi capisaldi è ormai un argomento troppo frequente sui social - visto che proprio lo stesso anno vede lo scadere del contratto del Circuito di Montmelò che ospita il gran premio spagnolo da ormai decenni. Ciò che però fa più riflettere dopo l’annuncio di questa nuova tappa, non è solo la questione sportiva, ma anche quella economica che vede più esperti chiedersi che tipo di business stia diventando la Formula 1. Il circuito nascerà nella parte fieristica della città e si pronostica veloce e insidioso, ma ancora sotto approvazione della Federazione. Ciò che stupisce, come ormai troppo spesso, è la tassa che l’organizzazione formata dal Comune di Madrid e associati verserà a Liberty Media per garantire l’ingresso nel calendario.

Ogni anno saranno 60 milioni di euro ad entrare nelle casse della Formula 1 solo dal Gran Premio di Madrid, circa il doppio di quanto al momento paga il circuito catalano che ospita il circus. Una cifra strabiliante che presuppone una cifra altrettanto strabiliante incassata durante lo svolgimento del gran premio e di cui gli organizzatori sono più che sicuri. Una certezza che da fuori sembra più che traballante, perché per quanto la Formula 1 in questo momento stia cavalcando la sua onda di successo in maniera più che soddisfacente, sono tanti i dubbi che comunque ne concernono il futuro. Marca, uno dei quotidiani spagnoli principali, ha interpellato uno degli economisti più esperti del paese, Santiago Becerra, che si è dichiarato più che preoccupato per la situazione di Madrid. La gara potrebbe sì, ricevere parecchio appoggio dal pubblico vista anche la posizione strategica della città, forse l’argomento più spinto dagli organizzatori nella presentazione dell’evento dalla “perfetta logistica”, ma anche rivelarsi un grandissimo irrimediabile flop, soprattutto dal punto di vista finanziario. 

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Il layout del Gran Premio di Madrid

“Per quale motivo il Gran Premio di Madrid dovrebbe generare 450 milioni di euro quando quello di Barcellona ne guadagna quasi meno della metà?” si è chiesto Becerra. Una domanda più che lecita, che ci riporta indietro nel tempo alla grande sventura del Gran Premio di Valencia. Quante foto sui social del circuito ormai dismesso, dei rimasugli dei cordoli in giro per la città e delle piazzole di partenza ormai sbiadite. Quanti rimorsi ancora da parte dell’organizzazione che ancora si chiede come sia stato possibile un down così importante. È quindi un’incognita enorme quella del Gran Premio di Madrid, che rimanda a quella scomoda domanda iniziale: ma la Formula 1 è un business a perdere? In un momento così di successo per il circus, di crescita incredibile, quali sono le domande che deve farsi l’organizzazione dei vari eventi? L’esperimento madrileno avrà sicuramente tanto da raccontare, ma i presupposti sono tutto meno che rosei.

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La città di Madrid ha ospitato qualche anno fa un'esibizione di Red Bull Racing

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