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In MotoGP non c’è il posto fisso: dopo un decennio di Marc Marquez la strada è libera, a partire dal Sachsenring

  • di Cosimo Curatola Cosimo Curatola

14 giugno 2022

In MotoGP non c’è il posto fisso: dopo un decennio di Marc Marquez la strada è libera, a partire dal Sachsenring
Domenica si corre in Germania, al Sachsenring. Terra di Marc Marquez da sempre e indiscutibilmente. Marc ci ha vinto col sole, con la pioggia, con il braccio infortunato. E se è vero che è solo una gara, è anche vero che ora che la guarderà da Cervera ci sarà un passaggio di consegne

di Cosimo Curatola Cosimo Curatola

Di norma i piloti della MotoGP detestano il Sachsenring: è un circuito stretto, tortuoso, troppo corto per stiracchiare prototipi capaci di deflagrare 280 cavalli sull’asfalto rovente. Da dieci anni a questa parte però, c’è un’eccezione che si chiama Marc Marquez. Undici vittorie consecutive, la prima in 125 nel 2010 sopra a una Derbi, l’ultima l’anno scorso appena tornato dall’infortunio con la spalla dolorante. In quella gara Marc ci ha messo tutto, talento e follia come piace a lui. Ed è proprio così che l’ha raccontato tra lacrime di gioia e sorrisi, dopo il podio, spiegando che alle prime gocce di pioggia si è reso conto di dover sfruttare il momento. Gli altri hanno qualcosa da perdere, forse hanno paura. Io me ne vado. Quel circuito a lui piace perché gira a sinistra, perché è il più bravo a far girare la moto nel tempo di un niente, per altre cose che nemmeno lui è in grado di spiegare. Ma gli piace anche perché lì, pioggia o sole, Derbi o Honda, ci ha sempre vinto:  se diventa casa tua è più facile ripeterti, il cervello viaggia in piena zona di comfort e tutto ti riesce bene. Questa domenica però, poco prima delle 15, quando sarà finita la gara, toccherà a qualcun altro prendere il suo posto.

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Fortunatamente le corse non sono come gli uffici del comune: tutto cambia in fretta, si evolve, vinci oggi e domani ricominci da zero. In MotoGP non c’è il posto fisso. Marc Marquez tornerà per vincere, per regalarci il brivido che un fuoriclasse sa produrre meglio degli altri, ma dovrà ripartire anche lui. Dovrà farlo con una quarta, complessa operazione al braccio, un titolo che manca da tre anni e meno certezze. Tra queste mancherà anche la roccaforte in Germania, casa sua, l’unica in cui ha fatto meglio di Austin. Gli inglesi lo hanno battezzato Sachsenking, king of the ring. Il prossimo vincitore, in Germania, non prenderà i suoi titoli e la sua classe, ma farà un altro taglio a quel filo che lega Marc all’olimpo della MotoGP, ai piani alti della competizione. La MotoGP, domenica, farà un altro passo verso il futuro. E Marc dovrà trovare il modo per inseguirlo.

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